Famiglia Fantasma

Viaggio nel matrimonio italiano 4 – La Dottrina Giuridica

Posted on: agosto 31, 2007

Abbiamo già visto che nella legge non c’è una definizione ufficiale di cosa sia una famiglia né cosa sia il matrimonio.

Tuttavia esistono diversi testi giuridici – utilizzati dagli addetti ai lavori – che cercano di dare delle linee guida a giuristi e legislatori, secondo dei principi ravvisabili nella società e, ovviamente, nella costituzione.
Ecco allora cosa dice la dottrina giuridica italiana sul matrimonio (informazioni prese da un lavoro di Marco Gattuso, apparso in “Il Mulino” numero 431, la terza uscita del 2007, e segnalato in questo blog).
Per rendere più facile la lettura: dove sentite parlare di diritto naturale, associate a Mastella, Casini, e Papa. Dove sentite parlare di evoluzioni sociali, diritto positivo, pensate al resto d’Europa.

Nel 1971 il Grande Commentario del Codice Civile avvertiva (con parole straordinariamente attuali) che “famiglia e matrimonio appaiono ancora oggi per gran parte assisi su posizioni che hanno cessato di esistere da più di un decennio”.  Inoltre sottolinea al legislatore che “la Costituzione assume la famiglia quale essa è offerta dalla realtà sociale”.

Nella Enciclopedia Italiana, già nell’incipit della voce “Famiglia” si afferma che “l’indole di società naturale non significa il rinvii a valutazioni estranee al diritto positivo”.

Nella Enciclopedia del Diritto, nella voce Famiglia, si afferma: “nonstante l’apparente contraria indicazione […] il termine NATURALE adoperato nell’articolo 29 deve più esattamente intendersi come equivalente di SOCIALE e non già nel senso di società fondata sul diritto naturale“.

Nel Commentario della Costituzione, relativamente all’articolo 29, si sottolinea che “l’interpretazione giusnaturalista dell’articolo non ha corrispondenza giuridica e non si può che imputare ad un’ideologia politica di genere integralista”.

Nel Manuale di Diritto Privato del Galgano (1981), tutt’ora il più diffuso nelle Università Italiane, si rileva che “società naturale non significa immutabilità della regolazione normativa: questa può mutare con il mutare del costume sociale, con l’evolversi delle concezioni della famiglia e dei rapporti fra i suoi membri.”
In questo senso, vale la pena sottolineare che l’evoluzione del costume in questa materia è così rapida da farci apparire barbariche normative vigenti ancora nel 1975: ad esempio il Delitto d’Onore.

Sono convinto che per il momento, non c’è bisogno di commentare. Meditiamo un attimo e valutiamo in quali sedi si valutano i cambiamenti sociali: nelle poltrone del parlamento? O nelle amministrazioni pubbliche?

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