Famiglia Fantasma

Via dall’Italia – Per la scienza, per la vita e per la famiglia

Posted on: gennaio 14, 2008

Le menti migliori vanno all’estero per essere scienziati liberi.
Gli etero vanno all’estero per farsi fecondare.
Gli omosesuali vanno all’estero per sposarsi.
In ogni caso, chiunque ha veramente a cuore la libertà, la vita e la famiglia, fugge dall’italia.

In pochi giorni, sono apparse sul web due storie di due coppie sposate all’estero.
Un tempo era rarissimo trovare di queste notizie. Significa che questo fenomeno è sempre più diffuso. 
Ma significa anche che i gay e le lesbiche che si sposano (o si uniscono civilmente) non si vergognano più così tanto di parlare della loro famiglia e della  loro esperienza. Non hanno più così tanta paura come un tempo. Sarà il clima di fiducia che rspirano nelle civiltà “avanzate” e veramente occidentali.
Aria buona, dunque, e buone notizie. Spero che FamigliaFantasma, in futuro, serva ache a questo. A metterci in contatto con chi, il matrimonio, sa bene cosa sia.

Per voi gli estratti più significativi delle testimonianzeche ho letto. Nei link potete leggere per intero le testimonianze (dirette o indirette).

Ho 42 anni. Dieci anni fa, insieme al mio fidanzato ci siamo trasferiti in Danimarca per smettere di pensare di essere gay e cominciare ad esserlo […] Senza ostentare la propria omosessualità e allo stesso modo, senza tacerla, non abbiamo mai avuto problemi di accettazione e in ambito lavorativo e sociale. Alla domanda se fossimo single o meno è sempre bastato rispondere che avevo un fidanzato o dopo il matrimonio, un marito e basta.
I primi 2 anni in Danimarca, siamo stati ospiti presso la dimora di un pastore luterano, lo stesso che poi ha benedetto la nostra unione. […]: al nostro matrimonio era presente l’allora Console italiano con la sua signora, e anche l’Ambasciatore ci ha fatto i suoi auguri […]
…l’obiettivo, far parte di una comunità senza essere al centro dell’attenzione; frequentare qualunque tipo di locale senza doversi ghettizzare in luoghi per soli gay.

[…] un matrimonio omosessuale. […] Avete presente l’ultimo matrimonio civile a cui avete partecipato? Un matrimonio omosessuale a Madrid è così […]
L’officiante, una consigliera comunale di izquierda unida, ha fatto un bellissimo discorso sulla libertà, i diritti ed il rispetto, e sull’orgoglio di vivere  in un paese in cui una cerimonia come quella che stava celebrando fosse possibile. Qui mi sono commossa.
Per il resto: una bella sala comunale, […] la mamma di uno sposo (siciliana e ottantenne) che non trattiene qualche lacrimuccia […]
Non c’è molto altro da dire.
Un matrimonio, […] Ed è possibile.

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9 Risposte to "Via dall’Italia – Per la scienza, per la vita e per la famiglia"

Caro GM,
Stavo pensando di inserire nel mio blog un breve corso di danese. Pensi che interesserebbe a qualcuno? Se posso aiutare anche una singola persona, farei volentieri lo sforzo. Dovrei solo imparare a mettere online i file multimediali con la pronuncia.
Saluti
Lorenzo

Tu dici per andare a sposarsi?
Magari metti su un corso con le tecniche base di abbordaggio tipico + matrimonio emancipiativo… magari sarà un corso di successo!

Cmq, se è un corso base, perché non imparare i rudimenti? COnsidera che in questo periodo sono spesso in ldanda per lavoro, e mi dispiace di non sapere proprio nulla di questa lingua.

che palle sta piattaforma, ogni tot minuti ti cancella tutto!!! E’ la terza volta che mi faccio fregare… mai pensato di cambiarla?

Idanda sta per Olanda, Irlanda, Islanda o Curlandia? 😉

Parole sante! Ma finchè individui come Giuliano Ferrara saranno considerati “intelligenti”. i veri cervelli fuggiranno sempr più

Non mi piacciono questi commenti da alto-borghesi. Ci sono operai, commercianti, impiegati che in Danimarca e in Spagna non sono nemmeno mai andati in ferie.

Ciao Andrea, ma non ho mica capito quale sarebbe il commento alto borghese…

Il post parla di gente che va all’estero per fare una vita normale. E’ un punto di partenza. Chi può permettersi lo fa, e questo è un indubbio svantaggio per tutti gli italiani.

Poi possiamo anche parlare di chi vorrebbe ma non può. E’ un altro aspetto del discorso. Non si può esaurire tutto in un post. Tra l’altro era un aspetto che davo per scontato, ma evidentemente questa omissione ha generato dei malintesi.

In Danimarca ci può andare chiunque, anche un operaio. Trovare casa e lavoro è facile, e se impari la lingua puoi sperare anche in un lavoro qualificato (a volte basta l’inglese).
Il welfare state è estremamente generoso, ma anche razionale: chi ha voglia di lavorare viene favorito, chi non ne ha voglia viene penalizzato. Semplice, no?
Anche negli altri paesi scandinavi è così. Paradossalmente, proprio se fossi un operaio preferirei emigrare lì, ma sono bloccato in Italia dal fatto di avere un lavoro comodo e tutto sommato prestigioso come ricercatore universitario.

ANDREA, MA CHE STRONZATE SCRIVI? E’ OVVIO CHE UN OPERAIO E’ IL PRIMO AD AVERE INTERESSE AD EMIGRARE! CHI NON LO FA E’ PERCHE’ GLI MANCANO LE PALLE PER FARLO. ALLORA NON SI LAMENTI, AFFOGHI NELLA MERDA E DICA “MMMMMM CHE BUONA LA MERDA ITALIANA!”.

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