Famiglia Fantasma

LA NEGOZIAZIONE DEI PRINCIPI

Posted on: dicembre 28, 2007

La frase di Ruini “Vita e Famiglia sono principi non negoziabili” sembra essere stata un gran successo. Sembra una frase magica, quanto meno perché ha trasformato in pappagalli metà dei parlamentari, che continuano a ripetere queste parole.
Premetto che i principi sono per definizione non negoziabili, altrimenti sarebbero mezzi, e non principi. Solo non concepirli come tali signiica che non li si considera tali. Insomma, mi viene il sospetto che, per Ruini, vita e famiglia non sono veri principi, ma strumenti. Che vengono usati, sbandierati, manipolati.

Ora andiamo avanti. Il diritto dell’individuo ad avere una famiglia è un principio costituzionale che la Repubblica si impegna a riconoscere. Su questo la Chiesa non può e non deve mettere bocca. Perché non c’è nulla da scrivere di quanto non è già stato scritto. Semmai è necessario rendere espliciti i riferimenti agli omosessuali per motivi culturali, ma non certo giuridici.
La Chiesa, dunque, non sta cercando di evitare che ci vengano dati dei diritti. Piuttosto sta cercando di fare in modo che ci vengano tolti senza che noi stesi ce ne rendiamo conto.

Per quanto riguarda invece la sperimentazione sugli embrioni, se ne può parlare. In questo ambito, infatti, è palese che si stanno aprendo strade nuove, così come prendono vita nuovi diritti (dell’embrione, così come della scienza) che lo stato deve decidere come concedere.

Su questo argomento sì che vale la pena di negoziare, di parlare e confrontarsi. Ma, haimè, la Chiesa non vuole farlo.

Allora? Allora uno stato laico se ne lava le mani e va avanti per la sua strada, senza ascoltare la voce spocchiosa di chi si ritiene indispensabile e non negoziabile. Ho leto che Blaise Pascal fu il primo uomo a dire chiaramente ad un influente politico (Napoleone) che Dio (e dunque il pensiero della Chiesa) non erano necessari. Per la precisione, fu il primo a non essere ucciso per questo.
Non mi aspetto che ora in Italia debba accadere di nuovo il contrario. Se la Chiesa non vuole negoziare, ebbene, facciamone allegramente a meno. C’è già la Costituzione da far rispettare.

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11 Risposte to "LA NEGOZIAZIONE DEI PRINCIPI"

d’accordissimo con te. la chiesa ha tutto il diritto di richiamare le (sue) masse, ma il bravo legislatore, a mio giudizio, dovrebbe ritenere più importante, come principio, la totale libertà di esprimersi dell’individuo, di tutti gli individui, invece che pensare a preservare la santità del matrimonio, rubando il lavoro ai vescovi (che di conseguenza si buttano in politica). viviamo in un meccanismo perverso che si ostina a proseguire senza fare passi avanti, un meccanismo che si aggrappa morbosamente all’ignoranza e al non voler vedere… speriamo bene…

ps per fortuna rimangono alcune voci (parzialmente) libere: consiglio di leggere l’ultimo articolo di scalfari su la repubblica, “non nominare il nome di dio invano”, tutto dedicato a noi.

Ben detto!
Parole…sante.

Io però penso che la questione con Ruini sia un’altra.

Al di là delle (per carità suggestive) teorie su quanto un principio debba o non debba essere negoziabile (in realtà i principi sono negoziati continuamente), il punto è che la sua idea di famiglia non coincide con la tua e la mia.

La famiglia per Ruini è la famiglia tradizionale: una ragazza, un marito, un semidio, un bue, un asino, tre negri con oro incenso e la misteriosissima mirra tutti ammucchiati nel pagliaio.
La famiglia eterosessuale insomma.

Rispetto a questa idea di famiglia Ruini non è disposto a negoziare.
Fantastico, bravo. Significa che ha le palle.
Noi froci invece nei tavoli di trattativa c’amo messo le radici.
(E per questo è davvero triste dire che i principi non dovrebbero essere negoziabili, no?)

Il fatto che un individuo esponga le sue idee, in un paese civile, non dovrebbe essere un problema per nessuno.

Sottolineo questa cosa visto che, come ho appena scritto in un mio post (http://www.kaletraforever.com/?p=38 per chi se lo vole legge), penso i blogger gay italiani (e tutto il movimento) stiano dando troppo peso a questioni tutto sommato marginali, spostando l’attenzione su personaggi terzi.

Sembra quasi che tutti abbiano paura di fare i nomi, i nomi veri dico.
Prodi per esempio o la Sinistra Arcobaleno, che è già al governo e non fa un cazzo.
Anzi, che dico Prodi… me e te.
Ecco di chi è la colpa.
E’ nostra, è della lobby che non siamo capaci di costruire, è della trasversalità della nostra differenza, è dell’assenza di una coscienza storica (specie dopo la morte di Consoli), è della poca rilevanza degli intellettuali seri a favore di una idea di cultura omosessuale che è acritica, imbelle, capitalistica, venduta ed antiquata.

La soluzione?
Smettiamola di preoccuparci della chiesa.
Creiamo situazioni, occupiamo le piazze, sfanculiamo gli artistucoli di regime, destabilizziamo il sistema, cortocircuitiamo l’informazione, votiamo in modo consapevole, troviamo alleati, scopriamoci parte di sistemi e differenze più grandi dei gay, di Roma e de Borgo Pio.
E, se tutto questo non basta, andiamo alle mani!

Dici paroe sante.
Vedi anche io, tra i miei obiettivi principali avevo quello di non paralre troppo della Chiesa.
Ma poi, per tutta una serie di motivi, ci casco sempre.

Sarà che uno usa il blog un po’ anche per sfogare la propria rabbia, sarà che parlare mitiga il senso di frustrazione e di impotenza che si ha di fronte allo strapotere della Chiesa… non so.

Concordo nel ritenere i nostri politici i soli responsabili di quello che accade. E’ pur vero che il linguaggio del parlamento è lo stesso linguaggio della Chiesa. Sempre di più. A volte credo che sto parlando di politica e invece parlo di religione… non è solo una mia confusione. a confusione, effettivamente, c’è.

E allora colgo il tuo invito: proverò a fregarmene della Chiesa. Quanto a creare situazioni e destrabilizzare il sistema, sto cercando di muovermi, spronando le persone ad agire per via amministrativa e legale. Riguardo alla via legale, poi, si sta concretizzando qualcosa di cui parlerò ben presto.

Per cortocircuitare l’informazione, dobbiamo fare massa critica. Secondo me GayToday, QueerWay, Gayaweb sono proposte importanti con molte sinergie da sfruttare in questo senso. Dopo aver raggiunto una “massa critica” di informazione, il asso successivo è cortociruitare quella “tradizionale”.

Quanto ad andare alle mani, io non sono capace, e non ho soldi per assoldare mercenari. Ma quanto mi piacerebbe vedere un po’ di gay veramente maschi che sanno venire alla mani con certa gente… sarebbero i miei eroi!!!!! E che eroi!

No ma bene inteso il tuo blog lo leggo con piacere e non ti accuso di nulla. Anche io ho una gran rabbia rispetto all’atteggiamento della chiesa e anche io provo una spinta fortissima a parlarne ossessivamente.
Però finiamo sempre per fare il gioco di chi ci vuole sotto e questo da un punto di vista politico è controproducente.

Ad esempio tu dici che i principii per definizione non sono negoziabili.
Il che è vero e falso.
Per definizione non sono negoziabili però storicamente sono stati sempre negoziati di generazione in generazione, assieme a tutte le nostre idee ed in generale a tutta la nostra cultura.
Altrimenti come ti spieghi il mutamento storico? Perchè oggi è normale essere contro la schiavitù mentre un tempo persone illuminatissime la sostenevano?

Sottolineare che i principii non sono negoziabili significa fare il gioco di Ruini, significa dire che esiste un pensiero (dunque anche un diritto) naturale.
Invece secondo me bisognerebbe chiarire che i principii non sono naturali ma culturali e quindi abbiamo la possibilità, l’ardire e il diritto di cambiarli.
Se davvero hai la prova che non sono negoziabili allora tirala fuori così smontiamo baracca e burattini e smettiamo di combattere…

….

Tu dici che il fatto che il codice anti spam sia “santa” voglia dirmi qualcosa?
No perchè il 2007 già è stato sfigato, non vorrei avere anche Dio tra le palle nel 2008. 😉

Vabbè… su sta storia me sa che ce scrivo qualcosa pure io…

PS. t’ho linkato e per quel che riguarda eventuali azioni di pressing fatemi sapere.

Mi sa proprio che nella “rete dei blog” che seguiamo sia io che Gian Mario c’era proprio il bisogno di Federico/Kaletra/Ratzinger!
Pienamente d’accorso sulla non necessità di attaccare la chiesa ma i politici che la stanno ossequiosamente a sentire e riverire. Come cerco di fare spesso, almeno quando ci riesco, metto in evidenza ciò che i politici italiani fanno (o, spesso, non fanno!) in accordo con i dettami di uno stato estero che ha potere solo nei confronti di chi glielo riconosce.
Ormai sono almeno un paio di mesi che cerco di seguire l’idea di lobby in senso sano e Gian Mario lo sa. Sono convinto che la necessità vera dei gay italiana sia riuscire ad uscire dal gioco perverso della politica e cercare di fare pressioni anche pesanti dall’esterno!
Purtroppo la storia del movimento omosessuale italiano ha radici abbastanza profonde e per scardinare le consuetudini e percorrere strade nuove ci vuole del tempo visto il punto dove siamo arrivati!
Sono d’accordo che il nostro ruolo, di bloger intendo, possa essere quello di mettere quotidianamente l’accento sul qualunquismo di politici e informazione che si riversa nelle teste della gente comune.
A questo proposito vi consiglio di dare un’occhiata ai commenti ad un articolo che cita Cristiana Alicata nel suo ultimo post. E’ da quei commenti che dobbiamo partire per scardinare veramente il qualunquismo tanto politico che ecclesiastico che ingozza di pregiudizzi le persone comuni che, come si sa, tendono a preferire idee preconcette senza doversi sforzare di farsene di proprie!

O.T.: il mio codice è TWIN, vorrà dire qualcosa? Cmq, Federico Santa sta per Babbo Natale TRANQUILLO! 😉

Io propongo di istituire una specie di coordinamento dei blogger gay.
Famolo subito, per esperienza queste cose vanno fatte dall’inizio.
Ci si può incontrare fisicamente (o in video/skype conferenza) un paio di volte l’anno e discutere delle strategie comuni.
Magari anche con il mondo associativo.
Si può pensare a manovre fisiche oltre che virtuali.

Quando ero al dgp e organizzavo omogenic ne avevo pensate parecchie, poi tutte bocciate.
Alcune erano buone ne sono ancora convinto.
Stiamo per andare ad elezioni e bisogna capire come esprimere un dissenzo in modo da proporre una soluzione unitaria. E poi bisogna convincere le finocchie a farsi un’idea e a votare compatte.
Dobbiamo allearci tutti, non solo gay (ad esempio sono curioso di sentire le ragazze di tv donna… ).

Senza strategia c’è solo tattica.
E con la tattica vinci al massimo una battaglia, non la guerra.
Gay Today per esempio è un ottimo punto di partenza.

Non conosco ancora bene il mondo dei blog ma sono convinto che c’è molto da fare e con urgenza.
Mettemose d’accordo ragazz* e iniziamo a giocare sul serio.

Carissimo Federico,
proposte così concrete sono lusinghiere, non c’è che dire.
Mi prendono in contropiede e per me è necessario rifletterci un po’. Questi giorni saranno i giorni ideali.

Così, di primo acchitto, mi viene da pensare che il mondo deli blog è fatto per chiacchierare, ma è anche fatto di persone che chiacchierano perché non riescono a fare altro. Ma che se potessero, alcuni di questi blogger preferirebbero fare al parlare, senza per questo smettere di parlare… mi sono spiegato?

Questa metamorfosi, stile crisalide, può essere concertata e ben pensata. Parliamone apertamente ma anche concretamente.

Io, tra l’altro, vedo per il 2008 degli sviluppi concreti su alcuni fronti.

Da mesi parlo di iniziative giudiziarie e amministrative da parte del singolo cittadino. Forse nel 2008 sarà tutto più facile, per chi vorrà farlo…

Poi ho delle idee (forse stupide, forse no) per le piccole città di provincia.

Infine, il 1° Gennaio lancerò Google Gruppi per i GLBT che vogliono sposarsi. Se la cosa funziona, se riesce veramente ad aggregare le persone con una stessa forte motivazione, allora è una buona esperienza che ogni blogger può tentare. Strutturare un po’ il proprio pubblico, per avvicinarsi più al mondo dell’azione partendo da quello della parola e della condivisone di idee…

QUanto alle azioni “dimostrative” o clamorose, non fanno parte del mio bagaglio strategico. Ma sarei ben contento di valutarle volentieri.

Perciò, sentiamoci. Io di carne da mettere al fuoco ne ho, e la metterò comunque!

Gian Mario

cari amici, sono felice di tutti questi bei presupposti per l’anno nuovo..me lo auguro di cuore, da parte mia darò il mio contributo e le mie esperienze personali 🙂
x Federico, e in risposta anche a Gianmario, non condivido molto il merito di una cosa che dici, sul diritto naturale. Non sono d’accordo che i diritti umani fondamentali siano un fatto culturale..altrimenti sì che daresti ragione ai cattopapisti, accusandoti di relativismo e pericolo!!! Invece son convinto che bisogna sfidarli e vincerli proprio sui DIRITTI NATURALI, quelli non della “legge morale” che in realtà è violenta e disumana, ma il diritto a decidere della propria vita, della propria libertà e ricerca della felicità. La libertà(di crearsi una famiglia e di vivere i propri affetti senza paura e violenza, in tal caso) in tutte le sue forme è un diritto NATURALE che lo stato laico non “concede” ma riconosce e garantisce!!! E non negoziabile è certamente la Costituzione che li riconosce. Questo anche da un punto di vista cristiano “liberal” come il mio, che ha un’orticaria molto più terribile di voi a sentire certi personaggi..proprio perché VEDO TRADITO L’EVANGELO DI GESU’ CRISTO, che per esperienza mia assicuro non è quello “predicato” da loro.
invece condivido molto nel METODO ciò che affermi, c’è bisogno di una sempre più vasta strategia organizzativa che abbracci strati sociali più ampi, non i soli gay, ma tutti coloro che in questa povera bella Italia si sentono discriminati da qualcosa o da qualcuno: donne abusate, plagiati dalle sette, lavoratori in nero, giovani vittime di affitti alti e raccomandazioni sul lavoro, ecc ecc… DIRITTI CIVILI insomma. Partiamo dall’esperienza del movimento non violento di Martin Luther King, quella che da una goccia(Rosa Parks nell’autobus) ha fatto traboccare il vaso intero. il sistema “Beppe Grillo” insegna. Cosa ha fatto lui? Ha aperto un semplice blog, ha aperto una rete di MEET UP in tutta Italia, e forte di questa rete è riuscito a creare un’informazione alternativa e anche iniziative clamorose come il V DAY e la raccolta firme per una legge d’iniziativa popolare. Certo lui è aiutato dal suo “carisma” e dai suoi show itineranti in tutta Italia.. ma noi possiamo basarci su un coordinamento nazionale, perché no? Sono convinto che quella è la strada..PARTIAMO DA LA’!
Auguri felice 2008 a tutti..e sia la volta buona!!!

Una piattaforma nazionale direi che è una ottima idea di partenza… Se ne riparla i prossimi giorni. Magari partendo da Ascoli come città Pilota…

ciao prima di tutto uno splendido 2008 a tutti!!! 🙂
sì intendevo proprio questo, Ascoli Piceno per paradosso può aspirare ad essere città pilota di un’iniziativa nazionale. ma io preferirei far partire le due belle iniziative insieme: un blog(o un sito) per il “popolo glbt” ascolano e un aggregatore nazionale di tutte le realtà locali(sul formato dei meet up di Grillo o su altri formati simili se ne conoscete) che abbia come prospettiva la nascita di un movimento per i diritti civili di tutti, gay e non. L’Italia è la Patria dei localismi, dei piccoli centri e dei campanilismi..quindi l’unico modo perché queste iniziative sul web funzionino e poi diventino REALI sul territorio è creare una struttura federale basata sul principio della democrazia diretta e della partecipazione popolare dal basso. Niente tessere né funzionari di circoli chiusi in se stessi, ma iniziative spontanee che nascano ad effetto domino, come tante “fiaccole” accese in tutta Italia. Dove la casta dell’Arcigay ha fallito per tanti anni(e solo oggi ha capito i gravi errori!), là possiamo farcela noi.

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