Famiglia Fantasma

Omfobie mascherate da omosessualità – L’odio invisibile interiorizzato

Posted on: febbraio 16, 2008

L'incapacità di guardarsi in faccia per quello che si èQual’è, andando a stringere, la molla che spinge una persona sana a chiedere ad uno psicologo di curarsi dalla propria omosessualità?
E’ quel clima di omofobia diffusa dal quale, a volte, le persone non riescono a emanciparsi.
E’ quell’aura di franterna e paternale comprensione di cui si ammanta una religione a volte perversa e dannosa. A causa di questa dopia faccia sifa l’errore di dare fiducia a chi bonariamente non ci accetta per quello che si è.
E’ l’idea ingennuamnte diffusa tra molti genitori, che gli psicologi servono proprio a questo: a curare o aiutare i figli omosessuali.

Tutte qeste discriminazioni, però, di per sè non basterebbero a determinare degli atteggiamenti autoleionisti.
E’ vero: un ragazzo omosessuale scopre tutto d’un tratto di avere potenzialmente ostili molti programmi TV, il papà e la mamma, i compagni di scuola… Eppure perché tutto questo si taduce in un “è colpa mia?”Perchè tutti questi erori di valutazione?

NascondersiQuesto accade quando la condizione di segregazione che un ragazzo o una ragazza omosessuale subisce non è stigmatizzata da una comunità di riferimento.
Poniamo il caso dei neri d’america. Subivano discriminazioni e segregazioni ben peggiori delle nostre. Eppure i casi di razzismo interiorizzato per loro erano molto rari. Perché il razzismo aveva un nome, una visibilità e perché i neri avevano una comunità.
I gusti sessuali, invece, non sono evidenti come la pelle, e possono essere addirittura dissimulati. Così la nostra segregazione non ha un nome, non ha un forma. Possiamo far finta di non vederla quanto più rendiamo invisibile, anche a noi stessi, la causa dell’odio che gli omofobi ci attribuiscono.
L’omofobia, famigliare e sociale, è una cosa diffusa che nessuno riesce ad aggrappare, ad afferrare e a combattere. E questo rende tutto maledettamente più difficile e genera confusione.

Ecco perché una persona che scopre di essere omosessuale, se non ha solide basi caratteriali o un adeguato supporto da qualche parte (sia esso la famiglia, la scuola o una associazione, o un gruppo di amici con cui condividere l’accettazione della propria esistenza), vive letteralmente terrorizzato.
I suoi sogni migliori diventano incubi. Molti dei suoi progetti si infrangono e si fermano al giorno in cui ha capito di essere omosessuale.

In questi casi, la psicologia può sembrare un’arma adatta. Quel bisturi capace di togliere il nostro cancro interiorizzato: l’omofobia che si maschera da omosessualità.

“Dottore, la prego. Mi aiuti a guarire.”

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2 Risposte to "Omfobie mascherate da omosessualità – L’odio invisibile interiorizzato"

Un bravo psicologo può solo aiutare una persona omosessuale ad accettarsi per come è, liberandosi delle angoscie prodotte dal giudizio degli altri.

L’omofobia interiorizzata è più diffusa di quanto si pensi… sopratutto tra i gay… non significa guadarsi intorno e accettare tutto ma non sentirsi parte …

come affrontarlo…

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