Famiglia Fantasma

La Chiesa usa un linguaggio antico che capiscono tutti

Posted on: dicembre 20, 2007

Ci sono delle cose della Chiesa di oggi che proprio non vanno bene. L’ultima espressione di Mr Sgreccia (“Lo stato dovrebbe curare i gay”) è nazistamente pericolosa. Nessuno lo ha bachettato.
Ma anche non riesco a dimenticare le parole del Lexicon, un libro che la Chiesa ha scritto per formare gli educatori cattolici. Sono un compendio di fondamentalismo: questo libro educa all’odio e al disprezzo degli omosessuali, i cui diritti umani dovrebbero essere minori di quelli delle persone normali.
La cosa peggiore è quando questo libro afferma che gli omosessuali vogliono l’adozione per poter stuprare i bambini direttamente all’interno del nido domestico! Lo dicono loro che i preti pedofili li nascondono: anzi gli cercano territori vergini da infestare con la leggerezza dell’impunità!

Ma come è possibile che nel 2000 la Chiesa riesca a proporre un discorso pubblico in termini così abietti, sleali, scorretti, falsificati e dannosi per la società civile? Perché nessuno è efficace nell’evidenziare l’assoluta inconsistenza delle assuznioni e delle tesi della Chiesa?

Uno dei motivi sta nel linguaggio che usa la Chiesa. La Chiesa ha sempre parlato un linguaggio antico, ma sempre all’interno del suo mondo: le cerimonie, le encicliche ecc… Da qualche decennio ha deciso di invertire la timida rotta intrapresa dal Concilio Vaticano Secondo: invece di avvicinarsi al linguaggio moderno, la Chiesa ha deciso di introdurre il suo gergo antico e limitato, nelle espressioni sociali e politiche della società.
Non solo il vocabolario, ma anche la semantica e il simbolismo della chiesa è fermo a centinaia di anni fa. Quando ancora le donne laiche venivano bruciate vive con l’accusa di stregoneria.

Prendiamo il Lexicon: è scritto come sarebbe stato scritto centinaia di anni fa (le parole moderne sono solo state prese in prestito dalla scienza, dalla psicologia). Lo scopo è proprio quello di costruirsi un lessico ed una semantica “altra” cioè alternativa (non “contro”) a quella utilizzata dall’ONU in fatto di diritti umani e dignità della persona.

La Chiesa ha abbassato il tiro: ha agito facendo retrocedere il contesto di partenza dell’arena pubblica ai tempi in cui Galileo rischiava la condanna  a morte. Ed è stata una mossa vincente perché il suo linguaggio antico è tutt’altro che morto: lo studiamo per anni e anni, nessuno di noi sente estraneo totalmente questo modo di parlare. Tanti ne sono abituati dalla messa. Altri lo imparano dai testi scolastici e universitari. Fatto sta che tutti sentiamo parlare il Papa e i Vescovi con parole tipicamente usate dal tempo degli inquisitori fino a Hitler: ma nessuno considera queste parole inadeguate, incomprensibili o ridicole. Tutti siamo in grado di codificarle, e così facendo, facciamo il gioco della Chiesa.

Questo è il motivo per cui oggi la Chiesa può dire cose impensabili per una persona al passo con i tempi. Perché tutti noi capiamo fin troppo bene il linguaggio di altri tempi, mentre siamo troppo estranei al messaggio della scienza e della libertà civile.

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1 Response to "La Chiesa usa un linguaggio antico che capiscono tutti"

Pasolini l’aveva già detto, e basta guardare com’è finito per capire che la sua omofilia non c’entra niente con i motivi della sua crudele esecuzione. Pierpaolo manca a me come a tutti quelli che vivono di verità e libertà, e non di sterile affermazione egoistica delle proprie libertà private.

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