Famiglia Fantasma

Il bilancio di Arcigay – Un’analisi iniziale

Posted on: dicembre 26, 2007

Tempo fa questo blog ha ospitato alcune argomentazioni più o meno impetuose volte a criticare l’operato e l’immagine strategica di Arcigay.
Ne sono conseguiti alcuni contatti, il desiderio di comprendere meglio quelle realtà che ho criticato. Qui di seguito riporto un sunto delle risposte che ho ricevuto da Paolo Ferigo (presidente di Arcigay Milano, tesoriere di Arcigay Nazionale) riguardo il bilancio.

Riporto queste informazioni per due motivi: prima di tutto perché è giusto dare spazio onesto e corretto alle parole di Arcigay stessa. In secondo luogo perché queste informazioni possono essere la base per capire meglio Arcigay e i motivi per cui tanti la giudicano inefficace o addirittura controproducente. Il dialogo permette di avvicinarsi e muovere delle critiche più leali, costruttive e circoscritte.

Redistribuzione dei proventi del tesseramento Arcigay———-TESSERE, BILANCIO E DISTRIBUZIONE DEI PROVENTI DA TESSERAMENTO
Le persone che si sono iscritte ad Arcigay ameno una volta nella vita sono 160.000. Di queste,100.000 hanno rinnovato la loro iscrizione o si sono iscritti per la prima volta lo scorso anno. La tessera costava 14 Euro, in tutto sono 1.400.000 Euro. Di tutti i tesseramenti fatti, ad Arcigay Nazionale sono andati circa 400.000 Euro. Non molto per una associazione chiamata a fare una attività di lobby. Diciamo che rispetto al Vaticano (che la osteggia direttamente o attraverso la corruzione politica) ha un fatturato infinitesimo.
Ai comitati provinciali (le sedi locali) di Arcigay, va il 10/15% del totale: circa 170.000 euro.
Il resto, diciamo 830.000 Euro va ai circoli ricreativi.
Questo potrebbe essere un grafico che riassume il tutto.
Per il futuro è previsto un rafforzamento del flusso di denaro (per ora molto limitato) che dalla cassa centrale va a rimpinguare le necessità locali.

Da quest’anno non esiste più la distinzione tra tessere ricreative e associative.

Arcigay - Luoghi di tesseramentoL’anno scorso, comunque, il 90% sono state emesse nei circuiti ricreativi: saune, dark room ma soprattutto discoteche e bar (da questi ultimi due, infatti, provengono la gran parte dei tesseramenti). Questo non significa necessariamente che al 90% degli iscritti non interessa nulla delle politiche di Arcigay, perché tanti tesseramenti vengono effettuati nei circoli ricreativi perché hanno orari più flessibili. Dunque, secondo Arcigay quel 90% non è tutto tesseramento “civetta” (tesseramenti di persone totalmente disinteressati alle politiche di Arcigay). In quel 90% ci sono anche una parte fisiologica di soci attivi che per comodità o per motivi accidentali, si sono iscritti laddove è più probabile o più facile iscriversi.

In ogni caso, Arcigay sostiene: se non ci fossero i tesseramenti delle saune, Arcigay dovrebbe tirare avanti con poco più di 140.000 Euro (nazionale e provinciali) il che è impensabile.

Effettivamente dai grafici è lampante: Arcigay fa quasi un miracolo a trasofrmare il 10% di incassi in un 40% di ridistribuzione dell’utile netto. Questo è sicuramente una ottima performance da un punto di vista economico.

D’altro canto, dal punto di vista delle finalità sociali e politiche Arcigay lo riconosce: ai Comitati Provinciali vanno poche risorse, il flusso dei finanziamenti è (almeno in parte) squilibrato rispetto agli obiettivi che Arcigay ha rispetto alla valorizzazione delle realtà locali.
In tutto questo, però, Arcigay ci tiene anche a sottolineare che in passato la situazione era ancor più grave, e si sta cercando di migliorarla a favore di Comitati provinciali: franchige sui tesseramenti, flussi secondari dal Nazionale alle sedi Provinciali, recupero di altre fonti di finanziamento, formazione degli operatori.

Infine, giustamente Arcigay sottolinea l’inadeguatezza dei fondi e del numero di volontari rispetto  alle dimensioni dell’organizzazione. “Un’organizzazione che sviluppa il suo operato in ambito politico/culturale/sociale/sanitario su praticamente tutto il territorio nazionale con centinaia di operatori (bravissimi e tanti, ma mai abbastanza tanti) ma ha un giro di soldi parificabile ad un ufficio di 5/6 persone…”

Effettivamente occorre fare i salti mortali per mandare avanti una realtà del genere con così pochi Euro. Chi riesce a non far collassare Arcigay su se stessa è una persona di indubbie qualità.

Come superare, allora, questo empasse? Cosa è più importante? Fare più soldi o avere più volontari? E’ sensato ostinarsi a risanare una situazione cercando di migliorarla o vale la pena ipotizzare una strategia di discontinuità? Se così fosse, Arcigay sarebbe libera di esercitarla o subirebbe i ricatti di una categoria di imprenditori gay?

Spero che con i prossimi post si possa aprire un dibattito aperto. Quantomeno proverò a dare le mie personali argomentazioni. Questa volta, spero, argomentate a sufficienza, o comunque più di quanto non è stato due mesi fa.

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3 Risposte to "Il bilancio di Arcigay – Un’analisi iniziale"

se l’Arcigay si dimostrasse più autorevole, penso che la gente donerebbe più volentieri i propri soldi.
La rendicontazione spesso è molto fumosa e manchevole.
Personalmente non darò un euro all’Arcigay fino a che non sarò sicuro che le cifre di cui faccio dono siano effettivamente spese a servizio della comunità. A quel punto, potrei anche destinare ad Arcigay una parte della mia eredità. Ma nella situazione attuale, significherebbe buttare i miei soldi non si sa dove.

Bell’articolo, spero sia il primo di altri dello stesso tipo. Complimenti a te ed a Paolo Ferigo. Mi pare evidente che per Arcigay il c.d. ‘circuito ricreativo’ a tutt’oggi sia una palla al piede. La mia opinione è che dovrebbe liberarsene, perdendo magari migliaia di iscritti ma recuperando allo stesso tempo autorevolezza.

Sarà per il nome ma concordo con Andrea (o’altro!). Se l’Arcigay “restringesse” il circuito ricreativo avrebbe sicuramente più autorevolezza e sarebbe anche possibile fare un bilancio realistico dell’effettiva aderenza “politica” della comunità GLBT al programma di questa come di altre associazioni.

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