Famiglia Fantasma

Proposte concrete per Arcigay – Tesseramenti online, Youtube e altro…

Posted on: gennaio 24, 2008

In tema di arogmenti su Arcigay, riporto volentieri parte un commento di Eleonora, caporedattrice di GayaWeb, ad un precedente post.
Qualcuno aveva invitato ad aggiungere proposte alle condivisibili critiche. Ecco, allora, qualche idea su come potrebbe muoversi ArciGay per emanciparsi dalla dipendenza da saune e cruising:

a) Decidere due/tre campagne simbolo da portare avanti nel 2008 (ad esempio: matrimonio omosessuale, leggi antiomofobia e educazione alla diversità nelle scuole).
b) Impostare una bella campagna di comunicazione che copra a tappeto tutti i siti e le realtà GLBT italiane.
Dare la possibilità a chi lo vuole di fare cyberattivismo (azioni di pressing tramite email, volantini ed adesivi da scaricare e diffondere, brochure esplicative da lasciare nei luoghi strategici, testi di querele da scaricare e presentare, etc.): è molto importante far sentire il singolo come attivo e importante per la comunità (perché è, in effetti, così!).
c) Impegnarsi con iniziative di found raising ben mirate ponendo l’accento sul “rinnovamento” ideologico e metodologico dell’associazione. Le formule sono molte: organizzare giornate di dibattiti con a seguire eventi musicali e magari ospiti noti (seguendo il filone dell’”infotainment”, information+entertainment), eventi sportivi, iniziative di rappresentanza simili a quelle del GLAAD (che guadagna un sacco di soldi di pubblicità), presenza costante nei locali serali per far sentire alla gente che Arcigay è presente, una presenza maggiore sul territorio, sulla stampa e sugli altri mezzi di comunicazione e soprattutto nelle scuole e così via…
d) Un ulteriore risorsa è il web advertising.
Per fare un esempio, se Arcigay riuscisse a far diventare il suo sito il fulcro dell’attivismo GLBT italiano (facendo quindi incrementare notevolmente il numero delle visite giornaliere e la fedeltà dei propri visitatori), potrebbe vendere i propri spazi pubblicitari ad aziende che abbiano prima dimostrato di attuare politiche antiomofobe al proprio interno (o cose simili). Con la vendita di spazi pubblicitari su un portale così importante sarebbe molto facile fatturare decine di migliaia di euro, oltre a diffondere nelle aziende l’esistenza di un’etica antiomofoba da far rispettare…
Sarebbe molto diverso pubblicizzare aziende certificate come “eticamente corrette” rispetto a saune e cruising.
In generale, credo che aumentare l’autorevolezza di ArciGay farà aumentare sicuramente il numero di persone pronte ad impegnarsi e a sostentarla anche economicamente.

A tutto questo io aggiungo: inaugurare il tesseramento di Arcigay via Web.
Questo ha un molteplici vantaggi:
1) prima di tutto Arcigay si svincola (almeno in parte) dalla dipendenza logistica – quella che vuole i circoli ricreativi indispensabili perché è là che la gente fa le tessere, non certo nelle sedi dei comitati provinciali (pochi e con orari scomodi).
2) le quote dei ricavati dei tesseramenti andrebero in maggior misura alle sedi sociali di Arcigay e meno ai circoli ricreativi
3) Non da ultimo, il tesseramento risulterebbe un processo più trasparente e la gente nasconderebbe meno la tessera. Oggi c’è un luogo comune tra gli etero (o presunti tali), non corrispondente al vero, ma diffusissimo: se hai una tessera Arcigay vuol dire che sei stato in un locale (vedi il punto 1). Addirittura c’è chi mostra la tessera Arcigay per “dimostrare”di essere gay.

Un tesseramento fatto e pubblicizzato via internet si ammanterebbe di una “neutralità” che permetterebbe anche di pubblicizzare il tesseramento anche agli eterosessuali, di cui abbiamo tanto, tanto bisogno.
Mi immagino già un video su youtube: un ragazzo/ragazza che mostra fiero la sua tessera Arcigay ai genitori. Loro non fanno in tempo a mostrarsi sconvolti che il figlio dice innocentemente: “L’ho fatta su internet!”. E nella scena successiva c’è tutta la famiglia davanti al PC che si sta tesserando… Carino, no?  Non morite anche voi dalla curiosità di vedere come è fatta la mamma di Mancuso, o il papà di Imma Battaglia? (nella mia ingenuità la immagino tesserata Arcigay…)

A proposito di youtube… lo usano tutti, anche quella vecchia babbiona di Angela Merkel… perché non farlo anche noi?

Qualche vlogger LGBT che si fa avanti?

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9 Risposte to "Proposte concrete per Arcigay – Tesseramenti online, Youtube e altro…"

E’ ammirevole quanto ti dai da fare e le proposte che formuli per l’Arcigay, ma forse non hai capito la cosa più importante: Arcigay va azzerata, bisogna mandare a casa questa mediocre dirigenza e rifondarla, ricominciare daccapo con due tronconi ben precisi. Quello dei circoli ricreativi e quello dei circoli associativo-culturale. E’ inutile che continuano a scrivere di nuove delegazioni provinciali, sappiamo tutti xchè si iscrovo: per entrare nei locali e per scopare nelle dark. Non facciamo gli ipocriti, senza queste due cose l’Arcigay sarebbe una “riserva indiana” con quattro gatti…

saluti
Giò

Giò ha perfettamente ragione, e la “truffa” delle doppie tessere è ciò che ho fatto notare ad Aurelio Mancuso. Arcigay non è una democrazia ma un’oligarchia, una casta in mano a pochi..con una massa di pecoroni che di fatto nel meccanismo di partecipazione democratica non contano nulla.
io direi però, a differenza di Giò, che la soluzione è l’esatto contrario: non inasprire la differenza tra club ricreativi e circoli politici ma fare in modo che chi paga la tessera nelle saune e nei club diventi automaticamente attivista per i diritti civili. In modo tale che siano REALMENTE 170mila iscritti, ed inizi una vera, reale vita democratica interna. poi io noto in Mancuso una notevole apertura che prima non esisteva, già la sua scelta di dare vita ad un movimento x la laicità è una bella novità. il problema ora è aiutarlo con strumenti nuovi, perché è davvero assurdo che si voglia creare un movimento vasto di cittadini, che parte dal popolo, quando si usano gli strumenti della vecchia casta. Il vino nuovo si mette in otri nuovi..non quelli vecchi! E le idee di Gianmario sono ottime, mi riservo di leggerle con calma perché ora nn ho molto tempo 🙂

Le proposte sono più che intelligenti e Arcigay secondo me dovrebbe coglierle al volo. Le possibilità offerte da internet per il tesseramento, faciliterebbero sia chi non vuole recarsi (per pigrizia o per paura) nei locali arcigay o nelle sedi), permettendo ad un numero enorme di persone della comunità di tesserarsi o donare semplicemente stando seduti davanti al computer, basterebbe una poste pay o una carta di credito e paypal.

Riguardo alle campagne e alla ricerca di fondi diversi per svincolarsi dai circoli ricreativi trovo che sia molto valida come idea, ma arcigay deve mettercisi di impegno dimostrando una chiara volontà nell’affrancarsi dai circoli, oppure tutto resterà solo lettera morta.

Per you tube, basterebbe che Arcigay aprisse un proprio account, con un proprio canale e sarebbe come avere a disposizione un emittente televisiva gratuitamente..e vista la semplicità dell’utilizzo della rete e le sue potenzialità, mi stupisce come Arcigay non ci si sia fiondata da sola.

Giustissima l’idea del tesseramento online!

Tra l’altro è anche di facile realizzazione…Basta un form, un account PayPal…e il gioco è fatto!

Sono convinta che gioverebbe ad un sacco di persone, anche a quelle che – ad esempio – abitano in zone rurali lontano dalle città o in zona in cui non ci sono né locali né sedi Arcigay.

Pollice in su!

Per riuscire finalmente a risolvere i problemi esistenti, attivando dei percorsi di miglioramento che possano ancorarsi su qualcosa di fondato, è necessario previamente risolvere una patologia: l’arcigay-fobia!

io direi che sarebbe da firmare una sorta di mini appello alla presidenza dell’Arcigay, in cui sottoscrivere tutti insieme un piano di “riforme” essenziali da realizzare al più presto. Fin quando Aurelio Mancuso riceverà nostre mail o telefonate estemporanee, di singole persone, ci ascolterà ma sempre con quello snobbismo intellettuale da casta politica dall’alto verso il basso, dopo la prima volta, come ha fatto con me, non mi ha più risposto via mail..invece quando vedrà che la protesta è forte, sentita e sempre più vasta di molti cittadini glbt, inizierà a prendere in considerazione le nostre proposte, e anche le “incazzature”. in particolare mi dà fastidio che Libera Italia venga organizzata dall’alto verso il basso con il solito “armiamoci e partite” ma avvenga una partecipazione davvero popolare, DA NOI.

Spero di dimostrare abbondantemente di non avere questa malattia, anche se qualche mese fa poteva sembrare. Certo, chissà perché i miei post solleticano soprattutto gli arcigayfobi, come li chiami tu.
Forse questa gente, piuttosto che essere allergica ad Arcigay è in realtà allergica al clima di “adeguamento” che tanti gay hanno nei confronti della maggiore associazione GLBT. C’è come un velo di omertà intorno ad Arcigay, rotto da pochi che fanno la parte degli sfasciafamiglie.

Io cerco solo di dare spazio ad un confronto fuori da inutili eccessi, dove valutare il senso (o il non senso) di queste proposte. Se si riduce ad un battibecco tra fobici, ho fallito il tentativo…

Buona idea quella di coinvolgere arcigay nelle discussioni e buon metodo quello di inviare mail “plurisottoscritte”.
Il primo passo, però, credo sia fare il punto della situazione e buttare giù idee concrete e possibili soluzioni, come sta facendo Gian Mario.
Sicuramente ne uscirà qualche cosa di positivo, ne parliamo anche a Firenze per chi ci sarà!

Non mi riferivo a te, Gianmario. Apprezzo molto il tuo impegno, e ti sostegno. Faccio riferimento ad altri commentatori…

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