Famiglia Fantasma

Scrivi alla Rete Lenford – Quale Giustizia per persone LGBT?

Posted on: febbraio 8, 2008

Vi ho parlato così tanto di Rete Lenford, che ora vorrete sapere come è andata… In ogni caso sono apparsi due validissimi articoli: uno su QueerWay e l’altro su GayWeb ch vi invito a visitare.

Ascolta l'audio del ConvegnoA questo punto, cosa mi rimane da dire? Beh, iniziamo con un approccio “faceto” visto che di serietà, in questo blog ce n’è fin troppa

– Prima di tutto, potete scaricare qui l’audio di tutto il corso formativo.
– Il Processo Simulato di Sabato Pomeriggio è stato fantastico! Mi aspettavo ore e ore di noia, invece è stata un po’ creata una sit-com in cui i contenuti, assolutamente seri e professionali, sono stati conditi con atteggiamenti di contorno “caratteriali”: la stenografa un po’impicciona, ad esempio. O una parte civile un po’ troppo focosa e polemica. Speriamo di riuscire a metterne su video, grazie alla collaborazione di Resistenza Laica, GayaWeb e BlogNews e FaroFilm. Vi faremo sapere!
La aperi-cena buonissima! Soprattutto i dolcetti. Troppo aglio nella pasta, ma va bene così.
La gente presente: tantissima. Il più grande successo di questo corso di formazione è stato quello di aver visto, nell’arco delle due giornate quasi 400 Avvocati che per la prima volta hanno constatato che aldilà del pregiudizio e della disinformazione, uno spazio giuridico per difendere i diritti dei cittadini omosessuali esiste e può essere gestito.
– Infine, devo farvi una confessione: certi avvocati sono proprio figaccioni. Di quel tipo fascinoso che ti viene voglia di farti sbattere… in galera per poi gridare “Salvami, avvocato!”. Un po’ come faceva Carmen Consoli con il suo dottore.

Scherzi a parte, la domenica Rete Lenford si è presentata ufficialmente a persone e associazioni LGBT. Hanno ribadito l’obiettivo: cercare persone disposte a condurre, insieme a loro, ricorsi pilota sulla pubblicazione degli atti o sulla trascrizione di matrimoni contratti all’estero.

Ma oltre questo, gli avvocati hanno una deformazione professionale positiva: quella di ascoltare le necessità dei loro referenti. Un avvocato che fallisce in questo, è meglio che cambia mestiere. Insomma, hanno voluto sottolineare che è loro compito, o missione, tenere le orecchie drizzate su quelle che sono le esigenze giuridiche o paragiuridiche della comunità LGBT.

In altre parole: voi, associazioni e persone, cosa volete che faccia la Rete Lenford? Di quali servizi c’è più bisogno? Quali sono le tutele più urgenti che devono essere colmate?
Ecco, questo è il messaggio finale di Rete Lenford: in questi mesi in cui sta pianificando la sua strategia e la propria azione, sono le indicazioni che provengono dalle persone e dalle associazioni a fare la differenza.

Fate capire a questi professionisti le vostre necessità reali. Altrimenti dovranno farsi un’idea leggendo i giornali. E, devo dire, non mi sembra una cosa desiderabile.

Io la mia segnalazione l’ho inviata: agire in qualche modo contro e terapie riparative, quanto meno stigmatizzando il rischio omofobia, il danno autoinflitto e la tortura psicologica che gli adolescenti omosessuali subiscono dai famigliari.

SCRIVI A: retelenford_chiocciola_gmail.com

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