Famiglia Fantasma

Le opinioni, le sciocchezze e il diritto

Posted on: marzo 9, 2008

Per voi cambia qualcosa se queste persone sono omosessuali?Molto spesso si sente dire che è importante rispettare le opinioni degli altri.
Questo è vero, ma allora è bene accordarsi su cosa è una opinione e, soprattutto, cosa non lo è.

La mia dignità e la mia uguaglianza non sono oggetto d’opinione.
La normalità della mia famiglia non è una opinione.

C’è un fatto ineludibile: non è vero dialogo quello che presuppone la discriminazione, il disprezzo e il pregiudizio.
L’interlocutore vale meno di me. L’interlocutore ha meno libertà di me. La libertà del mio interlocutore dipende dalla mia coscienza.
Non sono questi i presupposti di un dialogo.
Piuttosto, sono il presupposto di una violenza.

Inoltre, le opinioni non possono essere arbitrarie, né prime di motivazioni.

che opinione è questa?Faccio un esempio: se affermo che gli asini volano, non sto affermando una opinione.
Va da sé che le opinioni non definiscono il panorama che è lecito dire. In democrazia si possono dire anche bugie e cose prive di senso. Ma la democrazia, pur dando spazio ad ogni enunciazione, non eleva ad opinione qualsiasi cazzata che uno possa inventarsi.

A meno che non stiamo parlando della democrazia dei cretini.

In democrazia, chi non motiva le proprie opinioni sulla base di argomentazioni condivise e rispettose, non è onesto intellettualmente e non merita considerazione né ascolto. Può parlare, ma allo stesso modo con cui parlano gli stolti e i pazzi.

Se è vero quello che dico

1) I sondaggi di opinione condotti su temi non opinabili, non sono e non saranno mai uno strumento veritativo di democrazia.

2) Più in generale, il diritto degli omosessuali non è oggetto di voto popolare, tipo un referendum.

Per essere più precisi: è ovvio che il parlamento deve votare una legge che sancisca l’uguaglianza dei diritti per tutti cittadini liberi (prima o poi lo dovrà fare). Ma è assurdo anche solo concepire che l’opinione di un popolo debba decidere del mio diritto al matrimonio, in base all’opinione personale di ciascuno.

Qui, lo ripeto, non si tratta di opinioni. Si parla di diritti fondamentali.

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5 Risposte to "Le opinioni, le sciocchezze e il diritto"

Purtroppo, le opinioni son sempre opinioni, anche se false ed assurde, si chiamano cosi ed è giusto che vi sia sempre e comunque la possibilità di esprimerle, per quanto sessiste o razziste possano essere.

Quello che cambia è che queste opinioni sui diritti delle persone gay, sono le opinioni del potere, di uomini da governo del paese, opinioni che, quando esprimono i loro contenuti per legge (per es che i gay non possono ne sposarsi nè mettere su famiglia e adottare bambini) anche attraverso la negazione, si trasformano da opinioni a regole vincolanti per tutti.

Il problema è che non si riesce a staccarsi da un errato concetto di democrazia, il nostro, che invece per via di leggi elettorali inique, ha già pronta un’oligarchia di gente che poco c’entra con la rappresentatività della nazione. Si chiama oligarchia, governo dei pochi, asserviti ad altri poteri (vaticano, USA, Israele ecc..) che sottomettono la popolazione ai loro punti di vista, che allora sì che si realizzano come violenza.
ciao

Se anche le opinioni sono sempre tali, vale anche il ragionamento per cui nessuno può togliere diritti altrui, altrimenti vale anche il concetto secondo il quale posso negare ad altre persone l’espressione di opinioni a me scomode.
Le opinioni del popolo italiano non possono negarci dei diritti fondamentali, ma solo l’espressione definitiva di quel popolo può conferire potere a chi ha le possibilità di agire in maniera attiva nel processo decisionale.
Siamo al cospetto del perfetto circolo vizioso italiano, un gatto che continuamente si morde la coda, non tanto per i nostri diritti civili, ma per quel perfezionamento statale che sembra non arrivare mai.

Tu dici che le opinioni contro la normalità dei rapporti sessuali omosessuali non sono degne di essere considerate opinioni? Bah può darsi! Ma allora cosa diresti dell’opinione di coloro che disprezzano la scelta di chi sceglie di fare o la prostituta, o il prostituto o il o la spogliarellista-pornostar o sex worker? Le opinioni contro la prostituzione liberamente scelta vanno equiparate anche loro all’omofobia ed al razzismo oppure no? Oltre ad un eventuale legge penale anti-omofobia ci dovrebbe essere secondo voi anche una legge penale che punisca le offese contro i lavoratori e le lavoratrici del sesso?

Orez, e tu cosa diresti a chi chiederebbe di sottoporre a referendum il diritto dei genitori di religione non cattolica (poniamo ebrei o islamici) di educare i figli alla loro fede? Sei sicuro che un simile referendum darebbe l’unico risultato corretto per una democrazia, cioè che i genitori hanno il diritto di dare ai figli l’educazione che meglio ritengono?
Nessuna democrazia può sottoporre a referendum diritti fondamentali di una minoranza.
Almeno, non lo può fare senza smettere di essere una democrazia e diventare l’oppressione dei molti sui pochi, un po’ come la Germania nazista, dove infatti la maggior parte della popolazione approvava le misure antiebraiche.
Tra l’altro, una legge che punisca le lavoratrici del sesso ci vorrebbe senz’altro, anche se a mio parere sarebbe più urgente un’altra che renda penalmente responsabile il cliente, e non il/la prostituto/a.

Una legge che punisca le operatrici del sesso sarebbe ancora più nazista delle leggi razziali del terzo reich, considerando i tempi in cui ci troviamo. Stiamo scherzando? punire le donne che forzatamente fanno un lavoro disgustoso? andiamo a guardare nel dettaglio, la maggioranza ha figli a carico da mantenere, è tenuta sotto ricatto dai mercanti dell’immigrazione o semplicemente si è trovata in condizioni di precarietà legale (vedi limitazioni della legge Bossi-Fini).
Non si possono punire le vittime! Anzi vanno aiutate a trovare un lavoro migliore, se sono costrette. Credo comunque che se anche esistesse chi ha scelto di farlo per libera scelta non spetti a noi o alla legge giudicare se un atteggiamento del tutto lecito sia moralmente accettabile o meno, chi ha detto che lo stato deve essere l’ente moralizzatore della popolazione a lui sottoposta? Siamo o no in una democrazia moderna? Se la risposta fosse affermativa dovrebbe sancire l’illegittimità delle ingerenze dello stato sulle scelte di coscienza personali, ognuno ha piena libertà sul proprio corpo e sulla propria persona finchè con atteggiamenti impropri non arrechi danno a qualcun altro. Se si supera questa linea di demarcazione si entra nello stato morale, che punisce il peccato come reato, qualsiasi sia la religione o la forma di ateismo in carica.
Se una donna o un uomo scelgono di prostituirsi sono liberi di farlo come liberi cittadini, la prostituzione dovrebbe essere legalizzata come una professione qualsiasi, solo in questo modo si metterebbe la sigla fine al racket della prostituzione internazionale e della tratta di schiavi (perché è di questo che si tratta).
Mi meraviglio di sentire certe forme di discriminazione provenire da chi quotidianamente viene discriminato dallo stato italiano, proprio gli omosessuali dovrebbero capire dove deve arrivare lo sguardo istituzionale, non oltre all’involucro esterno della persona appunto.

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