Famiglia Fantasma

Mazzarò e la roba – In memoria di Joseph Ratzinger

Posted on: gennaio 9, 2008

Ricordate la novella di Verga, “La Roba”?
“Tutto mio! Tutto mio!” era il pensiero fisso di Mazzarò. Dovunque si estendesse il suo sguardo, era tutto suo: i campi, le case, le strade. Perfino il sole che tramontava, e l’orizzonte e il cielo e magari la vita delle persone. Tutto suo.

Oggi rileggo quella novella, e mi sembra di vedere il Papa. Anche lui, secondo me, pensa: “E’ tutto mio”. Perfino io, a volte, valutando le notizie dei TG, ho l’impressione che la mia famiglia gli appartenga. Così come i miei figli che non posso concepire né adottare. E magari lui pensa veramente che sua è la mia vita e la mia coscienza. Come spiegarvi questa mia sensazione spiacevole? Con questa storia interessante…

E’ verosimile immaginare che ogni tanto, svegliandosi in piena notte, Ratzinger senta l’impulso di chiamare a sé Ruini e Bertone per poi affacciarsi e osservare Roma dal cupolone di San Pietro: il Quirinale, il parlamento. Un panorama superbo, impareggiabile parodia di tutta l’Italia e tutto il mondo. “Tutto mio” è il suo unico pensiero. “Tutta questa roba è mia”.
E così inizia la sua litania, invidia dei suoi gregari.

“La famiglia è mia!”. Eterosessuale e solo per concepire figli. E per ora chiudo un occhio su divorzi e scappatelle. Ma quando muore Berlusconi, scenderà una scure decisa anche su quelle! Ne riparleremo ai prossimi Family Days.

“Il sesso è mio!”. Niente preservativo e nessuna educazione sessuale. Così vuole Dio. 
Cosa? In Africa muoiono milioni di donne e bambini a causa di questo motivo? Povere anime. I cattolici si impegnano a pregare per la loro salvezza. D’altronde, sono sicuramente in paradiso, no?

“L’educazione è mia”. L’ora di religione, i crediti formativi nelle pagelle, e gli insegnati di religione: di ruolo e decisi dal Vescovo. Per non parlare dei finanziamenti alla scuole private cattoliche…

“La morale è mia”. Eh sì. Tutta mia. Infatti, non c’è etica fuori dalla religione, e non c’è religione fuori di quella Cattolica.
“La fecondazione assistita è mia!”.

Io ti salverò!Georg è mio! (ma qui uno sguardo dei gregari lo fulmina, e lui cambia discorso).

“L’embrione è mio!” Un embrione che muore è una persona uccisa. Certo una posizione forte…  Se continuo  a battere su questa strada, caro Ruini, dovremo istituire il battesimo e il funerale per ogni embrione. Come fa Formigoni già adesso per i feti abortiti. D’altronde, se si tratta di una persona, perché battezzarla solo dopo la nascita? Forse la cosa migliore è istituire  il 25 Marzo come festa nazionale dell’Embrione.

“La medicina è mia”. E infatti, poco importa di cosa dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità. I gay sono malati. Malati gravi, socialmente pericolosi. Ragione per cui, tra l’altro, non devono godere degli stessi diritti degli eterosessuali. I loro diritti vanno limitati con apposite leggi. (leggi le sue lettere pastorali NdA)

“La scienza è mia”. L’evoluzionismo, invece, è roba da fondamentalisti.
“Anche la magia è mia”. Astrologi, cartomanti e quant’altro. Peccato non poterli più bruciare vivi, come le streghe di un tempo. Il sangue di San Gennaro è l’unica vera magia che può essere idolatrata dall’uomo. Di magia in magia…
Le tasse sono mie!. Irpef, otto per mille e quant’altro.
“Tutto lo stato è mio”: possedimenti territoriali, senso della legalità, leggi, crocefissi nelle scuole. Ciampi si inginocchia a me quando mi viene a trovare. E ogni volta che esterno preoccupazioni per la mia “roba”, tutti si premurano di rassicurarmi. Guardate Veltroni con le coppie di fatto a Roma. Mi è bastato fare un fischio. Ma che dico. E’ bastato il cenno di un mio gregario.

“L’Europa è mia”, o per lo meno, lo sono le sue radici culturali e la sua identità.

“Il mondo è mio!”. Beh, non ancora, ma intanto me la cavo con il diritto di voto all’ONU, in qualità di osservatore esterno (ma intanto il voto conta, altro se conta…)

“La pace nel mondo è mia!”. Io sì che so come si fa la pace nel mondo: facendo solo famiglie eterosessuali.

“La guerra è mia”. Ah, i bei vecchi tempi di Papa Pacelli: Franco, Hitler… Oggi a me è rimasto solo di poterli beatificare, i guerrafondai!

“La morte è mia”!, dice infine il papa. E così niente eutanasia, ma più accanimento terapeutico per tutti. Tranne che per Woitila, che quando ha detto “lasciatemi andare” è stato accontentato subito e con zelo.

…   …   …   …   …   …   …   …

Ma un giorno, caro Ratzinger, proprio la morte ti chiamerà all’appello. Gli uomini di tutto il mondo saranno pronti a darti gli onori. Ma la morte no. E tu, solo e arido e cattivo nell’anima, peggio di Mazzarò, dovrai lasciare tutte queste cose “tue”. “Roba mia, vientene con me!” griderai disperato!

Ma la tua “roba” (perché è così che consideri tutto e tutti, compresa l’anima stessa dei tuoi fedeli: roba, merce di scambio per il tuo potere) non verrà via con te. Continuerà ad esistere e ti sopravviverà, più libera ed in salute di prima.

Le famiglie continueranno ad esistere: non quelle naturali. Le famiglie e basta. Quelle libere e sane e felici.

La gente continuerà a fare sesso, usando il preservativo e come più gli piace, per divertirsi: faranno fellatio e cunnilingus (io no, bene inteso!). E quanto alla posizione del missionario: sarà solo un vecchio ricordo, o una vergognosa comodità per i più pigri.

Ognuno continuerà a darsi una educazione come meglio ritiene, e molti sentiranno ovvio fidarsi della scienza più che della religione.

I cittadini onesti continueranno a pagare le tasse. Quelli disonesti, ladri e furbetti, continueranno a non pagarle.

Le coppie sterili continueranno ad andare all’estero a farsi fecondare. Quelle ricche ovviamente. Quelle povere resteranno vinte ed umiliate. E senza figli.

Le donne, purtroppo, continueranno ad abortire, per necessità, o anche per ignoranza. Ma non abortiranno di nascosto e non rischieranno la vita. Mentre Georg continuerà a giocare a tennis nei circoli più in e più gay della capitale.

Le persone e i popoli continueranno ad impegnarsi quotidianamente per la pace nel mondo, rispettando le persone per quello che sono e facendosi rispettare.

Ci saranno guerre, come sempre. E ci saranno quelli che le finanzieranno, e non mancheranno preti che benediranno eserciti, bombe e battaglie, sacrificando il dio Abramo e di Isacco al dio chiamato Patria.

E tutti noi, ahimè, continueremo a morire. Chi all’improvviso, chi nel sonno, chi ammazzato, qualcuno  torturato. Chi vorrà aggrapparsi disperatamente alla sua vita, o ai suoi cari e chi, come te, alle sue “cose” e al potere.
Qualcun altro, invece, morirà in pace, perché ha deciso di morire dopo lunghe sofferenze, circondato dalla pietà e dalla discrezione di un parente o di un medico che sa cos’è la vera solidarietà.

Dedicato alla memoria imperitura di Joseph Ratzinger: uno che non ha saputo vivere, che non saprà morire e che ogni giorno che passa invidia la vita degli altri, desiderando di poterla distruggere.

“Di una cosa sola gli doleva, che cominciasse a farsi vecchio, e la terra doveva lasciarla là dov’era. Questa è una ingiustizia di Dio, che dopo di essersi logorata la vita ad acquistare della roba, quando arrivate ad averla, che ne vorreste ancora, dovete lasciarla! E stava delle ore seduto sul corbello, col mento nelle mani, a guardare le sue vigne che gli verdeggiavano sotto gli occhi, e i campi che ondeggiavano di spighe come un mare, e gli oliveti che velavano la montagna come una nebbia, e se un ragazzo seminudo gli passava dinanzi, curvo sotto il peso come un asino stanco, gli lanciava il suo bastone fra le gambe, per invidia, e borbottava: – Guardate chi ha i giorni lunghi! costui che non ha niente! –
Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: – Roba mia, vientene con me!”
(ultimi due paragrafi della novella verghiana)

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3 Risposte to "Mazzarò e la roba – In memoria di Joseph Ratzinger"

WOW che post! Semplice e perfetto!

Concordo con Andrea: davvero complimenti!!! Sarebbe bello leggerlo come editoriale su qualche quotidiano nazionale..

Magari. Intanto si trova su http://www.resistenzalaica.it Magari, se un giorno qualcuno lo legge, chissà che non lo ritroveremo proprio dove lo vorresti tu?

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