Famiglia Fantasma

Un morbido anatema (e una maledizione empatica)

Posted on: dicembre 4, 2007

Certo, sto bene... ok, non posso sposarmi... vorrei dei figli, ma mi fanno sentire un cane soo a desiderarli... ma sto bene!In un post precedente, ho cercato di spiegare perché credo che quando si subisce violenza, se si può, è doveroso reagire.
Chi, pur potendo, non reagisce alla violenza e ai sorpusi, paradossalmente mina la pacifica convivenza poco meno dei propri aguzzini/aspiranti fondamentalisti.

In questo,noi gay (mi riferiso soprattutto ai maschi gay italiani) dovremmo un po’ imparare dagli errori di chi non si ribellò ad Hitler e dalla rabbia delle donne.

Per quanto mi riguarda, ho deciso di smetterla di essere ossequioso contro chi mi fa del male e rende la mia vita concretamente peggiore di quella che potrebbe essere.
Ci tengo a dirlo, perché in un mio precedente post ho scritto che auguravo a Casini tutta la felicità per il suo matrimonio. Con il passare dei giorni, però, ci ho pensato bene.

Non è assolutamente vero. Anzi è totalmente falso!
L’ho scritto in buona fede, per senso di correttezza, per paura di aizzare un odio inutile e dannoso, per non sembrare intollerante: perché so che i miei lettori mi vogliono mite, forse mite a tutti i costi.
Anatema su i te, Casini! Morbido, ma pur sempre anatema...Ma ora sono pentito. Devo dire la verità. E per farlo senza essere profondamente ingiusto, mi sono armato di vocabolario dei sinonimi e contrari, e ho cercato tutte quelle parole che indicano pensieri “negativi” ma che allo stesso tempo non facciano del male alle persone cui sono direte.

Ecco dunque il mio anatema:
Auguro a Casini ogni noia, seccatura, preoccupazione, dispiacere, scomodità, imbarazzo, pentimento,  rimorso e rimpianto per essersi risposato in comune. Questo morbido anatema – tuttavia molto liberatorio – mi nasce dal cuore e durerà finché non sarò anche io libero sposo PROPRIO COME LUI, in una Italia libera e laica.

Auguro la stessa cosa a Berlusconi, a Fini, alla Binetti ecc…

A Veltroni, invece, trasformo in maledizione la sua sbandierata empatia: “I vostri diritti sono i miei diritti” pare aver detto. Allora io dico a Walter: “Il mio non diritto sia il tuo.” E solo quando cederai allo sfinimento di essere senza la famiglia (che meriti), senza più i figli (che meriti), allora capirai quanto la tua ipocrisia sia dannosa per la vita delle persone.

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3 Risposte to "Un morbido anatema (e una maledizione empatica)"

Azz… Avvelenato stamattina! 😉
Però hai pienamente ragione. Sono della tua medesima affermazione Gian Mario, complimenti!

Forse sì, ma ho cercato le parole adatte.
Tra l’altro estendo il mio anatema a Massimo D’Alema, che sente “il FASCINO della religione”, secondo il quale il matrimonio gay è contro la costituzione (e ciò è falso, e lui lo sa, traditore!) e contro la religione degli italiani. A questo punto se ne vada in vaticano a fare il politico. Cosa ci fa ancora in Italia? Chi lo vuole?

I parlamentari, cr. l’effettivo nucleo familiare, vantano più possibilità del comune cittadino etero o omosessuale che sia (es: i PAX esistono da tempo per loro e gli annullamenti della Sacra Rota sono ufficiosamente sempre applicabili)
dunque mi aggiungo anche io:
AUGURO A TUTTI LORO LA FORFORA PRURIGINOSA E LE BOLLE AI PIEDI
…fino a che non riconosceranno i diritti di tutti noi cittadini e si impegneranno per una vera democrazia, laica e onesta!
^_^

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