Famiglia Fantasma

Tra moglie e marito non mettere… l’ebreo

Posted on: febbraio 10, 2008

Ieri abbiamo visto che, secondo il principio giuridico che ho soprannominato di “De Beers”, le idee implicite del legislatore che ha scritto una legge vincolano il senso di quella legge per sempre. Con questa motivazioni i nostri politici ritengono incompatibile il matrimonio con l’omosessualità.

Proviamo ad estendere questo principio giuridico.
Prendiamo una qualsiasi legge tutt’ora in vigore, ma fatta ai tempi del fascismo, quello più bieco, successivo alle leggi razziali. Tempi nei quali il legislatore dava per scontato che, quelli che oggi dietrologicamente ossiamo definire i “diritti umani”, fossero solo riservati agli Ariani.

Forse sto generalizzando troppo, ma mi viene il sospetto che secondo questo principio giuridico, una legge fatta da Mussolini e ancora in vigore, deve applicarsi anche oggi solo agli Ariani. Perché così intendeva, implictamente, il legislatore.
Facciamo un esempio, puramente teorico: non so se la legge sulle pensioni sono state fatte dopo le leggi razziali. Immaginiamo di sì. In caso, le persone non Ariane non dovrebbero ricevere la pensione, secondo questo strano principio in cui l’idea dominante al tempo in cui una legge è stata fatta determina obblighi e divieti impliciti in ogni periodo storico.

Piccola postilla: nel codice civile sono stati eliminati gli aberranti riferimenti espliciti alle leggi razziali, anche quelli indegni riguardanti il matrimonio. Questo è stato necessario proprio perché definivano diritti – e non diritti – in modo esplicito.
Però nessuno si è mai sognato di esplicitare i diritti (o i non diritti) impliciti del legislatore fascista. Ovvero: nessuno si è mai sognato di crivere da qualche parte nella legge italiana che i non Ariani possono sposarsi o possono ricevere la pensione.

Perché questo deve avvenire solo ed esclusivamente per le coppie gay?
La risposta è: perché l’atteggiamento discriminatorio nei confronti degli omosessuali è un atteggiamento razzista. Tutto qua. Non c’è altra parola.

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1 Response to "Tra moglie e marito non mettere… l’ebreo"

Tua nipote Laura , 5 anni scarsi, davanti ad alcune scene di TG (vedi grandi consessi politici, parlamento etc…)più di una volta mi ha chiesto:”Mamma, sono tutti uomini. Perchè?”. La risposta per lei è la stessa che per te. L’Italia è un Paese non tanto razzista,chè il razzismo viene sempre e comunque condanato, ma SESSISTA.E davanti ad un atteggiamento così radicato nella cultura e connaturato alla mentalità di un popolo, la lotta è dura ed eventuali condanne sono blande e spesso inefficaci. Per quanto riguarda la scelta di Sophie: non so se sia una tua provocazione per parlare, o se davvero sia stata posta la condizione di cui dici. Ma chi ha visto il film sa bene che davanti ad alternative assurde per crudeltà o, come in questo caso, per non attinenza delle fattispecie, è meglio non rispondere: la fregatura è dietro l’angolo. Chiunque ti ponga la scelta, non è in buona fede. Ciao!
P.S. dare certe risposte a mia figlia è come ingoiare rospi grossi così. Ma come fa riflettere sul fatto che si diano per scontate, ogni giorno, senza neanche notarle, ingiustizie macroscopiche!

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