Famiglia Fantasma

I CUS sono contratti. I contratti non danno diritti.

Posted on: dicembre 23, 2007

In seguito ad un mio post sui CUS ho visto dei commenti un po’ confusionari, per cui è necessario fare un po’ di chiarezza (per quanto ci riuscirò) su questo tema.

Prima di tutto: i CUS sono meglio di nulla, ma facciamo attenzione a non venderci i diritti civili per un piatto di lenticchie (o di CusCus). In gioco ci sono i nostri diritti e con essi i diritti di tutti gli italiani. Chi ci vuole vendere i surrogati (vendere è la parola esatta, purtroppo) lo fa non per il nostro vantaggio, ma per il nostro svantaggio.

Il primo punto è che lo Stato deve riconoscere i diritti ai cittadini. Lo dice la costituzione. E’ il senso della democrazia.

Questi CUS non fanno altro che prendere quelle tutele che già esistono e renderle più organiche. Ovvero più facilmente utilizzabili dagli avvocati e dai giudici. Perché se oggi vai da un avvocato, probabilmente non ha la minima idea di come aiutare un omosessuale a tutelarsi. E dà per scontato che non c’è alcun modo, per un omosessuale di vivere meglio.

I CUS sanciscono la possibilità di fare contratti. Ma i contratti non generano mai diritti alle persone. Siate accorti nelle vostre valutazioni.

Annunci

9 Risposte to "I CUS sono contratti. I contratti non danno diritti."

“i contratti non generano mai diritti alle persone”?? ne sei proprio sicuro? il matrimonio civile E’ un contratto! con la sola differenza che viene celebrato di fronte ad un ufficiale di stato. poi basta mettere a confronti i contenuti del Cus con quelli dei Dico e si vede come l’unione solidale, pur tra tanti limiti, assicura più dignità alla coppia. perlomeno non c’è bisogno di una raccomandata con ricevuta di ritorno..e perlomeno si istituisce un SOGGETTO giuridico nuovo: l’unione solidale. altrimenti come mai già fa tremare la Bindi, che parla di incostituzionalità??? Non rapporti privati tra due cittadini, ma un rapporto di coppia riconosciuto tramite adeguata pubblicità(un registro pubblico). Già questo, pur tra tanti limiti, non è una portata storica? poi non me la sento nemmeno di fare processi alle intenzioni a quei pochi, come Salvi e Biondi, che in parlamento hanno a cuore davvero i nostri diritti, non per regalarci surrogati ma proprio per trovare una scorciatoia e al tempo stesso un “varco” per il futuro. come fanno a non essere un trampolino di lancio importante proprio dal punto di vista di una battaglia di ricorsi giuridici? che può però iniziare sin da ora x il matrimonio civile e x la famiglia anagrafica.

Il senso di un contratto è di trovare un accordo tra e parti. Solo con le aziende accade di estendergli i diritti ampliando le posibilità contrattuali che hanno. a con le persone il compito della legge è quello di sancire diritti. Cosa che la legge dei CUS fa molto, ma molto poco.
Questa legge ci concede solamente di risolvere meglio i nostri “contratti” come se un’uinione gay fosse solo pragmatica, economica e materiale.

Portata storica non direi. In alcuni casi i CUS ci diminuiscono dei diritti che abbiamo già (come nel caso dei contratti di affitto).

L’unica portata storica è riuscire a far valere i nostri diritti.

Spero che tu, Angelo, non ti accontenti di un piatto di lenticchie… Certo, è sempre un piatto di lenticchie. E capisco la fame (di diritti) che hai. Io ti sto solo avvisando che sarà molto, molto salato.

Ma non per questo sto dicendo che i CUS sono la fine del mondo. Sono solamente una brutta legge.

L’espressione “i contratti non generano mai diritti alle persone” è innanzitutto scorretta dal punto di vista grammaticale. Semmai si dirà “i contratti non generano mai diritti tra le persone” anche se il verbo corretto da usare è “producono”. L’espressione è giuridicamente errata perchè la conclusione di un contratto tra due individui determina senz’altro la produzione di diritti in capo alle persone che lo hanno concluso. Nel caso di contratto a prestazioni corrispettive, ad esempio, tra i contraenti si produce il “diritto” ad ottenere la prestazione per cui corrispettivamente ci si è impegnati (es.: uno avrà diritto ad un servizio e l’altro, produttore del servizio, al pagamento dello stesso). Quindi i contratti determinano senz’altro la produzione di diritti in capo ai contraenti!
Dire che il “senso di un contratto è di trovare un accordo tra le parti” è una tautologia: il contratto è un accordo tra le parti, un accordo tale per cui ciascuna parte contraente acquista un diritto derivante dall’accordo!
Ora veniamo ai Cus: essi non sono accettabili perchè creano normativamente una discriminazione tra eterosessuali, aventi diritto a concludere un matrimonio, e altre categorie, gli omosessuali, alle quali viene negato in questo modo la possibilità di accedere alle stesse prerogative garantite dal matrimonio agli eterosessuali. Siccome il matrimonio di per se è un accordo contrattuale a tutti gli effetti non si capisce come mai gli eterosessuali ne possano usufruire e gli omosessuali no. I CUS pertanto sono, oltre che una presa per i fondelli, anche di fatto incostituzionali e quindi inaccetabili.
Tutto chiaro? Per avere le idee un pò più chiare suggerisco a tutti un buon manuale di diritto privato e qualche lezione presso una buona facoltà di giurisprudenza. Mi dispiacerebbe molto che gli eterosessuali pensassero, leggendo notizie come questa, che tutti gli omosessuali sono degli ignorantoni pretenziosi che vedono diritti laddove non ci sono. Grazie mille per lo spazio la possibilità di replicare.

Ciao Alina, ti sento un po’ arrabiata.

TI ringrazio per le precisazioni che hai fatto. Sono fondamentali.

Ora io non posso sentirmi responsabile di quello che può pensare un qualcunque eterosessuale (in generale qualunque persona, direi) leggendo queste mie righe. Se qualcuno generalizza pensando che sono tutti degli ignorantoni, riconosco le mie inesattezze, ma l’errore più grande è in chi generalizza.

Le inessattezze che cogli sono vere. Lasciami dire che forzi un po’ il contesto nei quali ho inserito i miei errori. COlgo comunque l’occasione per riformulare in modo più preciso le mie opinioni (leggi bene: opinioni).

I contratti non producono diritti nei confronti del resto degli Italiani al di fuori della coppia. Il matrimonio sì. Questa è l’ingiustizia.
Il matrimonio sarà pure un contratto, ma è rilevante il fatto che lo Stato Italiano riconosca ad esso la capacità di generare dei diritti non impugnabili da terzi. Questa cosa nei CUS non c’è opppure è talmente debole che è una beffa.

I CUS a mio avviso non sono accettabili per tanti motivi. Uno è quello che focalizzi tu. L’latro è che il suo vero scopo è quello di stigmatizzare nero su bianco il non-diritto degli omosessuali italiani, che ora esiste di fatto ma è molto nebuloso.

Ora veniamo a noi due. Sembra che ti sia fatta di me (xse non di tutti gli omosessuali) l’idea che mi piaccia dire cose inesatte per il gusto di blaterale e apparire un esperto che non sono.
La realtà è diversa. Sono un cittadino esasperato per il suo stato di non diritto, che intorno a sè trova mediamente una ignoranza di gran lunga superiore a quella che tu ha giustamente ravveduto nel mio post. Sono un cittadino esasperato che vuole semplicemente sposarsi, ma non può. E allora mi sono rimboccato le maniche. Tempo per studiale legge all’università non ne ho. Mi piacerebbe. Tuttavia mi informo, leggo, mi faccio opinioni, contatto avvocati e alcuni mi rispondono alle domande. Tutto questo mi ha fatto rendere conto che qualcosa da dire ce l’ho. magari non è l’oro colato (e non lo spaccio mai per oro colato). Però è un aiuto per la maggioranza degli italiani che non sono al corrente di tantissime di queste cose.

Sarei contento insomma se, aldilà degli errori che noti, apprezzassi il mio impegno nella sua imperfezione. E magari, oltre alle critiche, sarei onorato di essere aiutato da chi, come te, è molto più competente in materia.

Grazie mille.
Gian Mario Felicetti

Quello che volevo

quanto ai DiCo, si chiamavano Diritti e Doveri… i CUS invece sono Contratti.
La volontà è quella di non riconoscere i diritti, ma di fare in modo che le coppie omosessuali in qualche modo se la cavino. Non sarà un modo giuridicamente esatto di esprimermi, ma mi faccio capire.

Caro Gianmanrio hai il grande pregio di aver scoperchiato una pentola che per quanto mi riguarda tento di scoperchiare da anni ma… non tentare di fare l’indovino e parlare di stati d’animo miei soprattutto nei tuoi confronti. Ho semplicemente rilevato delle inesattezze e te le ho segnalate, ve ne sono altre nelle tue opinioni come pure in molti commenti e quando si parla di diritto le inesattezze costano molto care. Accetta le critiche e trai spunto da esse se servono per migliorare la tua informazione,se posso darti un consiglio. Mettersi sulle difensive è sciocco ed inutile. Non ho un’idea di te ne mi interessa averla, leggo ciò che scrivi e se necessario mi permetto di aggiungere note che potrebbero esserti utili. Noto che ogni volta che ti si fa un appunto senti sempre il bisogno di puntualizzare, credimi nessuno ce l’ha con te. Spero invece ti sia utile il mio punto di vista. Qualora non lo fosse cestinalo pure e passa oltre. Per inciso, non era mia intenzione offendere te o altri. Buona giornata

A proposito di Cus e quant’altro mi permetto di ribadire: creano fattispecie giuridiche in conflitto con l’art. 2 e 3 della Costituzione. Il matrimonio è di per se una specie di contratto a cui tutti i cittadini devono poter accedere, tranne i soggetti indicati nel diritto di famiglia capo III sez. I a partire dall’art. 84 fino al 92 del cod. civile. Tali disposizioni infatti non vietano il matrimonio tra persone dello stesso sesso ne alcuna disposizione a riguardo esiste nel nostro ordinamento giuridico. Creare forme alternative di contratto può e deve valere solo per chi NON VUOLE contrarre matrimonio. Gli omosessuali hanno diritto a contrarre matrimonio come tutti gli altri cittadini dello stato italiano non essendo, per l’appunto, disposto diversamente e non potendo disporsi diversamente. Continuare a vietarlo è illegittimo oltre che illecito ed i Cus non farebbero altro che aggravare la situazione introducendo una discriminazione legittimata dalla legge.

Alina, non mi sembra che tu non sia sulle difensive. In molti post mi adeguo al tono.
Puntualizzo quando vengo chiamato a farlo. Consapevole che affronto temi così complessi che non possono mai essere affrontati con esattezza in un blog. Nel dubbio, preferisco parlare in modo imperfetto che stare zitto. Se poi qualcuno mi fa notare l’imperfezione, puntualizzo, credendo di fare un buon serivizio al lettore interessato.

Tra l’latro non cercavo di indovinare i tuoi stati d’animo. Mi riferivo alla tua ultima frase del primo commento: “Mi dispiacerebbe molto che gli eterosessuali pensassero, leggendo notizie come questa, che tutti gli omosessuali sono degli ignorantoni pretenziosi che vedono diritti laddove non ci sono.”

In ogni caso, il mio invito a fare tesoro delle tue osservazioni era concreto. Per ogni cosa in cui tu voglia collaborare sono veramente a disposizione. Al di là dei toni (che ti ripeto, sono adeguati agli interventi che lo generano) noterai con altrettanta chiarezza che cerco sempre di andare al dunque.
Se oggi o in futuro senti di poter contribuire per rendere questo blog migliore, sei benvenuta.

Perché sia io che te sappiamo leggere aldilà dei “toni” espressi in questi commenti.

Ti voglio quasi bene!

eheh “ti voglio quasi bene” 🙂 mi inserisco nella simpatica discussione chiedendo ad Alina una domanda, data la sua indubbia cultura giuridica più di me e Gianmario messi insieme: per quale motivo i CUS sarebbero incostituzionali??? Ricordo che il contratto di unione solidale non è riservato esclusivamente alle coppie omosessuali ma anche alle coppie di fatto etero. Per rispondere anche a Gianmario non vedo proprio dove i CUS aggraverebbero la cosa, al contrario! i nuovi contratti aprirebbero un varco giuridico tale che una serie di ricorsi spingerebbe anche la Cassazione a fare chiarezza definitiva su quel punto, il che o si richiamerà il parlamento ad estendere il matrimonio ai gay oppure vi si dovrà introdurre un’unione civile equivalente. inoltre non è vero che non valgono nei confronti di terzi, dato che vi sarà una forma di pubblicità, una prima celebrazione. Di qui eredità, case popolari, diritti fiscali e patrimoniali, diritti del lavoro, saranno assicurati. E’ vero che è molto poco dato che vi si richiede un certo numero di anni per accedere a molti di questi, ma non sottovalutiamone nemmeno la portata simbolica e storica. Che dire altrimenti del registro delle unioni civili a Roma? non apporterebbe molto come diritti e doveri delle coppie, ma il suo riconoscimento(bocciato in consiglio ma il prossimo anno sarà pronta una raccolta firme) metterà in seria difficoltà il vaticano, che si accorgerà come la società è davvero cambiata. Gli articoli 2 e 3 della Costituzione sarebbero arricchiti di una ulteriore “formazione sociale” ove si sviluppa la personalità del cittadino, senza togliere nulla al matrimonio, ma anzi ampliando la strada ad una futura piena parità di diritti e doveri tra coppie gay e coppie etero. Sono convinto che questa è la vera intenzione di Salvi e di Biondi, il cui ddl ricordo forse è l’unico che può passare perfino al Senato, data la sua natura “trasversale”(l’uno della Sinistra Arcobaleno, l’altro di Forza Italia). I Dico sono già morti e sepolti. Ricordo che così e solo così, trasversalmente al mondo laico e libertario, passarono altre leggi sui diritti civili, come su divorzio e aborto. E’ una questione di merito, perché sono meglio(o meno peggio) dei Dico, ma anche di enorme opportunità. piatto di lenticchie? no, un cavallo di Troia!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: