Famiglia Fantasma

Lo Sposo Cadavere

Posted on: ottobre 8, 2007

Il matrimonio come lo vogliono i nostri politici è una cosa più per i morti che per i viviQuanto accaduto con il caso D’Auria è la prova che il problema delle unioni civili riguarda tutti gli Italiani, non solo gli omosessuali. E’ la prova che la bandiera gay che sventolo in questo blog ha un senso profondo.

Da tempo lamento che in Italia si sposano tutti, ma proprio tutti, tranne gli omosessuali: papponi, schiavisti, stupratori, assassini, torturatori, mercenari, le persone più violente, meschine e cattive.
Ma adesso, addirittura in Italia si sposano anche i “quasi morti”. Questo è veramente troppo.

Premetto che la signora D’Auria ha fatto benissimo e celebrare le nozze. Nelle sue condizioni avrei fatto la stessa identica cosa e non avrei avuto il minimo dubbio nel farlo. Simbolicamente mi unisco alla sua condizione di dolore.

Non di meno, non posso esimermi dal considerare la situazione paradossale: il matrimonio come voluto e imposto dai nostri politici è una cosa buona più per i morti che per i vivi. Se non basta a dimostrarlo il basso tasso di Natalità, ecco comparire deus ex amchina l’articulo mortis
Il mio personalissimo giudizio dà la completa responsabilità di questo straziante spettacolo alla classe politica italiana, inadempiente  e colpevole.
Colpevole di avere umiliato prima di tutto la signora d’Auria, costringendola a sposare un “quasi morto”.
Colpevole di avere umiliato tutti gli Italiani, perché non solo è dovuto ricorrere ad un escamotage per farsi garante della dignità dei cittadini. Ma questo escamotage ha dovuto farselo dare in prestito dallo stato più antidemocratico presente in Europa: Città del Vaticano.
Colpevole perché in questa farsa giuridica dell’articulus mortis, l’unico vero morto è stato il diritto e la dignità dei cittadini italiani. La nostra democrazia è sullo stesso letto di morte del soldato D’Auria. Ma nessuno la sposerà.

Una rosa rossaEcco perché pubblico volentieri uno stralcio della lettera di Adele Parrillo sul caso D’Auria.

“Sul caso D’Auria, in questi giorni su tutti i quotidiani, non voglio fare polemiche. Sono felice che si sia trovata la creativa soluzione del matrimonio “in articulo mortis” per assicurare una pensione alla compagna. Quello che mi umilia è il fatto che il nostro governo ha riconosciuto validità giuridica a una norma del codice canonico per ottenere quello che, in uno Stato di diritto basato sulla laicità, si dovrebbe ottenere attraverso una legge come quella dei Dico o simili, in vigore ormai in tutta Europa, che il governo continua a rimandare.
A me invece, compagna di fatto di Stefano Rolla ucciso a Nassiriya con i carabinieri dell’MSU, non sono bastati i sei anni di convivenza, non è bastato che ci fossero state pubblicazioni di matrimonio, rimandato poi per problemi contingenti, non è bastato che fossi in cura per avere un figlio e che ci fossero (e ci sono ancora) in una clinica di Roma cinque embrioni congelati che stavano per essermi impiantati, non sono bastati gli atti notori di convivenza a testimonianza della famiglia di Stefano, nelle persone dei fratelli.
Non è bastato tutto questo per fare di me una donna con un minimo di diritti, nemmeno quello di partecipare ai funerali. Perché io non ho diritto a niente? Avrò mai risposta a queste mie domande?”

Quando penso alla signora Parrillo e alla Signora D’Auria, come osservatore esterno provo le stesse negative emozioni. Sebbene una sia riuscita ad ottenere dei diritti per lei e i propri figli e l’altra no, entrambe sono state umiliate nel loro tentativo eroico di raggiungerli. Sono entrambe vittima dell’arretratezza della politica Italiane e involontarie portavoci del malessere di migliaia o forse dovrei dire milioni di persone. Tante.

Io spero tanto di non fare la loro fine.
Spero di fare in tempo, nella mia breve esistenza, a sposare il mio uomo in “Articulo Vitae”. Per questo vi chiedo, per chi non l’avesse già fatto di sottoscrivere la petizione per il matrimonio tra me e Riccardo. E di diffondere la voce.

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3 Risposte to "Lo Sposo Cadavere"

sono pienamente d’accordo

Forza! Non è detto che ci si riesca entro breve, ma è essenziale lottare per far valere i propri diritti, continuare, insistere e sempre a testa alta. SIAMO TUTTI CON TE!

I diritti civili delle persone non si discutono, si difendono e si instituiscono se non ci sono ancora, a prescindere dall’orientamento sessuale di chi ne deve beneficiare. Occorrerà molto tempo purtroppo ma ognuno di noi può fare la sua parte.

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