Famiglia Fantasma

Archive for the ‘La legge’ Category

Ho letto su Gay Today un commento all’editoriale che condivido in pieno. Lo riprpongo, sperando di fare da cassa di risonanza. I grassetti sono miei.

In politica non si è mai proceduto, in nessun Paese e in nessuna situazione storica, da parte di qualunque gruppo o minoranza organizzata, portatori di qualsivoglia rivendicazione, con «attese». Le attese sono fatte per essere deluse, e le speranze sono quasi peggio delle attese: entrambe sono sinonimo di passività, di delega, di atteggiamento rinunciatario.

Io non so se in Italia esista realmente, già oggi, una «comunità» GLBT: credo però che siamo vicini a costruirla, e che è questo il primo passo politico da compiere. Ma come si può realizzare questo obiettivo, che, a ben vedere, precede ogni altro? Solo rendendosi profondamente consapevoli dei propri diritti, acquisendo piena coscienza dei nostri inalienabili diritti, civili e costituzionali. In ogni Paese d’Europa e del mondo la «comunità» GLBT si è potuta costituire e ha potuto essere portatrice di richieste di civiltà, di diritto e di verità solo nel momento in cui i suoi componenti hanno smesso di sperare, di attendere – se mai lo hanno fatto – e anche di agire da «utili idioti», portando un voto in cambio (appunto!) di promesse vaghe e malcerte, anziché di impegni solennemente presi e ratificati, e hanno trattato da pari a pari con i Partiti politici, i singoli rappresentanti del popolo in Parlamento, nei Comuni, in ogni Istituzione.

La nostra sfida è non può non essere che la fine della subalternità dell’Associazionismo Gay ai Partiti, la fine della pacata sottomissione in cambio di un’attesa (o di una poltrona). Dalla coscienza dei diritti civili e costituzionali delle persone omosessuali e transessuali consegue la delineazione di una piattaforma di rivendicazioni e richieste che si può riassumere in pochi, chiari punti:
matrimonio civile come diritto di tutti senza distinzione di sesso e orientamento sessuale;
Pacs;
no agli istituti speciali per soli omosessuali, cioè alle unioni-ghetto, che non sconfiggonoo smorzano l’omofobia ma la lasciano inalterata;
legge contro l’omofobia;
accesso all’adozione e all’affido anche a famiglie monogenitoriali e a persone omosessuali.

I gay e le lesbiche hanno il diritto di inscrivere le loro relazioni nel diritto e nella legalità. E la richiesta di questi diritti deve essere espressa congiuntamente, per quanto possibile, dalle persone omosessuali insieme con le persone eterosessuali, per acquisire una maggiore forza. E per far capire che un mondo più «decente» (per dirla con Zapatero) è un’enorme acquisizione di civiltà e dignità per tutti.

Aldo Brancacci

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Questo post ha ospitato tanti approfondimenti sulle tutele legali. Approfondimenti inseriti in modo sparso, a seconda dei contatti che riuscivo ad avere con avvocati volenterosi.

A questo punto vale la pena raggrupparli insieme, aspettando che validi collaboratori confezionino un compendio fruibile, leggibile e con uno stile comunicativo più focalizzato all’obiettivo di farci conoscere che certe tutele esistono e posso essere raggiunte più o meno facilmente.

Futuri aggiornamenti su questo tema nella sezione PRURITI DI LEGALITA’.

————INTRODUZIONE

Le convivenze oggi

Un chiarimento sui diritti individuali

————IN COMUNE

Famiglia anagrafica

Atto Notorio di Convivenza

————NOTAIO, GIUDICE, AVVOCATO

Procura Speciale

Amministratore di Sostegno

Contratto di convivenza (una intervista ad un avvocato)

————PERSONALE

Polizze integrative

————SUCCESSIONE TESTAMENTARIA

Quando non c’è testamento

I cinque tipi di testamento

La quota legittima

Revoca e invalidità dei testamenti

Il legato (un tipo di successione testamentaria)
L’esecutore testamentario

Considerazioni finali sul testamento

————CONLUSIONI

Conclusioni

Autobiografia

 


Sabato prossimo, 12 Aprile, il libro “La famiglia Fantasma” sarà presentato a Torino, allo ShortBus cafè alle ore 19:30, durante una apericena.

Lo shortbus è un locale gay-friendly, aperto da poco ai piedi della Mole Antonelliana, in via G. Ferrari 5.

Vi aspetto numerosi per tanti motivi: parlerò del libro, sel blog, della Rete Lenford e dell’iniziativa che stiamo organizzando con l’associazione CertiDiritti: contattare almeno 50 coppie in tutta Italia che vogliano chiedere la pubblicazione degli atti.

E quale occasione migliore di mostrare a tutti il Vademecum che ho fatto con le registrazioni audio delle mie telefonate al comune di Torino?

Da bertinotti un appoggio a metà. Come questo ovale. Meglio di niente...Il 4 Aprile Bertinotti parla agli omosessuali al Circolo Mario Mieli.

Alle Invasioni Barbariche, Bertinotti si vantava di aver raggiunto con Rutelli il compromesso sui cosiddetti diritti individuali – compromesso poi tradito da Rutelli.

Poi però ha sottoscritto il patto con Arcigay, un impegno diretto per il matrimonio agli omosessuali.

Le cose sono due: o l’ha fatto solo per farsi mettere nella lista delle persone “da votare” (un modo di dire veramente all’antica, ndb).
Oppure anche lui vuole prendere in giro la nostra innata credulità.

Comunque stiano le cose, con questo post voglio sfatare il mito dei diritti “individuali”, affinché chi partecipa all’incontro con bertinotti sia più preparato e competente.

Per farla breve inizio dalla fine: nella legislazione italiana, i diritti di gruppo non esistono. Forse con l’Action Class inizia ad esserci qualcosa del genere (non sono competente in materia). Ma per il resto, tutti i diritti delle persone fisiche sono diritti che discendono e si applicano all’individuo.

Ma procediamo per gradi.
Oggi tutti i partiti che parlano di diritti individuali, lo fanno lasciando intendere che sarebbero un “minus” rispetto a dei non meglio definiti diritti di un ente chiamato famiglia tradizionale – anche essa non meglio definita.

Da questo modo di ragionare, lo spettatore si fa l’idea che la famiglia sia un ente a sé stante che è giuridicamente rilevante e dal quale discendono quei famosi diritti che i coniugi hanno.

Nulla di più sbagliato. La famiglia non è un ente giuridicamente “osservabile”.

Premesso che non c’è in tutto il corpo legislativo la minima definizione di famiglia (né di matrimonio), il punto importante è un altro: per la giurisdizione la famiglia non è un soggetto giuridico a sé stante.
I diritti di famiglia discendono dai singoli coniugi presi singolarmente e dalla loro volontà e autodeterminazione di vincolare la propria vita a quella di un’altra persona.

I DIRITTI DEI CONIUGI SONO DIRITTI INDIVIDUALI. DELLA STESSA IDENTICA NATURA DI QUELLI CHE AVREMMO NOI CON I RIDICOLI CUS.

Detto in altre parole, i diritti individuali delle coppie di fatto non sono in contraddizione con i matrimoni omosessuali. Almeno: la contraddizione non c’è nei confronti della legge, ma delle ipocrisie dei politici.

Detto questo, lancio un appello agli omosessuali romani: come avete già fatto per Cantelmi, registrate anche Bertinotti. Perché vorrei essere testimone anche io.

Per il resto auguro a tutti i partecipanti di fare una bella esperienza, perché al di là dei miei toni volutamente provocatori, comunque questo incontro è un buon auspicio.

POST SCRIPTUM SULLA NATURA DEI DIRITTI:

Noi omosessuali abbiamo il diritto al matrimonio e alla famiglia in quanto esseri umani: siamo nati con questo diritto e nessuno può togliercelo mai, se non togliendoci la vita o la libertà.

Questo diritto che abbiamo, ci è riconosciuto dalla nostra costituzione, agli articoli 2, 3 e 29 della Costituzione.

Infine, veniamo impossibilitati all’esercizio di questo diritto dai nostri politici.

Ricevo questa mail e la giro a tutti, di sicuro interesse:

1 aprile 2008: La Corte di giustizia mette fuorilegge la discriminazione tra convivente registrato e coniuge relativamente ai vantaggi salariali riconosciuti dal datore di lavoro (pensione di reversibilità)

Corte di Giustizia, Maruko c. Versorgungsanstalt der deutschen Bühnen (Causa C 267/06)

La Corte di giustizia delle Comunità europee ha stabilito, in una storica sentenza adottata oggi, che gli artt. 1 e 2 della Direttiva 2000/78/CE sulla parità di trattamento nell’impiego e nell’occupazione precludono norme nazionali secondo le quali, alla morte del partner registrato dello stesso sesso, il partner sopravvissuto non sia ammesso a godere della pensione di reversibilità su un piede di parità rispetto al coniuge.

Testo completo della sentenza (ricerca per numero di causa, la 267 del 2006)

13 marzo 2008: secondo l’Avvocato generale Poiares Maduro costituisce discriminazione diretta il comportamento di un datore di lavoro che affermi pubblicamente di non voler assumere persone di una certa origine etnica

Conclusioni Avvocato Generale, Centrum voor Gelijkheid van Kansen en voor Racismebestrijding c. Firma Feryn NV (Causa C 54/07)

Testo delle conclusioni (ricerca per numero di causa, la 54 del 2007)

Ringrazio Matteo Bonini Baraldi per le informazioni.

Dulcis in fundo, termino con l’intervento di Guido Allegrezza al Congresso Cositutivo.
Anche lui, come Chiara Lalli cura un bellissimo blog, che potete leggere qui.

Tra le tante cose, Guido si è soffermato sul significato del nome dell’associazione Certi Diritti.
Diritti sicuri: diritti certi. La certezza del diritto. Tutte le persone devono essere certi di poter esercitare i diritti a cui hanno titolo e che la Repubblica italiana gli riconosce nella costituzione.
Infine, la nostra associazione si rivolge ai diritti di “certe” persone, di quelle persone che certi altri non chiamerebbero, appunto, normali.

In tutto questo, una mia riflessione personale: Il diritto dà sicurezza.
La vera sicurezza, infatti, è quella che viene dal diritto. Non può esserci certezza della pena senza certezzadel diritto. Per tutti i cittadini. Per tutti i loro diritti.

Continuando con il mio personale excursus sugli interventi che più mi hanno colpito al congresso costitutivo dell’associazione CertiDirtitti, oggi vi parlo dell’intervento di Francesco Bilotta. Come sempre, potete ascoltarlo in questa pagina di RadioRadicale.
L’avvocato Francesco Bilotta ha iniziato ponendo all’attenzione che la discriminazione è restrizione della libertà personale.
Riconoscere il diritto al matrimonio per le persone omosessuali significa in generale difendere la libertà e l’autodeterminazione del cittadino.

Inoltre, secondo il dott. Bilotta, con il dibattito giudiziale la società civile è “costretta” a riflettere sulle istanze omosessuali, poste all’attenzione dell’opinione pubblica che avrebbe un’opportunità in più per affrancarsi da questa situazione di disinteresse per una causa comune. Infatti quando i tribunali si esprimono – anche quando dicono no – la motivazione del loro diniego è motivo di dibattito e presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica. Poiché attualmente c’è la volontà di tacere sugli omosessuali (basti pensare a questa campagna elettorale) la via giurisdizionale ci aiuta ad esercitare il diritto di parlare e far parlare.

Le iniziative giuridiche portate avanti fino ad ora non hanno dato frutti soprattutto perché è mancata di una strategia comune e concertata, riuscendo ad affidarsi solo a interventi episodici. E questo accade anche perché gli omosessuali dimenticano troppo facilmente di essere cittadini e di potere e dovere esercitare i propri diritti. La Rete Lenford cercherà di colmare proprio questa lacuna, dando organicità alle varie azioni giudiziarie intraprese da vari cittadini italiani.

Inoltre, durante il suo intervento il dott. Bilotta ha cercato di individuare i modi in cui la giurisprudenza della cassazione è capace di cambiare, con il tempo. Lo ha già fatto proprio in tema di Diritto di Famiglia con le istanze dei conviventi eterosessuali: prima degli ani 90 non venivano assolutamente prese in considerazione. Però già dagli anni 80 molti conviventi hanno iniziato ad andare in giudizio per farsi riconoscere i propri diritti. E fu così che, sentenza dopo sentenza, si è creata una giurisprudenza che oggi praticamente riconosce alle coppie di fatto eterosessuali quasi gli stessi diritti delle coppie sposate .

Infine, l’avvocato Bilotta ha citato una sentenza del tribunale di Napoli (che purtroppo non sono in grado di riportarvi): l’accusa sosteneva che la mamma lesbica fosse inadatta a crescere figli. La sentenza sembra illuminata e non usa mezzi termini contro una mentalità retrograda, socialmente dannosa e priva di valore sociale. Vi consiglio di ascoltare dall’audio gli estratti della sentenza, perché sono grandiosi.