Famiglia Fantasma

Analisi storico-giuridica delle convivenze

Posted on: dicembre 11, 2007

Una vecchia immagine, per ricordare quanto sono ipocriti certi partiti...Le convivenze, in Italia, ci sono sempre state: fin dall’inizio dei tempi. Convivevano il nonno con il nipote, l’amico con l’amico, la zitella con il matto del villaggio…

E per questo ci sono sempre state delle norme che regolamentano queste convivenze alle quali viene già dato un riconoscimento pubblico.
Sono in genere strumenti poco conosciuti, perché poco usati e obsoleti. Sono strumenti anche poco “coerenti”, magari moduli o certificazioni che non definiscono un profilo giuridico organico.

In passato le convivenze sono state sempre una realtà sociale marginale, ma non va sottovalutato che lo Stato, da sempre, con determinati strumenti (spesso amministrativi), ha manifestato la volontà e l’opportunità di riconoscere pubblicamente questo tipo di formazioni sociali.

Oggi le convivenze non sono più marginali: esistono le famiglie omosessuali (e anche quelle eterossessuali che non vogliono sposarsi). Le convivenze assumono un significato e una importanza mai avute nel passato. Per la prima volta nella storia dell’umanità esistono delle convivenze che aspirano ad essere famiglia!

Lo Stato, per il momento, decide di non volersi adeguare ai cambiamenti della società,e questo rifiuto genera degli squilibri istituzionali evidenti, anche nell’ambito amministrativo e giuridico. 
Per questo, ogni utilizzo che le coppie conviventi (omosesusali e non) possono fare delle vecchie, logore, obsolete, non coerenti ma pre-esistenti regolamentazioni delle convivenze, assume una valenza strategica importantissima.

L’atto Notorio di Convivenza (uno “stupido modulo”, dimenticato praticamente da tutti), ad esempio, può creare dei precedenti, perché smaschera la volontà/necessità/obbligo/missione dello stato (oggi dissimulata dai Teodem) di dare un riconoscimento publico (per quanto marginale, incoerente ecc…) alle convivenze, anche omosessuali. 
Se così non fosse, è in ogni caso lo Stato e dover dare una spiegazione del perché non è così. Per una volta, non sono gli omosessuali a doversi smenare per avere un diritto. E’ lo Stato, semmai, che deve mettersi nelle condizioni di far valere un non-diritto. Per questo ve ne parlerò, dicendovi bene di cosa si tratta e come lo si fa.

Recarsi nel proprio comune e chiedere la Pubblicazione degli Atti, permette di formulare dei diritti esistenti ma nonstante ciò prima impensabili.

Inoltre, nulla, nel codice civile è a compartimenti stagni. E dove la legge lascia lacune, la giurisprudenza e le pubbliche amministrazioni subiscono sollecitazioni imprevedibili, dalle conseguenze anch’esse imponderabili…

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1 Response to "Analisi storico-giuridica delle convivenze"

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