Famiglia Fantasma

UNA CHIAVE DI LETTURA STRATEGICA DELL’OMOFOBIA POLITICA

Posted on: novembre 3, 2007

In Italia stanno accadendo cose pericolose:
La regione lombardia non ci dà servizi sociali se qualcuno mette in dubbio la nostra sana sessualità.
Se una iniziativa culturale non nasconde la propria identità gay, viene svantaggiata e addirittura osteggiata.
Non si riconosce la realtà famigliare delle famiglie omosessuali.
Si dice che siano malati.
Al massimo della barbarie, non si riconoscono i diritti dei bambini se sono figli di coppie omosessuali.
E se un omosessuale si ammala gravemente, è costretto a non vedere la persona che amma proprio nel momento in cui ne ha maggiore bisogno.
Pura barbarie.

Come è possibile che si sia arrivati a tutto questo?Tutto questo mette confusione e sconcerto. Sembra di non poter capire dove si va a finire, ma soprattutto da dove provenga tanto odio, come sia potuto nascere, considerando che intorno a noi abbiamo un contesto che va, in massa, nella direzione opposta. Perché proprio l’Italia è l’unico stato europeo che va controcorrente?

Ho cercato di rifletterci su e penso di aver individuato un fil rouge, che unisce tutti questi atteggiamenti che solo all’apprenza sembrano casuali, schizofrenici, laterali e non strutturati.

Ho riflettuto su come i vari stati europei sono arrivati ad avere il riconoscimento delle unioni civili e del diritto al matrmionio. In ogni stato tutto è avvenuto attraverso la focalizzazione di qualche dirito fondamentali. In Italia ciascuno di queste “leve” sociali è messa pericolosamente in dubbio (il pericolo è per la democrazia in generale):
 – il diritto all’assitenza sociale
 – a fare visita al malato
 – il diritto del bambino ad avere due genitori – anche se il secondo non è genetico –
 – il diritto all’espressione culturale
 – il diritto all’identità sociale
 – il diritto ad avere il sostegno delle istituzioni

Tutto uesto non è una coincidenza. Sembra piuttosto frutto di una sorta di “osservatorio europeo omofobo” portato avanti da una organizzazione diffusa nel territorio e capillarizzata nella realtà politica locale e nazionale dei vari stati. Le uniche istituzioni che corrispondono a queste caratteristiche sono la mafia e la Chiesa: grandi fratelli istituzionali presenti ovunque e ovunque amministratori storici di potere. Ma la mafia, si sa, non si interessa tanto dei gay. Per adesso.

La Chiesa, un Grande Fratello Istituzionale Europeo, per costruire una avanguardia reazionaria in ItaliaAl  contrario la Chiesa, lo sappiamo, ha cercato inutilmente di opporsi, in ogni stato europeo, al riconoscimento dei diritti civili dei cittadini. Ha fallito sempre. Ma ha trasformato ogni fallimento in una strategia vincente: ha fatto tesoro dei fallimenti e ha convogliato tutte le conoscenze acquisiste nel quartier generale romano per costituire la più potente avanguardia reazionaria in Italia. 

Facciamo questa metafora: se il muro dei pregiudizi è una diga sotto pressione, in ogni stato Europeo, è stata aperta una fessura, un breccia a partire dalla quale ha ceduto tutta la diga. In Italia tutte quelle brecce sono state individuate dalla Chiesa anzitempo (prima di Arcigay o Mario Mieli, ad esempio) e così, ciò che all’estero è stato efficace, qui in Italia è stato efficacemente e programmaticamente neutralizzato: le falle sono state tappate, le fessure riparate e ormai difficili da riaprire. Infatti quelle zone sono diventate sensibili e sottoposte all’attenzione costante di tutte le forze conservatrici e clericali, sinitra compresa.

Se le cose stanno veramente così, noi italiani ripetiamo ogni giorno lo stesso errore. Ogni volta che esce fuori una notizia aberrante dalle nostre cronache politiche, pensiamo che si tratti di stupide affermazioni, di fatti isolati. Invece ci sfugge sempre la programmaticità della cosa.
Non siamo capaci di vedere la trama e l’ordito che sono sotto tutto questo.
E sopratutto non capiamo che chi ci è avverso, è dieci passi avanti a noi. Sa dove vuole andare. O per lo meno, sa dove sicuramente non perderà.
Che è proprio dove le nostre associazioni continuano inutilmente a puntare e a sbattere la testa: i diritti degli ammalati, il riconoscimento delle famiglie e tutti questi minestroni che ormai in Italia sono andati a male.

C’è bisogno di qualcosa di nuovo. C’è bisogno di strategie innovative.
Non possiamo copiare quello che è accaduto in Europa, perché qui in Italia ci hanno già tagliato tutti i ponti.

Le nuove idee sono un ombrello che ci ripara dalla pioggia, facendoci vedere il sereno sopra le nuvole...Ma, lo sapete: non sono un nichilista. E se dico che qualcosa non va è perché almeno provo a dare delle alternative concrete. Non è tutto perduto, insomma.

Infatti la Chiesa Cattolica ha bene in mente quello che non sarà il campo di battaglia della sconfitta. Ma di certo non sa come vincere. Per dirla tutta, la battaglia della Chiesa, per quanto strategicamente avvantaggiata, è e rimane una battaglia persa in partenza. Lunga quanto si vuole, ma già persa. La diga sta per crollare. E’ che ancora non abbiamo chiaro in mente come. Anche perché le associazioni continuano a picchiare la testa contro le classiche argomentazioni che in italia, lo ripeto, sono state preventivamente neutralizzate: diritti dei malati, diritti dei conviventi ecc… ecc…

Intanto riflettete su questo. Domani vi dirò quali potrebbero essere due possibili strategie alternative.

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1 Response to "UNA CHIAVE DI LETTURA STRATEGICA DELL’OMOFOBIA POLITICA"

Punto di vista interessante 😉

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