Famiglia Fantasma

Voti, suffragi e punizioni machiste – Chi non punisce, perisce

Posted on: aprile 5, 2008

Chi non punisce, perisceTempo fa, sul blog Los tre Novios era apparso un post molto convincente sull’opportunità di votare PD. L’idea di fondo era illuminante: anche se siamo giustamente delusi dal PD, non possiamo usare il voto come una punizione. Il voto è un esercizio diretto di un diritto e non va strumentalizzato, altrimenti si deforma e si vizia tutto il processo democratico.

Parole sante. Il voto non può essere una punizione.

Il post mi avevano conquistato. Ma sentivo forte una condizione: se la punizione non va inflitta al voto, non può essere sospesa, ma solo rimandata: deve essere inflitta dopo il voto. Ma deve essere inflitta. Il PD ha bisogno di una punizione da parte dei cittadini laici e di quelli omosessuali. Non possiamo emendarci da questa missione democratica a cui siamo chiamati come cittadini.

Difficile, però, trovare un modo per farlo.

In aggiunta a tutto questo, mi sorge il timore di questo rischio: se non daremo noi una punizione al momento del voto, la subiremo noi dopo il suffragio. Se noi votiamo PD, poi il PD punirà noi. E’ questo quello che tempo.
Punirà la nostra credulità, la nostra testardaggine a voler credere in chi ha il tradimento nel sangue.

Ho in mente una metafora: certe donne si ostinano (haimè) a prendere botte, pugni, insulti e arrivano a farsi schiavizzare dai loro uomini . Contro ogni evidednza continuano a credere, vogliono sperare, si ostinano a dare una possibilità a chi non la merita. Ciecamente.

Finché, un giorno – leggiamo dal giornale – vengono ammazzate.

Violenza familiare.
Prima di essa tutti sono omertosi e indifferenti.
Dopo di essa, tutti sono pronti a dire che quella donna avrebbe dovuto fare una scelta forte e decisa, senza lasciare il campo ad una mitezza inappropriata.

E’ così anche per quegli omosessuali che al voto sono vinti dalla nostalgia di una sinsitra. Una sinistra che per noi non c’è.

Il PD è come quel compagno machista, prepotente e bugiardo che vincolato a sé la su acompagna/schiava con una promessa di amore, protezione e rispetto – promesse mai mantenute.
Un uomo – un partito – che quando la situazione lo impone è prodigo di buone parole e dolci sorrisi. Ma poi nell’intimità (e in alcune situazioni pubbliche) inizia ad essere indifferente, poi a trattarci male, infine a picchiarci. Il tutto rimanendo un uomo per bene e desiderabile.

Svegliamoci. Non si può indulgere alla violenza familiare, solo perché avviene all’initerno delle mura di casa.
Non si può provare meno disgusto per l’omofobia del PD solo perché è una omofobia velata.

Non posso votare PD. Semplicemente non posso.
Piuttosto dormo sotto i ponti.

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