Famiglia Fantasma

MATRIMONIO: UNA LINGUA CHE CAPISCONO TUTTI

Posted on: ottobre 23, 2007

C’è, infine, un altro motivo per cui credo che l’obiettivo del matrimonio non è poi così lontano.

Se uno dice al mondo “Io sono gay” (fa benissimo a farlo, io sono il primo), tanta gente non lo capisce.

Se uno dice: “Rivendico i miei diritti civili” la gente ha ancora paura del fascismo, e pensa che sarebbe meglio starsene tutti buoni a casa e non fiatare. Tirare a campare.

Se invece io dico “Voglio sposarmi” mi capiscono quasi tutti. La gente può non essere d’accrodo. Ma parliamo la stessa lingua. Sanno di cosa sto parlando.
Quindi, una comunicazione portata avanti in questo modo è efficace.
Ecco perché questo blog ha un suo senso proprio nella misura in cui riesce a catalizzare quei gay che hanno bene chiaro in mente un obiettivo: sposarsi.

E con loro, tutti quelli che sono pronti di dargli una mano. Uno dei commenti al post “Cosa fareste voi” mi ha fatto molto pensare. Effettivamente gli omosessuali che vogliono sposarsi si sentono dispersi in questo marasma di associazioni GLBT che hanno una forte connotazione sociopolitica e che per questo non rispondono agevolmente alle esigenze concrete delle persone… Ad esempio: se una persona vuole veramente sposarsi, non ottiene un vero giovamento dalle dichiarazioni di principio e dalle rivendicazioni di piazza (entrambe importanti e doverose). Non ottiene giovamente se ogni iniziativa viene resa mediatica e perde quella dimensione personale e umana e propositiva, così importante per chi vuole costituire una famiglia.

Procurarsi una serenità di vita... anche se siamo ancora piccoli e indifesi qualcosa si può già fareQueste persone, Italiani Gay e Leisbiche che Vogliono Sposarsi, hanno bisogno quanto meno di fare gruppo, guardarsi negli occhi e dirsi: cosa vogliamo fare? Come raggiungiamo il nostro obiettivo? Senza per questo – dio ce ne liberi e scampi – creare una associazione. Quelle che già abbiamo fanno un ottimo lavoro e sono nostre amiche e lavorano tanto per noi. Solamente, abbiamo bisogno quanto meno di non sentirci soli e unici, rari unicorni rosa. E vedere dove si può arrivare, insieme agli altri. Come gay, ma sopratutto come cittadini e come famiglie. E, per come la vedo io, così come non esiste la famiglia naturale, non esiste la famiglia omosessuale. Esiste la famiglia e basta.

Ma cosa si potrebbe fare? Sono convinto che il primo passo è quello di procurarsi una certa stabilità di vita, per quello che la legge permette. Tutelarsi con il diritto privato. E nei prossimi post, vi spiegherò, passo dopo passo, come si può fare. Intanto, inizio a spargere la voce ai professionisti che potrebbero aiutarci. Portate pazienza fino a domani…

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3 Risposte to "MATRIMONIO: UNA LINGUA CHE CAPISCONO TUTTI"

Ma perché questa fobia dell’associazione? Forse perché pensi a qualcosa di molto burocratico, ad una struttura di potere… ma un gruppo, il più impossibile informale, che si appoggi a tutte le associazioni già esistenti che siano disposte ad offrire uno spazio MANTENENDO LA PROPRIA INDIPENDENZA!
Altrimenti rischierebbe di venire strumentalizzato nelle sordide lotte intestine al movimento LGBT, che sono il principale ostacolo ad un efficiente lavoro di lobbying.
Pensiamo solo se esistesse una lobby gay disposta a spostare qualche migliaio di voti da sinistra a destra, in cambio di una legge sulle unioni civili. Pensi davvero che la destra rifiuterebbe in nome dei “valori cristiani”? Ci darebbe magari una brutta legge, obietterai tu.
Ma la sinistra ci offre forse di meglio? E’ tutta questione di potere contrattuale. Finché continueremo a stare a ricasco di “associazioni LGBT” che in realtà sono imprese commerciali che prendono soldi dai partiti di sinistra, il nostro potere contrattuale sarà 0. La Sinistra darà per scontato il nostro appoggio, la Destra ci schiferà.
Se un’associazione LGBT veramente indipendente offrisse qualche migliaio di voti tradizionalmente di sinistra alla destra per riforme “liberali”, pensi davvero che sarebbe rifiutata? E’ quello che dovrebbe fare l’Arcigay, se non fosse finanziariamente compromessa con gli ex (?) comunisti.

Ciao Lorenzo,
difficile rispondere per iscritto, esprimere opinioni in modo coerente.
Se dovessi riassumere tutto semplicisticamente in una massima, direi che a mio parere una associazione in più, adesso, no aiuta niente e nessuno.
Destra, sinistra e partitini non mi interessano. Ho solo un obiettivo, molto personale.
Credo che con le associazioni – piene di diffetti, è vero, ma che occupano una posizione strategica che nessuno gli può togliere – possono costituire una importante sinergia con gli omosessuali che si vogliono sposare.
Tu hai colo nel segno, nell’individuare una esigenza importante: se un omosessuale si vuole sposare, se si identifica genericamente con il mondo GLBT, non otterrà mai quello che cerca. Deve capire invece che la sua identità la ritrova cercando gli altri che vogliono sposarsi ma non possono.
Se si capisce questo, si smette di “lamentarsi” della inefficacia delle associazioni. Infatti mi sono chiesto: quanti in Arcigay o Mario Mieli dsiderano veramente sposarsi? Pochi. La maggiorparte non glie ne importa niente. Considerano il matrimonio una rivendicazione politica, non un progetto di vita.
Dunque: è più che ovvio che loro non fanno ciò che persone come me o te desiderano.
In tutto questo una cosa mi è chiara: se io desidero sposarmi, allora mi butto nella mischia, vedo quello che posso fare e ogni sinergia con queste associazioni ben venga.
La mia prola d’ordine è partire dal piccolo, anche perché sono convinto che il diritto al matrimonio si raggiunge con l’iniziativa dei singoli cittadini, non con le associazioni.

Arcigay e compagnia bella hanno altre priorità, è evidente. Ma non credo che possono metterci i bastoni tra le ruote. Anzi, sono convinto che possono aiutarci e molto.

Intanto ti ripeto il consiglio: prova ad iscriverti al gruppo, ed iniziamo a vedere cosa si può fare.

Provo a dirlo in un altro modo: una associazione per le famiglie di fatto esiste già, è la Linfa, ex Liff.
Sinceramente al momento non mi ci vedo a mettere su una nuova associazione: gestione del territorio, statuto, regolamento, bla bla bla…
Le persone omosessuali che vogliono sposarsi in italia sono poche, pochissime. Ma hanno in mano la chiave per raggiungere il loro obiettivo. Sono convinti e ci vedono chiaro. NOn si perdono in chiacchiere.
Ecco perché un gruppo informale.
Le associazioni sono l’ultimo dei miei problemi. La politica poi… chi non è contro di noi, è per noi.

Per questo ho pensato: provo ad iniziare con un gruppo informale, poi si vede cosa succede. Magari alla fine si scopre che hai ragione tu. Ma forse vale la pena iniziare guardandoci in faccia: chi sono quelli che vogliono veramente sposarsi? Cosa possono fare?

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