Famiglia Fantasma

Alza la cornetta… il comune di Firenze ti aspetta!

Posted on: settembre 5, 2007

O santa pupa di coccia! Questo vuole sposarsi con un uomo? E adesso che facciamo!Siamo arrivati alla terza (e per il momento ultima) telefonata.
Ho voluto finire dove tutto ha avuto inizio, ovvero nella città di Firenze, in cui Matteo Pegoraro e Francesco Piomboni, primi in Italia, hanno richiesto la pubblicazione degli atti di Matrimonio presso il loro comune di residenza. Dedico a loro questo post.

Questa telefonata non ha filtri, né modificazioni di sorta.
Per due motivi:
1) mascherare le voci, se da una parte è segno di rispetto per l’interlocutore, dall’altra può far sembrare che ci sia qualcosa da nascondere.
2) A Firenze erano già preparari a domande come queste, e sicuramente la mia telefonata non ha creato nessuna sorpresa né turbamento.

Non a caso questo è stato l’unico ufficio per il quale non ho dovuto parlare direttamente con l’Ufficiale: anche gli impiegati, lì, sono preparati a rispondere  domande del tipo: “Quando posso venire per fare un matrimonio omosessuale?”
Non farò il dettaglio della telefonata per questo post, che ha, pressappoco, la stessa struttura degli altri.
Unica novità è che già la signora sapeva della fatidica circolare  del Ministero dell’ Interno n. 2/2001 che ha vietato la trascrizione In Italia dei matrimoni celebrati all’ estero tra persone dello stesso sesso, in quanto contrari all’ Ordine pubblico. Quindi continuava a dire: “Se non possiamo accettare i matrimoni omosessuali contratti all’estero, si figuri quelli in casa propria!”

Firenze lo sai, non è servita a cambiarla... quell'inamovibile ufficiale dell'Ufficio Matrimoni!Per spiegarmi il concetto di ordine pubblico (io già mi vedevo in galera, come se volermi sposare fosse un reato contro l’ordine pubblico!) continuava a parlarmi di extracomunitari senza nulla osta (ma io non ne ho bisogno!) oppure di minori  – ad esempio sedicenni – che all’estero possono sposarsi, ma in Italia devono aspettare il 18esimo annoi di età: senonchè gli facevo notare di essere un libero cittadino, maggiorenne e vaccinato.
“Ma è solo un esempio” mi risponde.
Ma io continuo a non capire perché devo essere paragonato ai minori o agli stranieri. Già qualcuno va dicendo che sono malato… mi basta e mi avanza!

Infine, lo ammetto, ho calcato un po’ la mano dicendo che mamma e papà sono molto dispiaciuti del fatto che il comune di Firenze non vuole sposarmi. Non volevo cadere nel patetico… è solo che… insomma! Avranno diritto pure loro a vedere il figlio sistemato. Una persona brava, intelligente e bella come me! E’ forse giusto che debba rimanere zitello?
Dai, aiutatemi a sposarmi. Telefonate ai vostri comuni!

E se vi serve, ecco qui un utilissimo vademecum…

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