Famiglia Fantasma

Froci Coraggio

Posted on: febbraio 5, 2008

Questo post, pianificato da tempo, arriva a pennello il giorno dopo che mi sono preso un gran bello sapuracchio. Una notte e un giorno passati con l’angoscia di finire in galera dopo processi umilianti e penosi. Per poi scoprire che alla fine non ho sbagliato così tanto da meritare la galera. E così, dai miei errori ho imparato una lezione. Prima di tutto, le mie parole possono pesare anche quando penso che siano insignificanti. Questo mi aiuterà ad esprimermi con maggiore accortezza. In secondo luogo, ho imparato che per essere fieri veramente e 365 giorni all’anno, occorre essere coraggiosi.

I gay del passato: quelli che non esistono.
I gay di Stonewall: quelli che se ne vantano.
I vecchi froci: quelli che si vergognano, in pubblico, di ciò che nel loro ego giganteggia.
I froci coraggio: perché io valgo.

Vi ricordate le mamme coraggio? Quelle che per salvare i figli dalla droga facevano di tutto, anche denunciare i propri figli.
Ce ne fossero di mamme così, al tempo di oggi, capaci di salvarci dagli schifosi razzisti.
Pensate che figo: la sera prima la figlia gli dice “sono lesbica” e la mamma, il giorno dopo, fa una denuncia preventia al sindaco, perché è razzista e non la farà sposare. E poi va dal Presidente del Consiglio e della Repubblica e li denuncia per lo stesso motivo. Ah, la avessi io una mamma così.

In realtà, quando c’è di mezzo l’omosessualità mettono tutti la coda tra le gambe. Noi gay in primis. Non per niente abbiamo subito per secoli le più brutali torture e ingiustizie, e stiamo ancora zitti, al massimo stiamo a parlare se sia meglio il matrimonio o accontentarsi temporaneamente dei CUS.

Ma è ormai da vari decenni che nel mondo è passata l’era dei gay fifoni: da Stonewall in poi gli omosessuali si sono mostrati fieri, sfacciati e arrabbiati: sono quelli che vanno al Gay Pride, ma anche quelli che fanno barricate, vanno nelle piazze, combattono la polizia.

Malgrado la storia, malgrado il mondo, oggi in Italia hanno la meglio i Vecchi Froci.
Il coraggio di chiamarsi ernesto... Quelli che schifano i froci fieri e arrabbiati.
Quelli che se non si va a manifestare in piazza in giacca e cravatta allora “mi dissocio”.
Quelli che essere gay di nascosto è già tanto.
Quelli che essere gay in pubblico è una volgarità e una vergogna, oppure un danno all’mmagine e agli affari, e quindi non va detto a nessuno oppure va detto ma con una precisa tattica mediatica che non disturbi i benpensanti.
Quelli che Pasolini, in fondo, se l’è meritato.

Coraggio in Giapponese

Per questo oggi, in Italia, c’è bisogno dei Froci Coraggio.
Quelli che hanno paura di quanto sta accadendo in Italia, ma che sanno anche come gestirla.
Quelli che sanno di essere cittadini e si comportano di conseguenza.
Quelli che ci tengono a distinguersi dai gay fifoni – quelli che Leonardo Sciascia chiamerebbe i piglianculo – perché è tutta una rimessa.

Perché io valgo.

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10 Risposte to "Froci Coraggio"

Caro Gian Mario, questo tuo articolo mi ha emozionato 😉 Lo sottoscrivo in pieno. Anch’io, nel mio piccolo, da tempo ho deciso di assumere questo atteggiamento. Solo tramite noi può cambiare la nostra storia.

La sera mi ritrovo solo.Il lungomare della mia città è sempre affascinante d’estate e d’inverno.Passeggio per adescare.Il giro è il solito:lungomare,villa comunale,stazione.La sera mi ritrovo solo.Il vento di scirocco capriccioso e caldo mi scompiglia i capelli bianchi.Ho attraversato le mie primavere lottando per l’emancipazione dei piu’ deboli sempre a sinistra.Tante cose sono state conquistate ma la nostra libertà mai.Io sono libero.Mi sono affrancato dalla mia schiavitu’ rendendo chiaro ai miei parenti intimi la mia omosessualità.Chissà se nella mia città ci sono gay come me e che sono alla ricerca della libertà.Voglio dire non gay che vogliono solo rapporti nascosti e volgari.Non ci sono luoghi di incontro che non siano all’aperto e al freddo della notte:al buio.La sera sono sempre solo.

Bene.. quindi che si fa?

Ciao Francesco, ti rigiro la domanda.
Tu che saresti disposto a fare?
Quanto del tuo tempo libero metteresti a disposizione?
Quali competenze specifiche condivideresti con gli altri?
Fino a che punto sei disposto a metterci la faccia?

Se mi dici anche età e di dove sei, giusto per avere un’idea, poi provo a risponderti con proposte concrete.

Luna Coppola – Sara Ballerini e Franco Brun in collaborazione con
Carta Coop Sociali sono lieti di comunicarvi che il giorno 9 febbraio 2008 in concomitanza con la manifestazione NO VAT, uscirà in edicola in allegato con Carta il documentario “Predica Bene Ratzola Male”.

La vendita del documentario sarà disponibile anche Online sul sito:
http://www.predicabeneratzolamale.org
http://bottega.carta.org/index.php?main_page=product_info&products_id=134

Finalmente in edicola il documentario tanto atteso sulle coppie di fatto. Temi come laicità dello stato, ingerenza vaticana nella politica italiana , disinformazione mediatica saranno raccontati in 58 minuti da personaggi della politica italiana e estera, giornalisti, avvocati, famiglie di fatto che ogni giorno vivono le difficoltà nell’essere una coppia di fatto oggi in Italia.

Grazie a tutti per averci sempre creduto e per il sostegno che molti di voi ci hanno dato in questi 2 anni. Saremo anche noi in piazza il 9 febbraio per dire NO all’ingerenza vaticana nella vita politica e sociale del nostro paese.
Grazie*

Ciao Gian Mario, un abbraccio di sostegno!
Ti contatterò presto.
Lodovico

Mi approssimo ai 28 (tra 7 giorni)e ti scrivo dalla Sardegna. Il tempo lo si rimedia, tra impegni lavorativi e tempo libero, soprattutto per cose, come queste, in cui credo. La mia faccia? mi chiedi .. questa è una bella domanda.. penso che sia giusto combattere col viso ben in vista, se la battaglia è giusta. Quali risultati ci auspichiamo?

Hai pienamente ragione, bisogna metterci la faccia, anche a costo di farsi male.

Ho sempre pensato che il movimento abbia troppi generali e pochi soldati…

E’ vero anche questo. Pensa a quante cose cambierebbero se tante persone telefonassero ai comuni per chiedere di publicare gli atti di matrionio con il proprio partner dello stesso sesso.
Eppure, basterebbe essere in pochi.
Basterebbe che non aspettiamo gli altri che lo facciano.
Io ancora aspetto quel giorno stupendo in cui qualcuno mi scrive e mi dice: guarda, l’ho fatto. ho telefonato al comune…

Perché poi, sai già com’è. Lo fa uno, lo fanno 3, lo fanno 10 e poi diventa una moda. Magari da mettere su YouTube.

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