Famiglia Fantasma

Archivio per la categoria ‘La Pubblicazione degli Atti

Finalmente lo pubblico anche su Famiglia Fantasma. Un video di cui vado fiero, perché prima di tutto ci sono io. Perché è stato fatto il giorno del Pride Nazionale a Bologna… perché c’era una file incredibile. Perché mi emoziona ogni volta che lo vedo, e lo rivedo, e lo rivedo.

Sono baci di amore, sono sorrisi limpidi e liberi, sono gioia di chi sa ancora gioire della libertà che spera di avere anche se ancora non ce l’ha. E’ un blues allegro questo video, forse un gospel.

in ogni caso, vi invito a vederlo, e magari a rivederlo. Un abbraccio a tutti voi.

Gian Mario

CertiDiritti sta cercando coppie omosessuali di persone desiderose di chiedere la pubblicazione degli atti presso il proprio comune. Tutto secondo la legge, non si tratta di disobbedienza civile. Obiettivo è innescare i conseguenti atti amministrativi per impugnarli in giudizio e sollecitare la giustizia ad esprimersi sul diritto delle persone al riconoscimento delle loro unioni.

Su Gay.tv un primo articolo.

Sabato prossimo ci sarà la costituzione dell’associazione radical “Certi Diritti” che nasce con i seguenti impegni/obiettivi:

* promuovere forme di lotta non violenta per stimolare un dibattito all’interno del nostro Paese sulla necessità di rimuovere odiose forme di discriminazione, sostenendo tutte le iniziative politiche, sociali e culturali che rafforzino la coscienza civile e politica sui temi dei diritti civili;
* creare una rete di informazione per la divulgazione a tutti i livelli delle proposte legislative e dei processi giudiziari per il riconoscimento di nuovi diritti;
* cercare collaborazioni con le realtà che operano per il riconoscimento e l’affermazione dei diritti delle persone che vivono un’affettività e una sessualità soggette a discriminazioni sociali, giuridiche e politiche, per consolidare e appoggiare gli obiettivi comuni, condividendo con gli stessi soggetti aspirazioni inclusive e laiche, fondate sulla parità dei diritti e proprie di un’Europa che già esiste e che anche noi vogliamo.
Informazioni dettagliate sul manifesto, i soci fondatori e le realtà più importanti che girano intorno alla nascita di questo nuovo soggetto, le trovate nel blog “Lampidipensiero”.

Queste, invece, le informazioni per chi vorrà partecipare al Congresso Costitutivo:

CONGRESSO COSTITUTIVO ASSOCIAZIONE RADICALE

‘CERTI DIRITTI’

ORDINE DEI LAVORI E REGOLAMENTO

Le porte del diritto si aprono per le persone discriminate...Ore 9.30 apertura dei lavori – costituzione presidenza – distribuzione bozza Statuto e Manifesto;

Ore 9.45 intervento introduttivo di Enzo Cuccco

Ore 10.10 presentazione delle Relazioni ed eventuali saluti esterni;

Ore 10.15/13.30 Relazioni (apertura delle iscrizioni a parlare dibattito generale):

- Conferenza permanente per la Riforma del Diritto di Famiglia,

Bruno De Filippis;

- Le famiglie nella Costituzione, Cosa non dice l’art. 29. Trucchi e manipolazioni nel dibattito pubblico; Mario Di

Carlo”

- La rete Lenford , avvocatura per i diritti LGBT Associazione italiana di avvocati che si occupa della tutela giudiziaria delle persone (e coppie) omosessuali. Francesco Bilotta, Avvocato, Ricercatore di Diritto Privato presso l’Università di Udine.

- Il movimento di liberazione sessuale, alcune proposte di azione (o su altro tema), Enzo Cucco, direttore Fondazione Sandro Penna di Torino;

- L’ Europa dei diritti, di Ottavio Marzocchi;

- Il no al registro delle unioni civili a Roma ovvero ‘Capitale corrotta nazione infetta?’, di Massimiliano Iervolino, Segretario Radicali Roma;

Ore 13.30/14.30 pausa pranzo

Ore 14.30 – 15.30 eventuali saluti esterni e conclusione illustrazioni Relazioni;

Ore 15.30 – 18.30 Dibattito generale (max 10′);

Ore 18.30 – Illustrazione bozza Statuto e proposte di emendamento; votazione

emendamenti (illustrazione 2′ – 1 favore e 1 contro) e voto finale dello

Statuto;

- Illustrazione della bozza del Manifesto e proposte di emendamento, votazione emendamenti (illustrazione 2′ – 1 favore e 1 contro) e voto finale Manifesto;

- presentazione della Mozione congressuale (votazione eventuali

emendamenti

(illustrazione 2′ – 1 favore – 1 contro) e voto finale della mozione

congressuale;

Ore 19 – Elezione degli organi: Segretario, Tesoriere e Rappresentante presso il

Comitato nazionale di Radicali Italiani (su unica scheda);

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 21 gennaio 2008

PARTE LA “RETE LENFORD”

A FIRENZE IL 25 E 26 GENNAIO IL PRIMO CONVEGNO DI AVVOCATURA LGBT SULLE UNIONI OMOSESSUALI

Venerdì 25 e sabato 26 gennaio a Firenze, presso il Teatro Saschall, in Lungarno Aldo Moro 3, si svolgerà il primo convegno nazionale dell’Avvocatura per i Diritti LGBT (lesbici, gay, bisessuali, transgender). Il convegno, evento formativo riconosciuto dall’Ordine degli Avvocati di Firenze e patrocinato dalla Regione Toscana, è organizzato in collaborazione con l’Associazione “Persona e danno”.

Tema del convegno: le unioni tra persone dello stesso sesso.

Nella due giorni si alterneranno docenti universitari, avvocati e studiosi, che, dal punto di vista storico e giuridico, discuteranno di unioni civili, di riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso, di famiglie omosessuali, tenendo presenti i progetti di legge presentati in Parlamento sui CUS e i PaCS, oltre che l’importante normativa della Regione Toscana contro le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

“Abbiamo intenzione di affrontare questioni che interessano ormai migliaia di persone a partire dai principi dettati dalla Costituzione e dalle norme comunitarie” affermano Saveria Ricci, avvocata in Firenze, responsabile dell’organizzazione, e Francesco Bilotta, avvocato in Trieste, ricercatore di diritto privato presso l’Università di Udine, co-fondatori dell’Avvocatura per i diritti LGBT. “Particolarmente interessata è quella parte di avvocatura a cui le persone omosessuali si rivolgono per chiedere una giustizia più rispettosa dei loro diritti. Più che in altri casi, avvocate e avvocati hanno la necessità di tenersi aggiornati e di chiedersi in che modo si possa assicurare alle persone la tutela del loro diritto alla realizzazione personale”.

La sessione finale, che si svolgerà sabato 26 a partire dalle ore 15, consisterà in una simulazione di un processo avente per tema il riconoscimento delle unioni omosessuali. Il processo sarà presieduto dal presidente dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, che avrà il ruolo di giudice. Avvocati veri si divideranno i ruoli di accusa e difesa.

Al termine delle due giornate, verrà ufficialmente presentata la “Rete Lenford“, una rete italiana di avvocati che si occupano di tutelare i diritti delle persone omosessuali. Tra l’altro, scopo della Rete è promuovere in via giudiziaria azioni esemplari per la tutela dei cittadini LGBT (come nel caso della coppia gay fiorentina che ha richiesto le pubblicazioni di matrimonio al Comune e ha da poco presentato ricorso in Appello o nel caso della coppia gay di Latina che ha richiesto la trascrizione del suo matrimonio celebrato all’estero). “E’ nostro fermo proposito” afferma l’avvocato Antonio Rotelli, co-fondatore di Avvocatura per i diritti LGBT “rompere lo spesso velo di silenzio che copre le discriminazioni subite dai cittadini omosessuali nel nostro Paese, sollecitando la Magistratura alla corretta applicazione della Costituzione e il Parlamento a legiferare in questa materia”.

Per ulteriori informazioni:

Ufficio stampa Avvocatura LGBT

Matteo Pegoraro

+39 334 8429527

pegoraro.matteo@gmail.com

Studio Legale Ricci

055.24.76.863

329.70.88.825

savrix@tin.it

Sabato 26 si avvicina, e io non vedo l’ora di assistere al processo simulato organizzato dalla Rete Lenford, in cui una coppia omosessuale chiederà che gli venga riconosciuto il diritto di sposarsi, iniziando dalla pubblicazione degli atti.

Chi vuole partecipare alla cena (apericena, tengono a sottolineare gli organizzatori) di sabato 26, può prenotare con una mail a savrix@tin.it Vi ricordo i costi:

Processo con coffee-break: 15.00 Euro (soci associazioni LGBT 12,00 uro)
Processo con coffee-break e aperi-cena: 22,00 Euro ((buffet: salati, dolce e bevande solo acqua e vino)
Solo aperi-cena: 15,00 Euro (soci associazioni LGBT 12,00 Euro)
Domenica: gratis

Non è proprio in centro, ma chisseefrega. Il pontevecchio può anche crollare. Basta che mi sposo!Come arrivare alla destinazione di Sabato, il teatro Saschall – Lungarno Aldo Moro, n. 3.

In auto: è consigliabile uscire in autostrada a Firenze Sud, oltrepassato il casello, dovrete proseguire sempre diritto, al termine del viadotto sull’Arno, dovrete girare a sinistra; continuando per circa 2 km troverete il Saschall alla vostra sinistra (è un teatro composto da due tendoni bianchi sulla riva dell’Arno)
In treno: scendere a Santa Maria Novella, o prendere un taxi (costo approx. 15 euro) o autobus n. 14 che in 15 minuti vi porta nelle vicinanze del teatro.
in aereo: scali consigliati Firenze Peretola e Pisa, da cui raggiungere, nel primo caso con bus navetta e nel secondo con treno regionale (i treni partono circa ogni ora e ½ ed impiegano 1h e 10)) la stazione di Firenze Santa Maria Novella e da lì proseguire come chi arriva in treno.
PARCHEGGIO AUTO
Nelle vicinanze della sede del convegno vi sono ampie possibilità di parcheggiare su strada con parchimetro

ATTENZIONE - Vi ricordo che Domenica 27, l’appuntamento per la Tavola di discussione sui temi giuridici è presso Teatro Puccini – Via delle Cascine 39. Nei pressi della Stazione Centrale.

Rete Lenford - Avvocate e Avvocati per i diritti LGBT - Pubblicazione degli atti di Matrimonio - Trascirizioni di Unioni contratte all’esteroTra qualche giorno in italia ci sarà una nuova realtà che cercherà di cambiare la socetà per ottenere i diritti delle persone omosessuali. La novità che non è un movimento politico, non è gente che parla. E’ una realtà professionale che si è organizzata per creare sinergie efficaci.

La “Rete Lenford” sono avvocate e avvocati che hanno deciso di unire le forze e collaborare con le coppie omosessuali per ottenere da tribunali o, eventualmente, magistrature di grado superiore, pronunce che possano aprire una prospettiva di pieno riconoscimento dei diritti LGBT. Una parte di loro ha già dato assistenza alle prime coppie omosessuali italiane che hanno richiesto la trascrizione della loro unione avvenuta all’estero, o affiancando la coppia dei ragazzi gay (Matteo Pegoraro e Francesco Piomboni) nel loro percorso di richiesta di pubblicazione degli atti di matrimonio e conseguente ricorso.

L’obiettivo è aumentare il numero di ricorsi (oggi si contano sulle dita di una mano) per svilupparne la “forza d’urto” nei confronti delle istituzioni e delle decisioni che queste sono chiamate a prendere. La strategia da percorrere, duplice:
- da una parte costituire lungo tutto lo stivale una rete di avvocate e avvocati competenti nelle questioni LGBT.
- dall’altra, riuscire a “connettere” questi professionisti con quelle coppie che sono disposte a proporre insieme con la rete Lenford questi ricorsi “pilota”.

Tutto questo accadrà a Firenze, Venerdì 25 e Sabato 26 Gennaio Rete Lenford si presenterà al mondo dell’avvocatura con un convegno dal titolo “Le unioni fra persone dello stesso sesso. Alla ricerca delle regole fra passato e futuro”. Il convegno e’ stato accreditato dall’ordine degli Avvocati di Firenze come evento formativo per i legali che vi parteciperanno.
Questo non è propriamente un processo simulato, ma... come vedete non sarà noioso L’ultima sessione del convegno sarà aperta alla comunità LGBT: essa consisterà in un processo simulato, celebrato con avvocati veri dal titolo “Le coppie omosessuali alla sbarra”.

A convegno finito, il sabato sera, Rete Lenford inaugura il suo rapporto con la comunità LGBT con una cena.

Gli incontri proseguiranno nella mattinata di domenica, con una tavola di discussione sui temi giuridici più importanti per la comunità LGBT.

La speranza e’ che si presentino molte coppie disponibili alla presentazione dei ricorsi.
Forse non è inutile sottolineare i già di per sé evidenti vantaggi di un tale evento:
1) il tema dei Diritti LGBT viene sdoganato dagli Ordini degli Avvocati italiani, che ha certificato questo corso. Avere una classe di operatori giuridici capaci di sostenere una lettura della legge priva di pregiudizi omofobi è una “conditio sine qua non” per poter avere pieni diritti in futuro e per far sì che quelli che già abbiamo siano efficacemente esercitabili ed impugnabili. Si spera che questa iniziativa sia la prima di una serie che in breve tempo permetta a tutti gli omosessuali italiani di trovare facilmente un’avvocata o un avvocato in grado di assisterlo nelle sue specifiche esigenze.
2) questa iniziativa svelerà , sia agli operatori giuridici che alle associazioni e alle persone omosessuali, le potenzialità insite nell’incontro tra cittadini partecipativi e una classe di professionisti in grado di portare un contributo importante nel rapporto con le istituzioni.

Non è che da un corso formativo nasca una vera lobby. Ma sicuramente chi parteciperà a questo evento si renderà conto, finalmente, cosa può essere una lobby, come può nascere e quale è la portata e l’importanza di iniziative analoghe in altri settori. A Firenze, il 26-27 Gennaio, tanti interessi vari e distinti si potranno incontrare e confrontare in un clima stimolante per il concepimento di nuove realtà associative che vogliono essere in grado di esercitare pressioni sulle istituzioni dello stesso livello, se non maggiori, di quelle che oggi esercitano le lobby omofobe.
L’invito per tutti è di partecipare. Per maggiori informazioni, clicca qui oppure invia una mail a famigliafantasma o all’organizzazione dell’evento.

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IL PROGRAMMA DELL’EVENTO:
SABATO 26 Ore 15 – Processo simulato, celebrato con avvocati veri dal titolo “le coppie omosessuali alla sbarra”.
SABATO 26 Ore 20 – Rete Lenford inaugura il suo rapporto con la comunità LGBT con una aperi-cena (fino alle 23)
DOMENICA 27 Ore 11 – Tavola di discussione sui temi giuridici più importanti per la comunità LGBT.
DOVE: SABATO – Teatro Saschall, Lungarno Aldo Moro, 3
DOVE: DOMENICA – Teatro Puccini, Via delle Cascine, 39
PREZZI:
Processo con coffee-break: 15.00 Euro (soci associazioni LGBT 12,00 Euro)
Processo con coffee-break e aperi-cena: 22,00 Euro (buffet: salati, dolce e bevande solo acqua e vino)
Solo aperi-cena: 15,00 Euro (soci associazioni LGBT 12,00 Euro)
Domenica: gratis

L’invito per tutti è di partecipare. Per maggiori informazioni, clicca qui oppure invia una mail a famigliafantasma o all’organizzazione dell’evento.

In passato vi ho già parlato della Rete Lenford, del corso di formazione per avvocati e infine della giornata di incontro con le associazioni e le coppie GLBT.
Finalmente è arrivato il programma definitivo di questo weekend di fine Gennaio. Eccolo qua.
Sabato 26 ci sarà un processo simulato e una cena in cui incontrare e conoscere la Rete Lenford.
Domenica 27 una tavola di discussione sui diritti GLBT: quelli che già si hanno e quelli da ottenere.

Ecco il programma dettagliato. Ovviamente ogni diffusione di queste informazioni è bene accetta!
Per ogni informazione aggiuntiva contattatemi a famigliafantasma_CHIOCCIOLA__fastwebnet.it

SABATO 26 – Ore 15 - Processo simulato, celebrato con avvocati veri dal titolo “le coppie omosessuali alla sbarra”.
SABATO 26 – Ore 20 - Rete Lenford inaugura il suo rapporto con la comunità LGBT con una aperi-cena (fino alle 23)
DOMENICA 27 – Ore 11:00 Tavola di discussione sui temi giuridici piu’ importanti per la comunità LGBT.

DOVE: SABATO - Teatro Saschall, Lungarno Aldo Moro, n. 3
DOVE: DOMENICA - Teatro Puccini – Via delle Cascine 39

PREZZI:
Processo con coffee-break: 15.00 Euro (soci associazioni LGBT 12,00 Euro)
Processo con coffee-break e aperi-cena: 22,00 Euro ((buffet: salati, dolce e bevande solo acqua e vino)
Solo aperi-cena: 15,00 Euro (soci associazioni LGBT 12,00 Euro)
Domenica: gratis
Per ulteriori informazioni http://famigliafantasma.freewordpress.it/rete-lenford/

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Sabato 5 Gennaio 2008 io e Riccardo ci siamo decisi al grande passo che pensavamo di fare da tanto tempo.
Finalmente, dopo anni di convivenza (almeno 3) ho deciso di prendere la residenza nella casa in cui viviamo insieme da anni. Fino ad oggi risiedevo a casa di mio padre, ad Ascoli Piceno. 

Vi racconto, allora, come è andata: come si fa a cambiare residenza… anche perché questa storia ha una morale.
Primo passo: telefonare (una cosa che so fare molto bene, eh?): mi informo sugli orari e sui documenti necessari: Codice Fiscale, Documento di identità, patente, targa dei veicoli a me intestati. Stop.
Poiché la residenza che dichiaravo di prendere era già residenza di Riccardo, lui è dovuto venire con me, per apporre delle firme.
Costo: zero. Tutto gratuito.

Secondo passo: Siamo saliti al secondo piano del palazzo del comune e quasi subito una ragazza ci ha fatto accomodare. Sono passati alcuni minuti, una quantità interminabile di fogli (veri e propri lenzuoli in triplice copia!) quando mi è stata fatta la fatidica domanda: “Volete essere inseriti nella stessa famiglia anagrafica?”

Queste due non siamo io e Riccardo... mi raccomando non fate confusione!Che, in termini di legge si traduce in: “Dichiarate di avere dei legami affettivi?” Infatti, come ho già detto, se fossi stato il maggiordomo di Riccardo, la mia risposta sarebbe stata no. Idem se fossi stato in subaffitto.
Ma abbiamo un legame affettivo, e lo stato, il comune di Lissone, ha voluto saperlo, fidandosi della nostra dichiarazione.

Dunque oggi io e Riccardo costituiamo, per l’anagrafe, una famiglia. I risvolti pratici? Oltre a pagare il doppio delle tasse sull’immondizia (ma mio padre, pagherà la metà) leggete ad esempio questo articolo.

Morale della storia: Qual’è allora la morale di tutto? Beh, durante tutto il tempo, affacciandomi dal bancone, non potevo fare a meno di notare un coppia di giovani ragazzi (lui e lei) che stavano al di qua di una scrivania, mentre parlavano con un uomo seduto dall’altra parte. Era una coppia che stava chiedendo la pubblicazione degli atti.
Era stupefacente la normalità e la semplicità della cosa.
Altrettanto stupefacente è vedere come lo stato si possa ostinare a rifiutarsi di concedere questo servizio di base a me solo perché amo Riccardo invece di Riccarda (che nome orrendo sarebbe!)

Ho capito che quando si parla di diritto al matrimonio, non si sta parlando di diritti sofisticati, secondari o complicati. Si tratta semplicemente di andare al di là di una scrivania e dire che ci si vuole sposare.

Perciò vi invito ad andare in un comune e vedere cosa significa, in pratica, richiedere la pubblicazione degli atti.
Avete dei parenti o degli amici che si sposano? Chiedetegli di poter andare insieme a loro quando chiederanno la pubblicazione degli atti, così: per capire cosa ci stiamo perdendo.

Perché il matrionio e il diritto al matrimonio non sono sciocchezze. Sono la base minima della convivenza civile.

Vuoi sposarti? Ora puoi condividere le tue motivazioni con chi ha i tuoi stessi obiettiviIl nuovo anno parte con il lancio ufficiale di una nuova iniziativa che per me è molto importante.

In Italia gli omosessuali che vogliono sposarsi sono pochi, dispersi, non hanno grandi modi di comunicare tra di loro. Per questo per loro è più difficile raggiungere i loro obiettivi, anche se magari desiderassero tantissimo potersi sposare. 

Per questo, visto che il mio blog cattura senza dubbio l’attenzione di queste persone, ho pensato, grazie al commento di uno di voi, che, al di là di un blog, fatto di idee che vagano libere, può essere utile un aggregatore, in cui le idee possano circolare più chiare, risolute ed efficaci. In cui si possa condividere le idee in modo più approfondito e organizzare delle iniziative. Per “guardarsi” in faccia ed aiutarsi l’un altro.

Un Gruppo in rete può essere il modo più semplice per iniziare. Per questo ho creato su Google il gruppo “Italiani gay e lesbiche che vogliono sposarsi”.

Coloro che si iscrivono potranno comunicare tra di loro con le proprie mail.
Avranno a disposizione del materiale e informazioni più strutturate rispetto al blog (nel blog sono sparsi qua e là), che ovviamente possono liberamente diffondere.
Potranno discutere le loro idee su come poter raggiungere il nostro obiettivo comune.
Potranno proporre le iniziative che ritengono importanti e utili per riuscire a sposarci o per migliorare la condizione di conviventi.

E al più presto spero che questo gruppo possa essere un modo “privilegiato” per mettersi in contatto con professionisti seri e con la formazione adeguata che, se necessario, si offrono per un sostegno professionale per tutti i casi di discriminazione glbt soprattutto in ambito famigliare: pubblicazione degli atti, matrimoni, convivenze ecc….

Se poi voglio fare il figo, vi dirò anche che Matteo Pegoraro e Francesco Piomboni, i due ragazzi di Firenze unici in Italia ad aver richiesto la pubblicazione degli atti, sono già iscritti al Gruppo.

Ora, però, fate attenzione: vi invito caldamente a non iscrivervi. Un gruppo del genere non ha bisogno di sostegno “morale”, né di grandi numeri. Necessita solo di grande motivazione. Possibilmente in coppia, anche se questo non dipende dai singoli (e io ne so qualcosa, ahimé!). In ogni caso, non saranno le belle parole a gratificare i membri di questo gruppo, ma i fatti e la voglia che tutti avranno di mettersi in gioco nella vita di tutti i giorni.

Se siete convinti, iscrivetevi subito. Se preferite, potete iscrivervi anche inserendo la vostra email nella casella di testo della barra verticale, qui a destra.
Se non siete totalmente convinti, però, aspettate. Parlate il vostro uomo o la vostra donna e prendetevi tutto il tempo necessario per decidere.

Una vecchia immagine, per ricordare quanto sono ipocriti certi partiti...Le convivenze, in Italia, ci sono sempre state: fin dall’inizio dei tempi. Convivevano il nonno con il nipote, l’amico con l’amico, la zitella con il matto del villaggio…

E per questo ci sono sempre state delle norme che regolamentano queste convivenze alle quali viene già dato un riconoscimento pubblico.
Sono in genere strumenti poco conosciuti, perché poco usati e obsoleti. Sono strumenti anche poco “coerenti”, magari moduli o certificazioni che non definiscono un profilo giuridico organico.

In passato le convivenze sono state sempre una realtà sociale marginale, ma non va sottovalutato che lo Stato, da sempre, con determinati strumenti (spesso amministrativi), ha manifestato la volontà e l’opportunità di riconoscere pubblicamente questo tipo di formazioni sociali.

Oggi le convivenze non sono più marginali: esistono le famiglie omosessuali (e anche quelle eterossessuali che non vogliono sposarsi). Le convivenze assumono un significato e una importanza mai avute nel passato. Per la prima volta nella storia dell’umanità esistono delle convivenze che aspirano ad essere famiglia!

Lo Stato, per il momento, decide di non volersi adeguare ai cambiamenti della società,e questo rifiuto genera degli squilibri istituzionali evidenti, anche nell’ambito amministrativo e giuridico. 
Per questo, ogni utilizzo che le coppie conviventi (omosesusali e non) possono fare delle vecchie, logore, obsolete, non coerenti ma pre-esistenti regolamentazioni delle convivenze, assume una valenza strategica importantissima.

L’atto Notorio di Convivenza (uno “stupido modulo”, dimenticato praticamente da tutti), ad esempio, può creare dei precedenti, perché smaschera la volontà/necessità/obbligo/missione dello stato (oggi dissimulata dai Teodem) di dare un riconoscimento publico (per quanto marginale, incoerente ecc…) alle convivenze, anche omosessuali. 
Se così non fosse, è in ogni caso lo Stato e dover dare una spiegazione del perché non è così. Per una volta, non sono gli omosessuali a doversi smenare per avere un diritto. E’ lo Stato, semmai, che deve mettersi nelle condizioni di far valere un non-diritto. Per questo ve ne parlerò, dicendovi bene di cosa si tratta e come lo si fa.

Recarsi nel proprio comune e chiedere la Pubblicazione degli Atti, permette di formulare dei diritti esistenti ma nonstante ciò prima impensabili.

Inoltre, nulla, nel codice civile è a compartimenti stagni. E dove la legge lascia lacune, la giurisprudenza e le pubbliche amministrazioni subiscono sollecitazioni imprevedibili, dalle conseguenze anch’esse imponderabili…


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