Famiglia Fantasma

Partito democratico: decidi tu… se non sei gay

Posted on: ottobre 13, 2007

Ma che credi di decidere? Povera illusa... Mangia la frutta, mangia...Quattordici Ottobre, giorno delle primarie del partito democratico.

I cartelloni delle primarie pubblicizzano facce di giovani che dicono “Sono democratico. Decido io.” A parte che sembra la pubblicità di un partito anarchico. Ma oltretutto qui a decidere sembrano essere tutti tranne gli omosessuali. 
Mi permetto solo di ribadire un concetto che esprimo spesso nel mio blog: la società civile nel mondo sta evolvendo. E’ un periodo epocale. Se perdiamo il treno, sarà peggio per tutti. Se non ci sarà democrazia piena per gay e lesbiche, la perderà l’Italia intera. Non è possibile pensare di continuare a vivere come nel passato. O facciamo come fanno negli altri stati europei. O dovremo regredire tutti, a prescindere dalle nostre preferenze sessuali.

Detto questo, vorrei farvi sapere che la redazione di GayToday ha posto delle domande specifiche sui temi della comunità GLBT ai candidati alle primarie.
Qui potete leggere le risposte dei candidati alle primarie: la risposta di Adinolfi, di Gawronski, di Letta e di Veltroni.
Un riassunto da parte della redazione di gayToday toglie ogni dubbio all’interpretazione delle loro parole:

I quesiti, chiari e diretti, hanno ricevuto risposte non solo lontane dalle istanze e dalle richieste della comunità GLBT, ma articolate con preoccupante vaghezza e approssimazione.
Nonostante i molti solleciti della redazione, Rosy Bindi non ha fatto pervenire risposte, risultando così l’unica candidata che in questa campagna elettorale non ha avuto alcun confronto con la comunità GLBT.
Walter Veltroni, ha ritenuto esaustive le indirizzate al coordinamento GayLeft dalle pagine de L’Unità – seguite alle imbarazzanti affermazioni del suo comitato elettorale che parlavano di “rispetto e feste per i gay”. Le domande poste erano molto più circostanziate e dirette, nate dalla Rete e non da un interlocutore “interno” come i rappresentanti di GayLeft; a tal proposito quella del sindaco di Roma è chiaramente una non-risposta.
Enrico Letta, vago sull’omofobia, si dice contrario a matrimonio omosessuale e adozioni, così come PierGiorgio Gawronski si richiama a una non meglio definita “prudenza” e a un’ambigua “precauzione” in tema di omogenitorialità e fecondazione assistita.
Mario Adinolfi, il primo a rispondere, per il matrimonio fa appello a un improbabile referendum interno, dimenticandosi, ancora una volta, di esprimere la sua posizione.

Riassumendo:
 – posizioni vaghe per quanto riguarda la lotta all’omofobia
 – i Dico presentati come massimo riconoscimento cui una coppia omosessuale può aspirare; 
 – omogenitorialità negata in ogni sua forma e nessun cenno di aver compreso che questa è già una realtà;
 – legge sulla fecondazione assistita da non ritoccare o quasi;
 – vaghe speranze per i transessuali sul cambiamento dei dati anagrafici, anche senza ricorso all’operazione di cambio sesso.

L’atteggiamento complessivo di indifferenza, a volte ostilità e, come si evince dalle risposte, scarso approfondimento dei problemi, ci delude e ci amareggia profondamente, lasciando poche speranze sulle reali possibilità del nuovo partito di rispondere alle esigenze di una comunità che probabilmente cercherà altri referenti politici.

Su diritti civili, laicità, libertà, autodeterminazione e protezione per le persone GLBT e per le donne, il Partito Democratico sembra esprimere posizioni di gran lunga più conservatrici di tutti i principali partiti socialdemocratici e liberali europei, almeno stando alle affermazioni dei candidati in lizza per la segreteria.
Una collocazione che fa presagire le difficoltà e criticità di gestione futura del partito e le difficoltà di fornire un progetto in grado di rispondere alle sfide del prossimo futuro e a riavvicinare la politica al sentire di cittadini e cittadine.

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1 Response to "Partito democratico: decidi tu… se non sei gay"

Caro amico, anche il tuo post riassume una complessiva sfiducia che serpeggia nel movimento LGBT (tranne in quei pochi, scaltri che cercano di far carriera sostenendo di rappresentare il movimento mentre rappresentano grosso modo se stessi).
Io credo che, se Arcigay non fosse la struttura asservita ai DS e in futuro al Pd che ancora oggi è, bisognerebbe cominciare a pensare a livello nazionale ad un partito delle donne e delle persone LGBT di orientamento liberaldemocratico, pronto a trattare a sinistra ma anche a destra per avere l’accesso al matrimonio civile per le coppie omosessuali, certamente, ma anche adozioni più semplici, divorzio breve, introduzione dell’informazione sessuale nelle scuole, politiche di genere efficaci (a cominciare dalle quote). Tu che ne dici?

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