Famiglia Fantasma

Preti pedofili? Una volta rapivano i bimbi – Il caso di Edgardo Mortara

Posted on: dicembre 6, 2007

I preti pedofili tornano a far parlare di sé. La scorsa settimana a nome di Marco Baresi: vicedirettore del seminario giovanile (!) di Brescia, è accusato da un ragazzo che credeva di avere la vocazione, ma, a suo dire, è stato violentato. Marco Baresi nega tutto, intanto nel suo PC ci sono 50 immagini pedofile. Ovviamente, manco a dirlo, è già stato scarcerato. Per maggiori informazioni Don Marco Baresi: 339/4216162 – marco.baresi@tiscali.it

Bimbo rapito dal Pio IX, papa re e santoD’altronde, non stupiamoci se i nostri preti violentano i bambini. Un secolo fa li rapivano impunemente, se erano di famiglie non cattoliche.
Bastava che una persona dicesse di averlo battezzato (non era nemmeno necessario provarlo) che l’Inquisizione arrivava da Roma e strappava il figlio dall’amore dei genitori.
Ho letto di un caso che a suo tempo fece scalpore: Edgardo Mortara subì questo trattamento nel 1858, e il caso destò un certo scalpore in tutto il mondo. Il libro cercava di dimostrare il non rispetto di ogni educazione religiosa (anche moderata) nei confronti dei bambini. A me, però ha colpito questo stralcio di un giornale cattolico statunitense dell’epoca.
Secondo l’autore di queste righe, era impensabile che un governo Cristiano “lasciasse educare un bambino Cristiano ad un ebreo”, invocando il principio di libertà religiosa. Per la precisione “la libertà di un bambino di essere cristiano e di non venir costretto con la forza ad essere ebreo”.

Tutto ciò mi colpisce non per la ipocrisia con cui difende la Chiesa da un crimine atroce (rapimento di bambino), ma per l’attualità delle sue espressioni. Infatti l’articolo continua come se fosse scritto da Buttiglione, Ecco come li hanno ridotti, dopo 20 anni di separazioneGiovanardi o la Binetti: “Nonostante il feroce fanatismo dei miscredenti  dei bigotti, “ il rapimento del bambino “è il più magnanimo gesto di moralità che il mondo abbia visto da secoli”.

Leggo queste righe e mi torna in mente il mio figlio non concepito.
Questo bambino che non esiste in virtù del suo diritto di avere una mamma femmina e un papà maschio che l’hanno generato copulando.

Mi viene in mente il mio “fanatismo” di voler essere padre “a tutti i costi”.

Mi viene in mente l’alta moralità della cultura delle vita che in realtà è la cultura della non nascita.

Mi viene in mente il principio di “libertà dei Cattolici” che loro confondono con la bramosia di imporre per legge le loro credenze a tutti i cittadini. 

E così, nella nostra Italia, i bambini che un tempo venivano rapiti dai preti, oggi vengono violentati. E noi non ce ne accorgiamo abbastanza, aiutati dal silenzio e a volte dalla complicità (ben dissimulata) dello stato  dei media.

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