Famiglia Fantasma

Alza la cornetta, il comune di Torino ti aspetta

Posted on: settembre 1, 2007

Sposarsi a Torino... e la città di tinge di rosaCon l’aiuto di Giuseppe Marconi siamo arrivati anche sotto la Mole Antonelliana: eccoci finalmente alle telefonate (la prima all’impiegata e la seconda all’ufficiale) al comune di Torino – Informazioni generali: Anagrafe Centrale – Ufficio di Stato Civile – Via della Consolata 23 (primo piano) – da lunedì a venerdì 8.15 – 13.00 Telefoni. 011 4425015 ; 011 4425454 ; 011 4425488; 011 4425324

Come anticipatovi potete ascoltare il file (il primo e il secondo) mentre questo post vi permette di individuare i momenti più interessanti. Se scaricate il file, potete andare avanti ad ascoltare quello che vi interessa.

Iniziamo con la prima telefonata.

0:00 Come sempre all’inizio rompo il ghiaccio e faccio domande standard: “Cosa devo fare per sposarmi con rito civile?” La riposta è competente:
1) Basta uno dei due sposi con le carte di identità per prenotare le pubblicazioni di matrimonio: non sono il matrimonio ma sono una promessa di matrimonio.
2) Quando ci si presenta entrambi in comune la prima volta, si stabilisce una data per le pubblicazioni. 
3) Durante le pubblicazioni verrà fissata la data per il matrimonio civile.
Detto questo la signora mi spiega a che ora e dove presentarmi.

1:48 Entro nel vivo e spiego che voglio presentarmi con il mio uomo ed ottengo un’istintiva reazione di rifiuto: “Non è possibile”

O santa pupa di coccia! Questo vuole sposarsi con un uomo? E adesso che facciamo!2:14 Specifico che mai, nel codice civile, viene vietata l’unione tra persone dello stesso sesso

2:33 L’impiegata dice che “tra due uomini non è possibile nessun matrimonio”.
Le chiedo, allora, “dove è scritta” nella legge una affermazione del genere. Un conto, infatti, le esternazioni dei politici in TV. Un conto la legge.

2:46 La seconda risposta dell’impiegata è la seguente: “La legge non vieta il matrimonio, ma neanche lo concede.” Io rispondo che la legge non si dà il dovere di concedere il diritto al matrimonio. Semmai ha l’autorità per negare questo diritto a determinate categorie di persone, esplicitando questi vincoli nella sezione degli impedimenti. E per ora le persone dello stesso sesso non hanno nessun impedimento a sposarsi.

3:17 La risposta è sempre la stessa: “La legge non prevede il matrimonio tra persone dello stesso sesso”. Vedremo in futuro che questa affermazione è completamente sbagliata. Ancora una volta rispondo che la legge non si accolla il dovere di prevedere il matrimonio per tutti i tipi di cittadini. In linea di principio, tutti i cittadini possono sposarsi, fatta eccezione per chi rientra negli articoli degli impedimenti.

3:37 L’impiegata decide di inoltrare la mia richiesta al funzionario, suo diretto superiore.

4:00 Prima di salutarla e ringraziarla, le chiedo delucidazioni sul documento ufficiale di rifiuto della pubblicazione degli atti. Lei conferma brevemente, rimandandomi di nuovo ad un suo superiore.

Amarti, come in un film  in bianco e neroA questo punto si passa alla seconda telefonata , direttamente alla responsabile dell’Ufficio Matrimoni. A lei spiego subito il punto, senza passare per i “preliminari”.

0:56 Anche lei afferma che “non è ancora… – si corregge  –  non è previsto” il matrimonio tra i cittadini dello stesso sesso.

1:05 Cerco di spiegare che non è necessario che un diritto così basilare sia previsto, ma ammetto che qui non sono stato proprio bravo a farmi capire… Insomma, “sono un libero cittadino”, cosa deve “prevedere” lo stato oltre a questo, una volta che non rientro negli impedimenti?

2:17 Il funzionario mi spiega le sue ragioni: Si presuppone che il matrimonio sia sempre celebrato tra un uomo e una donna”

2:42 O ancora: Lei ha mai sentito di due cittadini italiani dello stesso sesso che si siano sposati in italia?”

3:07 E dulcis in fundo: “In tutto il mondo sono pochi gli stati che hanno concesso il matrimonio tra due dello stesso sesso. In Italia non c’è ancora.” Avrei voluto risponderle che sono pochi anche gli stati che danno pari diritti agli uomini e alle donne, ma ho deciso di non esprimermi. Capivo che la sua reazione era molto istintiva, tanto quanto inaspettato questo discorso. Quindi potevo aspettarmi che non valutasse a fondo la portata di tutte le sue argomentazioni. Sapevo che giocavo ad armi impari: io mi ero preparato. Quindi non ho voluto essere sleale. Volevo solo parlare.

3:34 “L’impossibilità di sposarsi tra due uomini, però”, dico io, “non è espressa dalla legge”. Quando lei continua a dire che il matrimonio è inteso sempre tra uomo e donna, io le chiedo “dove di preciso”. Ovviamente non sa darmi una risposta.

4:50 Continua a ripetere che il matrimonio è tra “uomo e donna”.

5:23 Cerco di andare nel dettaglio: leggo l’articolo 107 del Codice Civile, dove sta scritto di “…prendersi in Marito e Moglie”. Solo che quell’articolo si intitola “Forma della celebrazione” e non, che so io, “Definizione dell’istituto matrimoniale”.

6:16 A questo punto la discussione è bene che giunga ad un termine. Non voglio convincere con una telefonata il mio interlocutore. A me basta avere introdotto una omosexual-experience nel comune di Torino, ed essere certo che riceverò il documento di rifiuto della richiesta di pubblicazione. Chiedo dettagli in merito.

6:33 La signora mi dice che farà sicuramente il rifiuto scritto, e mi spiega che posso utilizzarlo per fare ricorso. Ma a me non serve il ricorso. Mi basta il documento.

7:07 Conferma con estrema gentilezza la sua disponibilità al rifiuto. Mi spiega dove recarmi, mi conferma il suo nome e il suo ruolo.

7:34 Ripete il suo dispiacere e la sua comprensione, che aveva precedentemente già espresso.

8:05 Torna a ripetermi: “Non è previsto il matrimonio” tra due uomini.

“Ma allora”, le rispondo simpaticamente ma con serietà, “non è previsto nemmeno il matrimonio tra i biondi e i mori”. Non per questo non vengono fatti sposare.

E attaccarono il telefono felici e contenti.

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