Famiglia Fantasma

Voto LGBT reloaded: Radicale al Senato, Lobby Trasversali in Parlamento

Posted on: febbraio 14, 2008

L’altro giorno ho pubblicato un post a cui tenevo tanto, e su quello oggi voglio tornare.
In esso proponevo tre cose
1) Raggruppare su base programmatica il voto di tutti i gay italiani in un unico partito, il partito radicale: Loro hanno un programma che può rappresentarci, noi il peso politco che a loro, da soli, manca.
2) Per fare questo è necessario che Arcigay esprima la leadership a cui è chiamata
3) Per fare questo è necessario che le principali associazioni gay definiscano una linea di azione di voto convergente e condivisa.

Poi ieri scopro che i Radicali si incontravano con Veltroni (a cui, però, è seguito un nulla di fatto). Mentre Rossana Praitano è in prima fila con la Sinistra Acrobaleno, pronta a riconoscerci i diritti individuali e il diritto a non farci maltrattare.
Inoltre, ho ricevuto feedback importanti. Ad esempio: come non tenere in considerazione la possibilità di fare lobbie trasversali? Dovremmo forse rinunciare ad avere candidati e parlamentari e senatori omosessuali perché tutti dovrebbero confluire nel Partito Radicale?

C’è un modo per far sì che certi accordi programmatici (ribadisco: programmatici, non politici) non scalfiscano le alleanze politiche che gli omosessuali sono stati capaci di creare nei vari partiti e che dovrebbero rafforzare in tutti i campi. Che ci siano omosessuali tra le fila della sinistra, del PD e anche di FI/AN è una conquista dalla quale non si deve tornare indietro, ed è ovvio che nessuna presa di posizione delle associazioni LGBT può porsi nella condizione di poter minimamente interferire.
D’altronde Arcigay si è detta equidistante da tutti i partiti. E può confermarsi tale, pur promuovendo una azione di voto strategica (e non una azione politica) che sconvolga i pesi politici su base programmatica. Questo ci permetterebbe finalmente di alzare il prezzo in tavola, invece che di abbassarlo. Innescare un circolo virtuoso in cui l’asta è al rialzo, come qualcuno parlava a proposito di un certo E-Gay.

E ora vengo al dunque: l’alleanza con i Radicali potrebbe essere proposta solo in Senato.
I vantaggi molteplici di una simile scelta sono evidenti a tutti, e non sto a spiegarli qui.

Così si risolvono un po’ tutti i problemi: si rende chiaro che si sta trattando di una azione strategica.
Si rende chiaro che non si vogliono sconvolgere le lobby trasversali omosessuali che anzi, con questa strategia potrebbero rafforzarsi.
Insomma, si può trovare il modo per dare indicazioni di voto senza dare indicazioni politiche e senza obbligare i gay ad un voto one-issue che risulterebbe antipatico.

Trasformismo? Magheggiamenti? Perché no?
La situazione è critica. Io ho l’impressione che in Italia ci sitamo giocando la piena libertà, in senso stretto. Potremmo, per una volta, sovvertire certe regole e vedere l’effetto che fa.

Ma ora che si fa? Scriviamo alle associazioni LGBT e ai radicali? E’ un pour parlè oppure proviamo a dirglielo? Quanto meno per spronarli… che ne dite?

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22 Risposte to "Voto LGBT reloaded: Radicale al Senato, Lobby Trasversali in Parlamento"

rispondo qui per comodità..
Bertinotti non mi pare si è espresso solo per i diritti individuali, io invece riconosco alla Sinistra arcobaleno(pur essendo molto lontano da loro) che sono stati i più attivi in assoluto per i diritti civili in tutto il parlamento. Su Niki Vendola non è proprio come dici, perché con lui la regione Puglia ha riconosciuto per la prima volta tutte le famiglie e forme di convivenza!
sulle prossime elezioni la tua idea è buona ma perché allora non alla Camera? Al Senato la situazione è ancora più complessa: la soglia è dell’8% ed ogni singola regione ha una situazione molto diversa! io direi si può fare così: dare un appoggio pieno ad un soggetto(ad es. PS-Radicali con Emma Bonino premier) e fare pressione perché entro la fine di febbraio(manca pochissimo a presentare le liste!!) si possa realizzare, e al tempo stesso realizzare una lista di tutti i candidati gay friendly, trasversali a tutto il Parlamento. perché non chiedere con un SI’ o con un NO a tutti i candidati di tutte le liste se sono disposti a lottare per i diritti civili? Tutti i SI’ che ci arriveranno saranno i parlamentari per cui chiederemo il voto. Così avverrà la nascita di un nuovo soggetto trasversale che possa avere una maggioranza in Parlamento, diversa da quella governativa. Questo sarebbe da preparare per il 15 di marzo! si può chiedere di fare questa operazione ad Arcigay ma anche a Daniele Capezzone.
invece secondo me sto Trozky e chi per lui non hanno il senso della realtà..è una bella utopia diversa dalla realtà!! E la realtà è molto diversa! addirittura il 40%??? in 60 anni di storia repubblicana i laici non hanno mai votato per lo stesso partito..figuriamoci ora! è stato tentato con la Rosa nel Pugno, e il flop del 2,5% sta a dimostrarne i risultati. i gay sono stati imbabolati tutti due anni fa non ripetiamo gli stessi errori!! E’ risultato agli occhi di molti poco più che un’operazione di marketing. Se solo quella volta si fossero presentati da soli, o per paradosso con Berlusconi, forse avrebbero ottenuto di più. La realtà, come ammette Capezzone(che stavolta correrà tra le fine berlusconiane), è che la PRIORITA’ italiana è quella economica: tasse troppo alte, bassa qualità del lavoro, poca competizione delle imprese, famiglie che non arrivano a fine mese. Solo se si dà priorità al discorso economico, con soluzioni precise per risolvere la crisi, allora la gente nutre grande interesse per le unioni civili, la bioetica e altro. Altrimenti a poco valgono le manifestazioni. Ci può essere simpatia, affinità, ma la gente non ti vota. Per questo ho chiesto a Mancuso, e CHIEDO ANCHE VOI di aiutarmi a farlo, di includere nella prossima manifestazione anche la richiesta di utilizzare i fondi dell’8 per mille per le famiglie italiane, sgravi sugli affitti e fondi per i giovani, su sport, associazionismo e volontariato, contro le morti bianche sul lavoro, ecc Perché i discriminati non sono i soliti(gay e donne) ma tanti altri. Solo se siamo SOLIDALI con tutte le altre categorie allora queste capiranno che lottiamo ANCHE per loro e non solo per noi!
purtroppo anche Pannella e Boselli sono immischiati nei balletti della politica e preferiscono risolvere le loro scaramucce personali. Le loro recenti e reciproche dichiarazioni “i radicali hanno scelto una strada diversa”(idem “i socialisti hanno scelto una strada diversa”) mettono in difficoltà perfino l’ipotesi di presentarsi insieme. sono prigionieri delle vecchie nomenclature e litigi sui posti in lista o sui simboli, NON GUARDANO AL FUTURO come invece i loro elettori vorrebbero!!! Eppure i fatti dimostrano che alle Europee del 1999 la Bonino raccolse quasi il 9% dei consensi proprio perché riuscì a sfondare sulla modernità, la chiarezza e la lotta alle vecchie caste. Se Partito Socialista e Radicali riusciranno a ripetere questa operazione, candidando Emma Bonino presidente del consiglio, allora qualcosa si può fare. Certo non si arriverà al 9% ed è difficile arrivare al 4%, la vedo molto difficile, ma si può dare un’indicazione di voto perché diventi il cuore di uno schieramento trasversale, che vada dalla Sinistra arcobaleno ai laici del Popolo della Libertà.

QUanto a bertinotti mi riferivo a questo link, che credevo di aver messo anche sul post.
“Penso che i diritti della persona siano una frontiera necessaria all’Europa per il presente e il futuro, e che su questo terreno ci voglia un riconoscimento delle diversità e dei diritti della persona come elemento fondativo della nuova cittadinanza”.
http://www.queerway.it/dblog/articolo.asp?articolo=868

Quanto alla tua idea, è quella di fare un questionario ai candidati e chiedere se sono disposti a lottare per i diritti civili. E poi ognuno vota chi vuole tra chi ha risposto sì.
La tua proposta è interessante. Prova a formularla in modo più preciso. Ad esempio, una domanda meno generica e soprattutto cercherei di valutare quanto, ogni candidato, è disposto a forzare l linee guida del partito. Magari c’è chi si batterebbe, ma poi considera certe cose una questione di coscienza… e allora non ci saremmo.

Altra cosa: per gestire le realtà trasversali occorre un cordinamento, un organo di controllo, un modo per punzecchiare questa “realtà” che rischia di non esistere. Insomma questi deputati scelti dovrebbero in qualche modo avere a disposizione o costituire una lobbie. Proviamo dunque ad immaginare come. Senza lobbie, alla fin finisce che ognuno starà alla ricasca del proprio partito…

Infine ti spiego perchè avevo pensato al Senato: credo sia più facile costruire una realtà trasversale alla camera, dove il tema dei diritti civili può ottenere una maggioranza trasversale con maggiore probabilità che non in Senato. Certo, se lo sbarramento è dell’8% è proprio alto… ma tanto dipende da come ci si impegnerà per arrivare a questa quota. Basta ragionare pensando che se veramente abbiamo peso politico, possiamo cambiare gli equilibri. Cambiare, dunque, e non pensare con i soliti clichè del “non ce la faremo”.

Ovvio che le proporzioni Trzkiane sembrano eccessive e deformi anche a me. Per fortuna, c’è qualcuno più ottimista di me! 🙂

anch’io sarei ottimista se solo Arcigay si svegliasse una volta tanto, ma ancora nemmeno loro hanno le idee chiare… Non si può parlare di nuovo corso per il movimento, soggetti trasversali e libere Italie quando gli strumenti sono sempre gli stessi di sempre, quelli vecchi di 2 anni fa! dici bene, è necessario un coordinamento o una nuova realtà. Non so se il 15 marzo potrà mai nascere, me lo auguro di cuore. in Italia i laici militanti sono pochissimi, la solita vecchia casta, ma i laici cittadini qualunque di tutti i giorni sono la stragrande maggioranza del Paese. quelli che votarono in massa No all’abrogazione di divorzio e aborto non furono sono radicali o comunisti ma anche tanti cattolici ed elettori della DC, Mancuso e chi per lui devono svegliarsi e rendersi conto ORA che a quelli bisogna guardare.
Fatto sta che con questa legge elettorale orrenda vi sono perfino le liste bloccate senza alcuna preferenza. Non illuderti, all’8% non si potrà mai arrivare, non per pessimismo ma per realismo, non è credibile nel giro di due mesi, a meno che non accada qualcosa di clamoroso! La Bonino ci arrivò nel ’99 perché era commissario UE e la più credibile a livello europeo, ma ora nel giro di due mesi quale sarebbe l’effetto boom che la farebbe volare così in alto?? se proprio va benissimo si arriva al 5%, ma se proprio va “benissimo”!!! E poi secondo i sondaggi una maggioranza trasversale al Senato è molto più possibile che alla Camera: al Senato il centro-destra rischia il pareggio mentre alla Camera avrebbe il premio di maggioranza.

il Questionario potrebbe essere così più o meno:

1 ti impegni a sostenere l’approvazione di un ddl trasversale per il riconoscimento giuridico pubblico delle coppie omosessuali e le coppie di fatto eterosessuali?
2 ti impegni ad approvare norme giuridiche contro l’omofobia, lo stalking e la violenza sulle donne?
3 ti impegni a riconoscere l’educazione alla legalità nelle scuole, alla sessualità e al rispetto delle differenze, con un impegno specifico contro il bullismo nell’istruzione pubblica e privata?
4 ti impegni a rivedere attraverso appositi ddl il meccanismo dell’8 per mille per renderlo più equo e giusto nei riguardi di altre confessioni religiose e di chi non esprime nessuna preferenza, o esprimere la libertà di scegliere qualsiasi associazione o fondo alternativo?
5 ti impegni a sostenere la realizzazione di fondi contro la violenza, per la ricerca scientifica, per le famiglie povere, per l’infanzia?
6 ti impegni a lottare contro le morti bianche sul lavoro e per gli sgravi sugli affitti, in particolare per studenti, precari, giovani coppie e anziani?
7 ti impegni ad approvare una legge sulla libertà religiosa per le minoranze discriminate?

Punti chiari e sintetici, idee precise senza dilungarsi troppo, perchè “nel merito” dovranno lavorarci loro, ma almeno un SI’ o un NO ad alcuni impegni precisi presi di fronte a milioni di elettori. Spero di aver dato un contributo, se siete tutti d’accordo modificate come meglio pensate lo schema e diciamolo a Queerway 🙂

Bertinotti mi ha deluso – che parlasse ancora adesso di diritti individuali non l’aspettavo veramente – Veltroni ne ero certo però. Sul dare tatticamente forza ai radicali, unico partito al cento per cento aderente alle nostre istanze, sono completamente d’accordo. Io credo che la strategia delineata nel post sarebbe fattibile e di successo; arcigay dovrebbe pure parlare in modo più chiaro ben delineato e non vago come andava un poco di moda di questi tempi. X esempio dire una legge che riconosca coppie di fatto significa poco o nulla, meglio che si indichi pacs o cus. La chiarezza innanzitutto.

Sui questionari, non so, io ho paura che la cosa funzionerebbe solo se la legge elettorale x le elezioni nazionali consentisse di votare i candidati, mentre ora si possono votare solo i partiti.

QueerWay presente! 🙂
Sul sondaggio non vedo altro che un semplice esercizio stilistico al momento! Non esistendo le preferenze servirebbe a poco o nulla. Se, ad esempio una decina di deputati per ogni partito di dicessero favorevole a tutti i punti che cambierebbe? Chi voti? E se non rispettano le promesse che fai?
Altra cosa sarebbe porre le domande alle segreterie dei partiti che prenderebbero posizione a nome del gruppo parlamentare ma già sappiamo le srisposte e già sappiamo che risponderebbero si solo radicali e sinistra arcobaleno. Quanto a chi cita i CUS: lasciamo perdere, credo siano la risposta sbagliata ad una domanda che nessuno a fatto quindi mi sembra inutile ribadirne l’esistenza; inconcludenti, vuoti, inefficaci e insufficienti.
Quanto alla “maggioranza laica/gay trasversale” per il momento credo siaa poco più che un’ipotesi. Sempre perchè la legge elettorale non prevede le preferenze e perchè, allo stato dei fatti non esiste una lobby in grado di fare da gruppo di pressione sui legislatori. L’idea della lobby, lo sapete, è una mia fissa ma ci credo e vorrei lavorarci pur non potendo esprimere risultati immediati.
L’8% al Senato? Risultato possibile per i Radicali guidati dalla Bonino se si mettono in campo sinergie vere. Non dimentichiamo che al Senato il premio di maggioranza è su base regionale e se si agisce bene come “movimento” non è un risultato impossibile. Sarebbe anche un modo di “contarsi”. Inoltre, anche non raggiungendo l’8% su base regionale basterebbe valutare le differenze tra camera e senato per capire quanto il voto gay può incidere sugli equilibri.

Sul punto 4: non so quanto convenga puntare all’8 per mille visto che rsponderebbero che c’è il 5 per mille.
Sul punto 8: guarda che tranne Ferrara tutti sostengono la piena applicazione della 194!

è vero, le liste bloccate sono un brutto ostacolo, ma se ci pensi ci sono altre soluzioni: si può fare l’elenco della prima metà dei posti per ogni lista in ogni circoscrizione, ovvero coloro che verranno eletti con più probabilità degli altri in fondo alla lista. E’ vero che alla fine quei SI’ avranno un valore più indicativo che altro, ma almeno la lobby trasversale una volta nata(si spera dal 15 marzo?) potrà basarsi su un elenco, una lista reale di deputati e senatori almeno in teoria disposti a sostenere insieme alcune battaglie. E da coloro si potrà ripartire, invitandoli alle iniziative e alle manifestazioni di massa, e consultandosi periodicamente su come vanno i lavori parlamentari. Non si farà più l’errore di partire allo sbaraglio affidandosi al “caso” come ha fatto Grillini che me lo ricordo ancora era stupito del no di Mastella ai Dico.. Evitare brutte figure!!!
un esempio: “Vita no profit on line” alcuni anni fa lanciò un appello on line, cui aderirono molte associazioni, organizzò la campagna “più dai meno versi” e attraverso un serio lavoro trasversale sui singoli deputati di ogni schieramento riuscì a far passare un ddl importante sul no profit.
Intanto lanciamo l’appello, sarà solo il primo mattone.

Il punto 4 non l’ho espresso bene: mi riferivo alle quote non espresse che vanno quasi interamente alla chiesa cattolica(le preferenze assegnate sono al 33% ma ottiene l’87% dei fondi)
la proposta che molti chiedono in giro(vi sono già alcune petizioni on line) è di dare al cittadino la possibilità di esprimere altre preferenze, per la ricerca scientifica o per altri fondi(tipo contro la violenza o per le famiglie più povere), oppure di abolire del tutto la ripartizione delle quote non espresse.

Sul punto 8: di questi tempi è utile una lobby anche per la 194, e al tempo stesso per parlare di prevenzione e tutele reali alla maternità. Per i diritti civili di tutti è sempre importante l’alleanza con il movimento delle donne. E di fronte al neofemminismo di questi giorni, un potenziale alleato, come non cogliere l’occasione al volo???

La sola cosa sensata è fare una lista lgbt con l’obiettivo di denunciare l’Italia alla corte europea perchè non rispetta i diritti umani.Con l’attuale legge non si possono votare i candidati in quanto li scelgono i partiti.Non ci pigliamo per i fondelli una lista per i nostri diritti è l’unica soluzione.Denunciamo l’Italia mettiamola in mora.

Ciao Giuseppe Romeo, con una lista intendi un partito che come programma ha di denunciare l’italia, ho capito bene? Sarebbe anche questa una possibile idea. Non è detto che sia l’unica…

Al momento non me la sento di mettere su una lista nè un partito. Se qualcuno lo istituisse, tenterei di seguire l’esempio, magari mi do da fare per la lombardia.

Anche io non credo sia possibile scegliere i candidati. Ma un po’ di fiducia ai radicali proverei a dargliela. Una sola volta, ma gliela darei.

Gian Mario ti prego cancella quel “se qualcuno lo farebbe” e poi cancella il mio commento per non lasciarne traccia!!!!!!!!!!

Il discorso delle preferenze negate è uno strumento che lascia ben poco spazio alle azioni elettorali. Si impedisce di fare “cartelo” su alcuni candidati e quindi si blocca questo tipo di azione, non c’è dubbio.
Nei giorni scorsi leggevo di iniziative di annullo della scheda con frasi “ad effetto”, sarebbe possibile solo infilando rappresentanti di lista in grado di contare tali “annulli”.
Le alternative sono oggettivamente poche.
Il voto ai radicali è decisamente una di queste ma credo che escluda un fetta non irrilevante di GLBT più convinti su qualche altro partito.
E’ complicata come soluzione.
Io, in ogni caso, rilancio l’idea di Cristiana Alicata di fare un pride a ridosso delle elezioni (lei parlava del giorno stesso ma non è possibile, rimane l’ultima giornata utile prima del blocco delle manifestazioni). Se si riuscissero a mobilitare i numeri dell’anno scorso i temi GLBT diventerebbero obbligatoriamente argomento di dibattito elettorale e i politici sarebbero costretti a dare risposte più chiare di ora (penso a Berinotti).

Invece la mia idea di candidare un sindaco gay a Roma proprio non è piaciuta a nessuno vero? O è solo perchè chi non è di Roma non è interessato?
In fondo avrebbe un risalto simile al Pride elettorale, non credete?

Candidati tu! TI faccio pubblicità!

Andrea(sei sempre Queerway?), bisogna essere realisti. Se non ci sono le preferenze adattiamoci PER ORA a questa “legge porcata” come la chiamano loro stessi! secondo questo meraviglioso “porcellum” vengono eletti i primi di ogni lista, a seconda delle percentuali. Bene, nessun partito credo supererà il 50% in nessuna regione italiana, su questo siamo d’accordo? Quindi lanciamo appello e questionario uno ad uno, a tutti i candidati di tutte le liste, e diamo loro un mese di tempo per risponderci con una disponibilità o meno. Se sarà SI’ ne terremo conto anche in futuro. Certo è che una iniziativa simile deve essere proposta anche all’Arcigay e a tutto il movimento, sempre che daranno retta a 4 blogger oppure ci snobberanno come al solito???
Sul Pride a ridosso delle elezioni che si chiami Libera Italia o come desiderano loro l’importante che si faccia!! Ma già non è partita molto bene l’iniziativa dato che non stanno consultando i cittadini, i blogger e i movimenti dal basso..continuano a seguire la vecchia logica della casta che comanda il gregge di pecore dall’alto verso il basso. Aureliuccio caro continua a fare di coccia sua.. gli scriviamo tutti insieme o no???
Sindaco gay a Roma? Chi ad esempio?
scusate ma poi perché parlate solo dei Radicali e non del Partito Socialista, a cui il PD ha preferito Di Pietro?? radicali e socialisti si devono presentare insieme. l’anomalia italiana è che in parlamento il principale partito della sinistra si vergogna di definirsi socialdemocratico e accoglie gente come Paola Binetti, impensabile in Spagna o in Germania, e quei pochi che si definivano tali rischiano per la prima volta DOPO 115 ANNI di esserne esclusi. mi vergogno di vivere in un paese così. so che è una storia complessa ma ricordiamoci che se oggi siamo così indietro rispetto al resto d’Europa è proprio perché non c’è più una forza socialista, davvero laica e moderna, come Blair e Zapatero.
E io, ahimé, rimpiango un po’ Bettino!

Gian Mario, per candidarsi non basta averne voglia, serve, per lo meno, l’appoggio di qualche associazione o organizzazione, oltre tutto non ho la minima voglia di farmi pubblicità ma se l’idea prendesse corpo il candidato si troverebbe, basta volerlo.
Angel il porcellum c’è e bisogna fare i conti con quello. Quando mi dimostro scettico sul sondaggio non voglio dire di non farlo. Dico solo che prima cosa semplicemente lo snobberanno i candidati per primi e le associazioni pure.
Quanto al Pride elettorale non è esattamente la stessa cosa di LiberaItalia, che oltretutto non si farà più visto che non ha aderito nessuno. In questo caso si tratterebbe di un qualcosa che davvero deve essere come il Pride nazionale: rivendicazioni chiare e politiche e una piattaforma comune delle associazioni GLBT alla quale potrebbero aderire altri, esattamente come al Pride.
Quanto a Radicali/Socialisti: credo sia un’anomalia tutta italiana quella di avere partiti fotocopia, o scopiazzati tra loro. Credo siamo tutti d’accordo che Socialisti e Radicali dovrebbero presentarsi uniti alle elezioni anche per assumere un peso più rilevante in Parlamento. Gian Mario parlava di Radicali e gli siamo semplicemente andati tutti dietro.
Purtroppo in Italia niente è come sembra e come dovrebbe essere. Tu dici di rimpiangere Bettino, io rimpiangerei il partito e l’ideologia piuttosto che un politico di media qualità che non ha saputo essere abbastanza forte da trascinare con se, nel fango, tutti quelli che lo circondavano e che stanno tutti ancora ai loro posti, a cominciare dai figli.

PS: se vedi una firma Andrea con link sono sempre io, il link è a queerway.it 😉

Provo a rispondere a qualcuna delle tue domande aperte…

Effetivamente se i socialisti e i radicali unissero le forze per me sarebbe l’ideale. Anche con i socialisti ci sarebbe un perfetto idillio. Il punto è che la tradizione socialista, secondo me, meno si presta a operazioni di tattiche di voto perché ha una storia più “nobile” e più “classica”. Il partito socialista è un partito tradizionale, quello Radicale è un partito a tutti gli effetti, ma molto, molto alternativo. Questo è l’unico motivo per cui, dovendomi concentrare su un partito, pensavo al radicale. Ma certo che se si uniscono… sarebbe l’ideale.

un questionario era stato inviato da GayToday (che non sono semplici blogger, ma cercano di vivere un po’ in politica, quella sana) a tutti i candidati delle primarie del PD. Pochi hanno risposto, nessuno è stato chiaro, qualcuno accennava timidamente ai diritti individuali. Come tra l’altro ha ribadito ieri bertinotti alle invasioni barbariche.

Andrea, ok pensavo fosse un tuo doppione, non voglio che mi si dica che vedo cloni dappertutto 🙂
vuoi chiamarlo Pride invece di Libera Italia? Benissimo! L’importante che si fa! Ma sarebbe in ogni caso un nuovo corso: la nascita di un nuovo soggetto trasversale, non solo glbt ma anche etero, donne, giovani, “discriminati” di ogni genere. Un soggetto che si faccia carico di un pacchetto di riforme laiche non solo i diritti civili dei gay ma esattamente quei punti riportati da me. punti PRECISI, chiari e semplici, a cui si può rispondere con un Sì o con un No. Non vedo quindi differenze. Dici che i candidati snobberanno l’appello, tentar non nuoce lo stesso, ad esempio nel centro-destra si candiderà Daniele Capezzone che oha aperto un suo network on line Decidere.net ed è apprezzabile il suo sforzo di essere vicino ai cittadini.
il problema è delle associazioni che non ci aiutano a sostenere operazioni spontanee dal basso. diciamola tutta: NON c’è la volontà di farlo! Perché se solo Aurelio & company volessero organizzare una petizione on line con un
questionario simile raccoglierebbo decine di migliaia di firme, oppure attraverso i locali affiliati o gazebo sparsi per tutta Italia. di fronte a decine di migliaia di firme nemmeno i candidati delle liste ci snobberebbero.
Ma NON vogliono farlo e qualche anima santa ancora mi deve spiegare PERCHE’, cosa c’è che li frena?? Se qualcuno gli dice loro qualcosa ti rispondono quasi indignati “come ti permetti, da una vita militiamo per i diritti civili”..ma allora perché non ci ascoltano??
il flop di “Libera Italia” conferma che l’Aurelio caro e chi per lui non hanno capito un tubo: non si può calare dall’alto un’iniziativa quando lui per primo non ascolta la base cui fa riferimento. Le iniziative di massa partono sempre quando c’è una larga consultazione popolare, perfino on line, pensiamo ai meet up di Beppe Grillo. lo scollamento enorme dalla base dipende dall’eterno ritardo perfino tecnologico(non utilizzano nemmeno il tesseramento on line), dalla lontananza che esiste tra la casta e il cittadino medio che non riguarda solo la politica ma anche loro. Eppure i movimenti LAICI sono in fermento(le neofemministe, i V DAY, i docenti universitari..) Aurelio & company rischiano di perdere un’occasione enorme.
Dici che Bettino fu un politico di MEDIA qualità, beh agli attuali “porcelli”(eletti con la porcellum) di BASSA o SCARSA qualità..permetti che scelga il primo??
sui figli no comment, non sono certo degni del padre. Certo ha fatto tanti errori, ma ti ricordo soltanto, per amore della verità, che oggi l’Italia è molto più corrotta di allora(per tutti gli sprechi e i privilegi degli ultimi 15 anni): più povera(non si arriva più alla fine del mese) e MENO LAICA: sai ai tempi di Bettino venne vinto il referendum sull’aborto? Sai che con il suo governo venne promossa la prima commissione per la parità tra uomo e donna e abbreviato il tempo per il divorzio(dai 5 ai 3 anni)? Sai che il primo ddl sulle famiglie di fatto proviene da una deputata socialista e nel 1989 vennero introdotte le famiglie anagrafiche senza una parola contraria della CEI? Per non parlare della revisione del concordato.. oggi parlarne soltanto è da “laicisti”. Sono convinto che prima o poi la verità tornerà a prevalere, ma tocca a noi accellerare i tempi.

Ricordiamo che con questa legge ogni lista avrà il proprio candidato premier. la forza tradizionale del PS più la candidata Emma Bonino possono riuscire ad ottenere un largo consenso strappando “delusi” sia a dx che a sx. E anche non si riuscisse nell’impresa del 4% e dell’8% la “questione laica” tornerebbe con prepotenza in campagna elettorale, considerando anche un possibile Pride elettorale a ridosso delle elezioni. Diamoci da fare, bombardiamo sant’Aurelio e vediamo se stavolta si sveglia!

Personalmente ho già inviato una mail alle maggiori associazioni LGBT italiane a alcuni circli Arcigay locali. Ho anche postao un commento a cristiana alicata per la porposta del Pride.
L’idea è iniziare promuovendo (entro lunedì) azioni di cyberattivismo, in modo da far arrivare migliaia di adesioni alle assocazioni.
Intanto, se lo ritieni opportuno, scrivi anche tu una tua lettera personale, perché no?

Angel non ti preoccupare, ho assistito alla schermaglia sui nick, per quello ho chiarito iol mio in maniera definitiva! 🙂
Quanto a Craxi: non mi riferivo all’azione politica del partito ma al personaggiop in se, non ho dubbi che la figura di Craxi sia da rivalutare, almeno in parte e per quel che riguarda l’azione istituzionale. Dire che quelli di oggi sono cmq peggio di lui vuol dire poco, solo che lui fosse meno peggio non che lui fosse il massimo! E’ sacrosanto, però, quello che dici sull’azione politica e di governo.
Mi dici “vuoi chiamarlo Pride invece di Libera Italia”: ti sei risposto da solo. Mancuso è calato dall’alto con un’iniziativa tutta sua e ha chiesto l’annessione pedissequa degli altri che gli hanno giustamente risposto picche. Sta lì la differenza, a mio avviso, tra LiberaItalia (per altro abortita) e un Pride Nazionale. Sappiamo tutti quanti incontri vengono fatti prima del Pride e quante mediazioni saranno sul tavolo per arrivare ad una piattaforma unitaria condivisa.
L’appello sondaggio che proponi è assolutamente interessante e degno di considerazione, manifestavo perplessità a riguardo perchè, se partisse solo dai blog avrebbe nessun risalto sui media e quindi lo snobberebbero per quello. Legarlo ad una manifestazione sarebbe, al contrario, qualcosa di estremamente visibile e costringerebbe, come hai notato anche tu, i politici a prendere posizioni chiare, anche fossero contrarie alle rivendicazioni. Inoltre tutta la politica saprebbe quanti sono quelli disposti a votare o non votare sulla base di tali rivendicazioni. Senza farsi illusioni possiamo fare qualcosa. In fondo è vero che la politica, soprattutto i partiti con maggior peso, ci vedono solo come schede elettorali ma pensiamo solo un attimo a quanto gli farebbero gola un milione di schede elettorali radunate a San Giovanni! Me li vedo già, con la bava alla bocca! 😀

ti ringrazio per aver evitato altre inutili schermaglie 🙂

Craxi non era certo lo statista migliore del mondo, non bisogna mai idolatrare gli uomini(ed è stata forse la corte di lecchini intorno che non gli fece evitare alcuni tragici errori), ciò non toglie che alla sua politica oggi si ispirano i maggiori leader socialisti europei come Blair e Zapatero. Lo stesso Veltroni, con la differenza che è molto meno laico! nonostante il suo faccione carismatico e moderno “all’americana” ne è una brutta copia o una copia in ritardo.

Ti dò pienamente ragione sul Pride, che però ammetterai sarebbe un Pride di natura “straordinaria”. io lo definirei multi Pride o Pride della laicità, ovvero una festa dei diritti civili di tutti i discriminati, non solo gay. Certo una festa con i carri e la musica come sempre, ma ampliata alla partecipazione di altri movimenti(femministe, docenti universitari, v day, operai della Tissen, militanti contro la munnezza, minoranze religiose ecc) per dar vita a quel nuovo soggetto trasversale che si fa carico di alcuni punti precisi! Su Mancuso per carità è un bravo ragazzo, sempre meglio di chi l’ha preceduto(no comment..), ma è cmq cocciuto. glielo feci notare anch’io il difetto tremendo della sua iniziativa, ma mi rispose con la solita propaganda spicciola “arcigay ha una forte democrazia interna, decidiamo tutto attraverso i delegati, bla bla bla”.. ma che c’entra? anche i soviet comunisti erano delegati dai cittadini eppure quella non era una democrazia.. Bisogna tornare a parlare di DEMOCRAZIA DIRETTA senza se e senza ma. Solo così faremo venire la bava alla bocca a tutti.

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