Famiglia Fantasma

Papà sono gay — Per fortuna! Temevo fossi diventato un fan di Povia…

Posted on: febbraio 3, 2009

Vittorio Sgarbi parla, e per una volta è più sobrio e realistico di tanti altri: Povia ha fatto una canzone su una “gaffe” e ha il diritto di farlo. Altrimenti si rischia il pericolo censura. Sta a chi non è d’accordo approfittarne e cogliere la palla al balzo.

Ma soprattutto dice chiaro e tondo che Milano è una citta molto gay ma molto più è omofoba, per colpa delle istituzioni locali. Che definisce – ancora una volta – razziste.
Purtroppo, concordo. E mi fa piacere ripensando ai tanti post che ho scrito sul “protonazismo” milanese e italiano in generale. Non l’ho scritto nè per rabbia, nè per sfogo, nè tanto per dire male di qualcuno, ma perché sono convinto. La storia parla chiaro.
Riporto stralci dedll’intervista. Completa la trovate su questo link.

Ma come? Lei ha difeso sempre i gay e adesso pensa sia inutile una polemica su una canzone che equipara l’omosessualità a una malattia?
Sì, lo ripeto. E’ una polemica inutile. Bisogna essere chiari: chiunque scriva una poesia, una canzone, chiunque dipinga un quadro non ha l’obbligo di essere politicamente corretto. Altrimenti dovremmo giustificare la censura di una società rispondente ai principi cattolici nei confronti di Baudelaire. Esattamente come oggi qualcuno vorrebbe censurare chi non è politicamente corretto. Quindi, venendo al punto, la canzone non l’ho letta. Ma da quello che riportano i giornali mi sono fatto un’opinione.

Entriamo nel merito?
Io dico semplicemente che è del tutto condivisibile il fatto che una delle ipotesi sull’omosessualità sia che questa possa avere una causa scatenante più che legata alla natura, che pure è certo una questione non marginale, alla formazione, all’educazione, all’ambiente. E lo dico al di là della gaffe di considerare l’omosessualità una malattia. Che è una gaffe che puoi non condividere ma che non vedo perché devi impedire.

Lo sa che a Milano ci sarà un Controfestival, il 5 febbraio al locale 4040?
Sì. E so che devono ringraziare Povia.

Per averli insultati?
Ma certo. Ogni situazione che determina una reazione è benvenuta. Quando la censura limita qualcosa, immediatamente nedetermina il successo. La mia esperienza amministrativa a Milano l’ha dimostrato.

Secondo lei Milano è una città omofoba?
Sì. E’ una città gay, molto libera. Ha una libertà individuale. Il problema è che le istituzioni sono omofobe, razziste. Il sindaco e un vicesindaco sono imbarazzanti e perfino pericolosi per la città. La città è libera, gay. E’ una città dalla quale Luchino Visconti, Ronconi, Franco Quadri, Dolce&Gabbana, Armani, Ferré, Versace hanno diffuso nel mondo una cultura correttamente omosessuale, un’omosessualità come scelta di vita. E le istituzioni invece pensano di essere nel collegio delle suore. E’ una cosa imbarazzante. La città in sé è aperta, le istituzioni invece sono chiuse. Per questo dico che è una città omofoba.

Annunci

1 Response to "Papà sono gay — Per fortuna! Temevo fossi diventato un fan di Povia…"

Titolo divententissimo…
sulle opnioni luicide di sgarbi qualche parola l’avrei ma è meglio che sto zitto per il momento..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: