Famiglia Fantasma

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Abbiamo già visto alcune delle motivazioni con cui la Corte Suprema dello stato di New York ha in passato negato il matrimonio omosessuale (sancendo l’inefficacia della via giurisdizionale).
Tengo a precisare: sono un convinto sostenitore della via giurisdizionale per ottenere i giusti diritti in Italia. E ho portato molti esempi di come questa strada sia stata proficua in altre nazioni (ad esempio il Canada, o il Massachussets). A breve si avrà il pronunciamento della corte suprema della California sempre su questo tema.

Perciò vale la pena analizzare i casi in cui questa strada ha fallito, perché garanzie al 100% non ve ne sono in nessun caso e per questo è bene aprire bene gli occhi.
Una cosa che mi ha sempre colpito è che nello stato di New York gli omosessuali possono adottare da decenni, perché l’adozione è permessa ai single. In tali condizioni la negazione del diritto al matrimonio sembra un grave controsenso… ma leggete qua.

Praticamente il ragionamento dei giudici è il seguente:

1) gli omosessuali possono avere i figlio solo volontariamente.
2)
quindi si presume che la stabilità del nucleo famigliare omosessuale con figli è assicurata o quanto meno molto forte.
3) un legame famigliare già stabile di per sé non deve essere necessariamente tutelato dalla legge.

Il legislatore, insomma, non sente questa necessità perché il bambino ha già tutte le tutele del caso nella situazione di fatto.
Questo invece non è la regola per un bambino con genitori di sesso diverso. Infatti gli eterosessuali possono procreare in modo non volontario e per questo al bambino è necessario una tutela legale che renda il legame famigliare dei genitori più stabile possibile. Altrimenti si avrebbero troppi figli con famiglie sfasciate.

I punti deboli di una simile tesi sono infiniti. Prima di tutto, più che tra coppie omo e etero bisognerebbe distinguere tra coppie sterili e non. E la Corte Costituzionale dovrebbe dire che le coppie sterili, non potendo procreare involontariamente, non hanno bisogno di tutele matrimoniali per assicurare il massimo bene dei figli. Ma questo concetto è alquanto medievale. E’ una forma mascherata del concetto che il matrimonio ha lo scopo riproduttivo.

Inoltre, sembra essere una tesi incentrata sul diritto del bambino a crescere nel migliore dei modi. Ma allora perché non riconosce tutti i risultati scientifici che dicono che i bambini ricevono un innegabile vantaggio dall’avere entrambi i genitori riconosciuti dalla legge invece che uno solo?

Questa una traduzione del testo che trovate qui in versione originale. Un ringraziamento a Marco Papi per il suo lavoro.
[I]l legislatore può razionalmente decidere che, per il bene dei bambini, è più importante promuovere stabilità, e scoraggiare l’instabilità, nelle coppie di sesso opposto rispetto a quanto lo sarebbe in coppie dello stesso sesso.
I rapporti sessuali eterosessuali hanno una naturale tendenza alla nascita di bambini; i rapporti sessuali omosessuali no. Nonostante il progresso scientifico rimane vero che la gran parte dei bambini nasce da relazioni sessuali tra un uomo e una donna, e il legislatore può ritenere che questa situazione debba continuare. Il legislatore può altresì osservare che le relazioni di coppia siano troppo spesso basate sulla casualità o sulla temporaneità e che un’importante funzione del matrimonio sia creare più stabilità nelle relazioni che portano alla nascita di bambini, concludendo che sia il caso di offrire un incentivo –nella forma del matrimonio e dei vantaggi che esso comporta- alle coppie di sesso opposto che vogliano impegnarsi a costituire una vita comune.
Il legislatore può ritenere che queste considerazioni abbiano valore più che altro nel caso di coppie di sesso opposto, e non tanto nel caso di coppie dello stesso sesso: le coppie dello stesso sesso possono avere figli tramite adozione, inseminazione artificiale o altre prodigiose tecniche, ma non accidentalmente o in conseguenza a atto sessuale; di conseguenza può pensare che le relazioni instabili tra persone di sesso opposto costituiscano un più grave pericolo per i bambini rispetto alle relazioni instabili tra persone dello stesso sesso e perciò che promuovere la stabilità nelle coppie di sesso diverso aiuterà i bambini maggiormente.
Questa è una ragione per cui il legislatore può razionalmente offrire i vantaggi del matrimonio alle sole coppie di sesso opposto.

Replico volentieri questo post apparso su “Lampi di pensiero”. Esso riporta gli enunciati chiave che riassumono il significato del Matrmionio per la Spagna. Fa bene leggerlo, di questi giorni in cui tutti pensano che il Matrimonio tra persone dello stesso sesso è improponibile. Come si fa a rentere improponibili cose così belle, che scaldano il cuore?

•    … Tutte le culture hanno regolato l’amore tra uomini o tra donne tessendo rituali diversi, più o meno elaborati, e alcune hanno provato, senza successo, a farlo sparire.
•    … Oggi siamo qui per togliere il veto del Senato a questa legge che parla di uguaglianza, libertà, giustizia, dignità, pluralismo, tolleranza, solidarietà; che parla di cittadinanza piena.
•    … Il matrimonio è un’istituzione umana, culturale e non risponde al dettato di alcuna legge naturale e neppure divina, pertanto sarà ciò che la società deciderà in ogni momento, in funzione della realtà e delle sue necessità, democraticamente e legittimamente.
•    … questa legge non attacca né distorce l’istituzione matrimoniale, ma anzi la difende, la amplia, l’arricchisce e la rende più forte; non si oppone al matrimonio ecclesiastico, che non è materia di questa legge; non si oppone al matrimonio eterosessuale.
•    … ciascuno brandisce questa o quella ragione, porta questo o quell’argomento, tuttavia, alla fine, il risultato è lo stesso: vogliono negare i diritti di gay e lesbiche a chi osa essere gay o lesbica.
•    … il diritto al matrimonio e al fatto che lo si chiami proprio matrimonio, è un diritto di tutti, senza distinzione, e in democrazia non può essere un privilegio per alcuni, con l’esclusione degli altri.
•    … Voler mantenere la discriminazione per orientamento sessuale si chiama omofobia; voler trattare degli individui o una collettività come inferiori, si chiama discriminazione; quando si vuole che solo alcuni e non tutti i cittadini godano di vantaggi speciali o esclusivi, come il diritto al matrimonio, si tratta non più di un diritto ma di un privilegio; e fingere o far apparire qualcosa diversamente da come è o da come viene sentita, dire una cosa e farne un’altra, si chiama ipocrisia.
•    … stare dalla parte delle famiglie significa offrire borse di studio, aumentare il salario minimo interprofessionale, conciliare la vita familiare con quella lavorativa
•    … Gli […] esperti hanno mostrato chiaramente che non esistono effetti negativi nello sviluppo dei minori che convivono con coppie omosessuali, che non ci sono problemi per i bambini. Perché, signore e signori, è pura ipocrisia parlare di adozione o di figli come se fosse un’ipotesi. Gli omosessuali hanno figli, e questi figli non sono protetti e sono discriminati proprio per il fatto di non essere riconosciuti.
•    … l’adozione serve a dare una famiglia a un bambino, non a dare un bambino a una famiglia.
•    … Non mi stancherò di dire che è ingiusto essere cittadino di seconda categoria per amore, che questa norma non va contro nessuno, che è a favore dell’uguaglianza, della tolleranza e del pluralismo, che non porterà pregiudizio a nessuno. Ricordate: non volevate il divorzio e adesso ne fate uso; non volevate il matrimonio tra persone dello stesso sesso e sicuramente vi sposerete, sarete testimoni di nozze e brinderete alla salute e alla felicità degli sposi o delle spose. Sì, perché questa legge parla anche di felicità, della felicità di molte persone, di molte famiglie, e credo che nessuno abbia il diritto di negarla.

Ringrazio Gabriele, per aver tradotto integralemnte il discorso originale che la giovanissima deputata socialista spagnola Carmen Montòn Giménez tenne il 30 giugno del 2005, allorquando in Spagna si arrivava alla estensione del matrimonio anche alle coppie omosessuali.
Tutto il documento è raggiungibile nella sezione documentale del sito di “Lampi di Pensiero”.

Questa testimonianza si aggiunge a quelle già pupbblicate dietro segnalazione e traduzione di Marco Papi (Sud Africa, Canada, Masachussets)

Una botta di internazionalità.

Scriviamo al ministero di giustizia greco… magari QueerWay ci aiuta con un form? grammatia@justice.gov.gr

On Monday the 17th of March a blogger initiative under the collective title “Greek Bloggers Against Discrimination” has started its own campaign against the greek government’s plans to introduce a domestic partnership contract that excludes homosexual couples. We have published an online protest entitled “A domestic partnership that discriminates? No Thanks”. For out text of protest in english and a full list of the 230 weblogs that have signed on this initiative, you can visit this site.

We ask from our friends in Europe and around the world to help us achieve the widest possible publicity for these initiatives. You can also write to the greek ministry of justice at grammatia@justice.gov.gr  Your help and support can be vital to our cause.

Dopo aver visto le parole (e i concetti) che si accompagnano a chi sostiene il diritto al matrimonio per le persone omosessuali – SudAfrica, Canada, Massachussets –  vediamo le parole di chi sostiene che il matrimonio sia esclusivo per gli eterosessuali.
Sarà un viaggio un po’ lungo, a volte fastidioso, ma questo ci permetterà di focalizzare due cose:
1) Noi gay potremo valutare con quali parole e con quali concetti ci identifichiamo di più. Quali sono le motivazioni a cui sentiamo che il ostri istinto aderisce?
2) Gli etero invece sapranno per quali motivi il matrmionio è loro esclusivo, e valuteranno se queste motivazioni sono alte e nobili, oppure quallide, limitative o addirittura pericolose.
Dunque, benvenuti all’inferno!

La bilancia della giustizia ai tempi dei faraoniIniziamo con la sentenza anti-matrimoni gay emessa un anno e mezzo fa dalla massima Corte dello Stato di New York (la New York State Court of Appeals).

Alcuni memorandum affermano che le norme che disciplinano il matrimonio possono essere interpretate in quanto inclusive dei matrimoni dello stesso sesso. Consideriamo queste affermazioni infondate.
Gli articoli 2 e 3 della Domestic Relations Law, che disciplina il matrimonio, non affermano esplicitamente da nessuna parte che solo le persone di sesso diverso possono unirsi in matrimonio, ma questo era il pensiero comune al tempo in cui gli articolo 2 e 3 sono stati scritti nel 1909, un pensiero comune che si riflette in numerose parti:
Nella sezione 12 della Domestic Relations Law vi è scritto “i contraenti devono solennemente dichiarare… che si prendono rispettivamente in marito e moglie”
La sezione 15 della Domestic Relations Law richiede che i Municipi delel città e delel cittadine ottengano determinate informazioni dal “marito” e dalla “moglie”.
La sezione 5 della Domestic Relations Law proibisce i matrimoni incestuosi, specificando combinazioni incestuose tra persone di sesso opposto (fratello e sorella, zio e nipote femmina, zia e nipote maschio), ma non combinazioni incestuose tra persone di sesso uguale.
La sezione 50 afferma che i beni di “una donna sposata… non devono essere messi sotto il controllo del marito”.
Le norme dello Stato di New York limitano quindi in modo evidente il matrimonio alle coppie di sesso opposto.

Provo a riassumere il sillogismo (palesemente inconsistente):

A) Il legislatore dava per scontato che il matrimonio fosse tra maschio e femmina.

B) Quei presupposti, implicitamente attinti dal sentire comune e travasati nella legge, sono validi anche oggi, nonstante che quelle premesse sociali non sono più riscontrabili.

C) Le ideologie o il comune sentire che il legislatore ha implicitamente espresso nella legge, definiscono diritti e non diritti anche oggi, in modo esplicito e deterministico. E le ideologie dominanti al momento della emissione di una legge devono essere rispettati pedissequamente in tutti i periodi storici.

Stando a questo principio giuridico, Una legge è per sempre. Come i diamanti. Immutabile. Come Dio.
Chiamiamolo il principio giuridico del “De Beers”.

Dopo le parole dei SudAfricani, ecco quanto hanno sostenuto i Canadesi alla Ontario Court of Appeals, la prima Alta Corte dell’intero Nordamerica che ha dato il via libera ai matrimoni tra persone dello stesso sesso:

Solo l’accesso al matrimonio soddisferà la nostra richiesta di eguaglianza.
Il modo in cui chiamiamo le cose ha molta rilevanza. I gay e le lesbiche sono esclusi dalla parola “matrimonio” perché le parole sono molto più che delle semplici etichette. Le parole costituiscono anche considerazioni di valore, e ognuna di esse ha un preciso significato comunemente accettato.
Imporre una terminologia a sé a certe persone solo perché queste hanno un determinato orientamento sessuale e non un altro vorrebbe dire negare a queste persone una piena partecipazione alla vita sociale e la possibilità di sentirsi veramente riconosciuti e accettati dalla collettività.

Tale segregazione sulla base dell’orientamento sessuale, imposta dallo Stato con evidente intento penalizzante e per di più inserita in un contesto sociale già caratterizzato da generale omofobia, sarebbe un modo efficace per marchiare queste persone in quanto inferiori. Sarebbe discriminazione vera e propria. Uno status a sé stante offenderebbe la dignità umana delle persone omosessuali.

Risulta assai evidente che uno status segregato, in un contesto poi in cui è il pregiudizio è generalmente diffuso, danneggerebbe la dignità di gay e lesbiche. Gli esperti che abbiamo messo a disposizione, incluso il dottor Eskridge, hanno eloquentemente testimoniato come le proposte bastate sulla “equivalenza” materiale non possano dare eguaglianza sostanziale.
[…]
Qualsiasi legge che istituisse un’unione segregata manderebbe un messaggio chiaro: i gay e le lesbiche sarebbero tollerati solo se marchiati in quanto “altro” rispetto al resto della collettività, e costretti a far parte simbolicamente dei margini della società. Al posto di realizzare il principio di eguaglianza sostanziale ordinato dalla Carta dei Diritti e delle Liberà all’interno della nostra Costituzione, e al posto di promuovere la piena inclusione di tutti nella nostra società, alimenterebbe l’idea che i gay e le lesbiche non formino e non siano degni di formare matrimoni veri e propri, e quindi siano incapaci di relazioni amorose allo stesso livello di tutte le altre, degne di medesima considerazione e rispetto di qualsiasi altra relazione amorosa.

La documentazione originale la puoi scaricare con questo link a partire da pag. 65

Torno a parlare di diritto al matrimonio, matrimonio quello vero, quello che mi appartiene.
Il nostro amico Marco Papi, infatti, non si è limitato a condividere con noi le sue considerazioni. Ma ha voluto metterci a disposizione alcuni documenti, traducendoli in lingua italiana.

Si tratta degli argomenti che hanno portato stati come il SudAfrica, il Canada o il Massachusetts a introdurre gli omosessuali nel matrimonio tradizionale invece di creare una istituzione a parte.

Documenti importanti, perché testimoniano gli argomenti vincenti.
Ma non solo. Sono coraggiosi e limpidi. Senza ombra di mediazione, di svilimento, senza recriminazioni.
Ma voglia di mettere nero su bianco, contro ogni razzismo, segregazione e discriminazione.

Iniziamo con le parole dei Sudafricani in questo memorandum al parlamento nazionale contro la creazione di una civil partnership all’inglese al posto dell’apertura del matrimonio:

Avere due istituti paralleli non è eguaglianza, come invece ordina la nostra Costituzione; è, invece, segregazione istituzionale.

Nuovi colori per la Bandeira SudAfricanaLa Civil Partnership sarebbe una pallida ombra del matrimonio; di esso non avrebbe né la reputazione, né la storia, né la posizione, né l’influenza, né il radicamento, né la tradizione, né il prestigio. Il matrimonio ha una lunga storia alle spalle, gode di particolare considerazione da parte della società e comprende specifiche celebrazioni divenute ormai di rito; per molti, poi, il matrimonio ha anche un significato religioso, spirituale.
Nessun’altra istituzione ha queste caratteristiche, a maggior ragione una appena creata.

La Civil Partnership marchierebbe, stigmatizzerebbe, i gay e le lesbiche in quanto “altro” rispetto al resto della società, in quanto persone di serie b, e quindi contrasterebbe in tutto e per tutto con il rispetto della dignità della persona ordinato dalla nostra Costituzione.

Per avere il documento originale, scarica questo docuemento e leggi da pagina 12)

“L’amore eterosessuale non è superiore all’amore omosessuale. L’unica distinzione tra amore e mero desiderio sessuale è che l’amore ha sempre bisogno di un riconoscimento sociale. Poiché l’amore, sia esso eterosessuale o omosessuale, è così forte, lo stesso ha bisogno di essere condiviso, con il partner ovviamente, ma anche con chi ci circonda. L’amore omosessuale deve essere riconosciuto […], dobbiamo dargli un quadro che gli permetta di esprimersi.”
Nicolas Sarkozy.

No, no - risponde Prodi - il Papa dice che non è vero. L'amore omosessuale è inferiore.Adesso ditelo a Prodi.

Adesso ditelo alla destra italiana. In particolare a Berlusconi direi che ha un solo modo per essere ricordato per sempre (o per molti secoli) in Italia – e lui sicuramente desidera essere ricordato. Vincere alle prossime elezioni e istituire subito i matrimoni omosessuali.

Una sola postilla a Sarkozy, che certo non è un mio eroe, ma senza dubbio dà a noi Italiani tanti spunti per riflettere. La vera differenza tra passione e amore è che l’amore, dopo un po’,  ha bisogno di darsi un senso – non obbligatoriamente questo senso lo si raggiunge con il riconoscimento sociale.
Senza dubbio insieme al riconoscimento sociale dell’affetto c’è il riconoscimento della storia delle persone: insomma, il matrimonio è uno dei modi più comuni (ma non l’unico, certamente) per dare un significato sociale alla propria storia d’amore.

Ecco perché è dovere dello stato offrire il diritto al matrimonio a tutti i cittadini che nutrono un amore lecito, senza distinzioni.
Negare il diritto al matrimonio significa negare ai cittadini il modo più facile e più comune per dare un senso alle proprie storie d’amore. E questo rende la vita di tutti giorni molto, molto più penosa e difficile.