Famiglia Fantasma

Boicot Made in Italy

Posted on: dicembre 20, 2007

La Chiesa è una piovra omofoba. Brama ogni singolo angolo...I blog pullulano di sdegno e rabbia contro la sinistra e il Partito Democratico. Per i loro trucchetti vili che usano, i cavilli vergognosi ed infimi. Per la mancanza di coraggio. Per la subalternità ai ricatti della Chiesa.

Noi ci sentiamo impotenti. Pensiamo sempre: “All’estero i gay sono liberi, hanno dignità e una voce che nella società ha la sua giusta rilevanza”. Allora sfruttiamola questa carta in più che gay, lesbiche e transessuali hanno all’estero.

Ma come facciamo? Spiegando alla gente la nuda verità. Così capiranno che i mali italiani riguardano anche loro. Perché? Perché la Chiesa è come una piovra, che brama di mettere i suoi tentacoli ovunque, anche nei posti più impensabili e lontani da Roma. E’ dall’Italia che si alimentano le lobby omofobe che, attraverso la distribuzione capillare che ha la Chiesa nel territorio Europeo, possono raggiungere ogni angolo dell’UE, corrompendolo e degradandolo.

Andiamo per passi. I nostri politici sono succubi della Chiesa. Sono dei venduti, sleali e pericolosi. Non ci si può fidare di loro. Tradiscono la fiducia più innocente (vedi la compiacenza con i preti pedofili) per un po’ di potere. Ma il legame e la subalternità dello Stato Italiano alla Chiesa non è solo questione politica. E’ anche, e soprattutto questione economica.
Prova ne è la corruzione morale di Rutelli che si è venduto i valori civili che possedeva un tempo per fare affari con il Vaticano attraverso il ministero del Turismo (sotto Rutelli/Ratzinger il volume del turismo religioso si è moltiplicato!).
Prova ne è il fatto che l’8% va forzatamente alla Chiesa,
che la Chiesa non paga l’ICI,
che gli insegnanti di religione sono nominati dal Vescovo della Diocesi e sono passati di ruolo lasciando gli altri professori (quelli veri) in una attesa ancora più lunga.

La chiesa che fa morire milioni di persone di AIDS...Sostenere economicamente l’Italia significa aiutare la Chiesa. La Chiesa che vuole far curare gli omosessuali. Che nega loro la dignità e la dimensione sociale non solo degli affetti, ma della stessa identità. Che nasconde coloro che stuprano e molestano i bambini. La chiesa che è contraria ai Diritti dell’Uomo, almeno così come li intende l’ONU.

Perciò, cari amici europei, state attenti:
Quando comprate l’olio di oliva, aumentate l’omofobia nel vostro paese!
Quando comprate un vestito di Armani, aumentate l’Omofobia del vostro paese (tanto più che Armani non proferisce parola a favore dei diritti GLBT).
Quando comprate qualsiasi cosa che è stato prodotto in Italia, state dando dei soldi alla Chiesa. Quella Chiesa che, se potesse, vi toglierebbe la famiglia, il matrimonio, la dignità. Quella chiesa che non vi farebbe usare la fecondazione assistita. Quella Chiesa che usa le stesse parole che un tempo usava Hitler. Le stesse!

L’idea è chiara: invitiamo a boicottare il Made in Italy. Non per affossare la nostra economia, quanto per alimentare un consumo civilmente sostenibile: non omofobo. I consumatori possono pretendere che chi produce sia impegnato civilmente. Può farlo soprattutto se questo comporta un rischio concreto per la propria serenità. 

L’idea vi piace? Voi inviereste una mail ai vostri amici (gay e etero) all’estero? Mi aiutereste a contattare associazioni estere? Il parlamento Europeo? I partiti all’estero (socialisti, radicali…)? Se la risposta è sì, lasciate un commento. Lasciate idee, contatti, link con informazioni certe (e magari in inglese) da girare ai nostri amici Europei. Numeri che parlano chiaro e che possono essere provati.

La cosa più bella sarebbe che il tutto si attivasse con il solo passaparola. Per la voglia che la gente di salvarsi il culo e di far capire alla gente che siamo in una situazione in cui nessuno può tirarsi indietro o chiudere gli occhi. O si sta contro gli omofobi, o si sta dalla loro parte. La neutralità, in Italia, non esiste più.

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1 Response to "Boicot Made in Italy"

Ottima idea, Gian Mario.

Come probabilmente già saprai, la HRC Foundation, anche quest’anno, ha redatto un utilissimo documento volto a rendere noti i provvedimenti messi in atto dalle più grandi aziende (divise per settore) nei confronti dei dipendenti LGBT (http://www.hrc.org/buyersguide/HRC_Buying_for_Equality_2008.pdf), in modo che i consumatori che hanno a cuore la “equality” possano regolarsi di conseguenza.

So che è impossibile fare una cosa del genere qui, senza mezzi adeguati e senza un’organizzazione interessata e influente come supporto… però, se cominciassimo ad individuare nominalmente qualche azienda intollerante/menefreghista, non sarebbe male!
Che ne so… Armani, D&G e Valentino sembrano un buon punto di partenza.
Ci sarà la possibilità di contattare e rivolgere qualche domanda ad un ufficio stampa, o a qualche responsabile di qualunque livello, etc…

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