Famiglia Fantasma

Alza la cornetta – Il comune di Genova ti aspetta

Posted on: agosto 29, 2007

Dopo tanti preludi, eccoci finalmente alla prima telefonata (clicca qui per ascoltare) al comune di Genova. Informazioni generali: Ufficio Matrimoni/Divorzi, corso Torino 11, 2° piano, tel.010 5576866, fax 010 5576927, matrimoni@comune.genova.it. Orario dal lunedì al giovedì 8.10 – 12.10 e 14 – 15 / venerdì 8.10 – 13

Come anticipatovi potete ascoltare la conversazione mentre qui di seguito vi guido nel contenuto, segnalando i tempi degli argomenti più interessanti. In questo modo, se scaricate il file, potete saltare quello che non vi interessa e posizionarvi immediatamente dove preferite. 

Detto questo, come è andato questo primo colloquio?

0:00 All’inizio della telefonata rompo il ghiaccio, chiedendo delle informazioni generiche: “Vorrei delle informazioni per il matrimonio civile”.
La signora mi chiede  – Cittadini italiani entrambi? Residenti? Poi mi dice dove recarmi, in quale stanza e in quali orari per manifestare la volontà di contrarre matrimonio.

O santa pupa di coccia! Questo vuole sposarsi con un uomo? E adesso che facciamo!1:10 – A questo punto spiego che voglio presentarmi con il mio uomo

1:40 – L’impiegata reagisce affermando che “la legislazione Italiana non lo prevede ancora” (sottolineo l’ancora).

2:00 – Io chiedo dove sta scritto, nella legge, che questo tipo di unione matrimoniale debba essere prevista?

2:20 – L’impiegata, giustamente, mi introduce alla sua responsabile. Come vedremo è una situazione tipica ed è giusto che sia così.

2:37 – Dopo aver rispiegato brevemente il tutto al nuovo interlocutore, la sua prima risposta è “in Italia non è possibile

3:15 – Un’altra sua argomentazione è la seguente: “la normaè di non sposarsi tra persone dello stesso sesso.

3:29 – Poi sottolinea che “E’ la prima volta che ci chiedono una cosa del genere. Non è mai capitato.” Io esprimo stupore, perché, sinceramente, considero assurdo che su tutti i milioni di gay e lesbiche che siamo in Italia, solo Matteo Pegoraro e Francesco Piomboni abbiano fatto questa richiesta.

4:03 – Cerco di dialogare con l’ufficiale. Faccio la lista degli articoli del Codice Civile Italiano (Libro I, titolo VI, dall-articolo 79 in poi…) che elencano in dettaglio gli impedimenti: minori di età, infermità di mente, parentale, affiliazione, adozione. Una volta c’era un articolo per la nazionalità e differenza di razza. Ma da nessuna parte compare il divieto di sposarsi tra persone dello stesso sesso.

4:41 – Ancora, sottolineo che l’articolo 93 (sulla pubblicazione degli atti) non specifica che debbano presentarsi un uomo con una donna per richiedere la pubblicazione degli atti.

5:15 – Fermo nelle sue posizioni, l’ufficiale non manca di mostrare un atteggiamento aperto e rispettoso. Inoltre,  si rende conto di essere” impreparata” alla mia richiesta. E ammette anche”l’evoluzione dei tempi”.

5:37 – Infine dà la disponibilità per entrare nel dettaglio del merito, chiedendo aiuto al dirignete dell’Ufficio Legale.

A questo punto l’ufficiale mi dà il suo nome e l’indirizzo email per futuri contatti che effettivamente ci sono stati. Ci salutiamo con molta cordialità.

Come già detto ho cancellato dai file il nome e la mail, ma non perché siano informazioni effettivamente riservate, ma solo per questioni di delicatezza. Tuttavia, chiunque volesse queste informazioni per contattare più velocemente il comune di Genova, può richiedermele  personalmente.

Di seguito la corrispondenza elettronica tra me e l’ufficio di Genova. Molto interessante la risposta alla seconda mail, sulla quale indagherò.

PRIMA MAIL

Gentilissima dottoressa Xxxxxxxx,

sono Xxxxxx Xxxxx, e le invio questa mail in riferimento alla telefonata avuta poco tempo fa.La ringrazio per la comprensione e la disponibilità mostrata. Inoltre, le confermo che attendo con fiducia una sua risposta, certo che venga formulata in buona fede e totale spirito di servizio al cittadino.
Alle domande che le ho fatto, aggiungerei la seguente: se la posizione del vostro comune dovesse restare quella di concedere l’accesso al matrimonio a due persone dello stesso sesso, mi conferma che in base all’articolo 98 (Rifiuto della pubblicazione) ho diritto ad una documentazione di questo rifiuto da parte dell’Ufficiale (o di chi ne ha la delega) ai fini dell’impugnamento?

Grazie mille, da parte mia, del mio uomo e delle nostre famiglie che sono al nostro fianco.

Xxxxxx Xxxxxxxxx

PS Mi risulta che se un divieto non è espresso esplicitamente negli articoli esplicitamente preposti per esso (mi riferisco al Capo III, sezione I: Capo III: Del matrimonio celebrato davanti all’ufficiale dello stato civile Sezione I: Delle condizioni necessarie per contrarre matrimonio) allora non è una prassi giuridica corretta quello di dedurre tale divieto da interpretazioni di altri articoli del codice. E’ corretto?

 ——————————

PRIMA RISPOSTA

Gent.mo Sig. Conte,attualmente nel ns. ordinamento il rapporto matrimoniale è inteso tra soggetti appartenenti a sesso diverso. Tale principio lo si evince  dal combinato disposto di diversi articoli del Codice Civile, e precisamente: artt. 89 – 143  – 143 bis – 156 bis – 231 – 235 – 262. (metti il link)Inoltre la Circolare del Ministero dell’ Interno n. 2/2001 ha vietato la trascrizione In Italia dei matrimoni celebrati all’ estero tra persone dello stesso sesso, in quanto contrari all’ Ordine pubblico. Pertanto il Comune di Genova non può far altro che attenersi a quanto sopra. Sulla base di una richiesta formale presentata dagli interessati, l’ Ufficiale di Stato Civile, acquisita la documentazione necessaria, può opporre un rifiuto motivato, contro il quale può essere proposto ricorso al Tribunale competente, ai sensi dell’ art. 98 del Codice Civile.Restiamo a Sua disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti e porgiamo cordiali saluti.

 ————————–

SECONDA MAIL

Gentilissima dottoressa Xxxxxxx. Colgo l’occasione per la disponibilità che mi avete offerto, per discutere insieme a lei due “approfondimenti”. Promettendo di non continuare oltre questa discussione.

1) Nella vostra risposta dite che il principio di eterosessualità (assoluta) del matrimonio si evince “dal combinato disposto di diversi articoli del Codice Civile, e precisamente: artt. 89 – 143  – 143 bis – 156 bis – 231 – 235 – 262. Quindi, in questo modo lei risponde implicitamente al mio PS. Ovvero secondo voi è possibile evincere da un testo di legge divieti e principi che non sono esplicitamente dichiarati nelle apposite e previste sedi. Può confermare o spiegare meglio questa mia deduzione?

2) La seconda domanda riguarda la circolare che citate. La Corte Costituzionale, nella sentenza 494/2002, ha rilevato che il concetto di “ordine pubblico familiare” è insostenibile, perché comprometterebbe i diritti della persona, e in tutta la costituzione non esiste il minimo accenno alla possibilità di anteporre il valore della famiglia alla libertà degli individui. Inoltre da Aprile l’Italia ha recepito la direttiva comunitaria 38/2004 (questa direttiva. una volta recepita, fa “obbligo”) sul diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Di conseguenza la vostra decisione di non autorizzare al matrimonio una coppia omosessuale (e tanto meno di riconoscere il matrimonio avvenuto all’estero) introduce una disparità di trattamento dei cittadini dell’unione che è espressamente vietata. Dunque mi chiedo se, secondo la legge, queste due informazioni che vi ho dato (e che vi prego di verificare) non rendano inefficace e obsoleta questa direttiva del 2001.

Vi pongo queste due domande con molta cordialità. Comprendo la difficoltà che avrebbe un ufficiale ad accettare le pubblicazioni degli atti da parte di due persone dello stesso sesso (anche se, ci tengo a sottolinearlo, non si evince da nessuna parte che questo comportamento sia illegale). Nondimeno, prima di decidere per l’impugnazione di un eventuale rifiuto, è mio personale convincimento fare di tutto per fare chiarezza insieme al comune nel quale desidero unirmi in matrimonio (oggi o tra qualche tempo, non ha importanza).

Consideratela una questione di trasparenza, oppure un tentativo di capire fino a che punto posso considerarvi vostri “collaboratori” nello sbrogliare questa matassa giuridico-istituzionale. Insieme al mio uomo e alle nostre famiglie, attendiamo fiduciosi una vostra risposta. Sinceramente.

Xxxxxx Xxxxxxxxx

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SECONDA RISPOSTA  

Gent.mo Sig.Xxxxxx,

scusandomi per il ritardo Le rispondo, come le ha già illustrato la Sig.ra Xxxxxx ( responsabile uff. Matrimoni) in base all’insieme delle norme citate, non è possibile, in vigenza dell’attuale normativa, sposare una coppia dello stesso sesso il matrimonio sarebbe nullo.

La Circolare del Ministero dell’interno ha vietato altresì la trascrizione dei suddetti matrimoni avvenuti all’estero poichè contrari “all’ordine pubblico”.Cioè tutte le casistiche che non sono disciplinate da una normativa italiana ( es. divorzio per ripudio, riconoscimento di figlio senza assenso del genitore che ha effetuato il riconoscimento per primo ecc.) ancorchè previste in altri paesi non possono trovare riconoscimento in Italia perchè contrarie al ns ordinamento.

Le devo, quindi confermare che una Sua richiesta di pubblicazioni dovrebbe da me essere rifiutata per i motivi sopra esposti.
Resta salvo il suo diritto di ricorrere avverso il motivato rifiuto presso l’autorità giudiziaria.
Potrei procedere ad unirVi in matrimonio esclusivamente in presenza di  un provvedimento del Magistrato che mi autorizzi. 
Restando a disposizione per qualsiasi ulteriore chirimento invio i migliori saluti.

D.ssa Xxxxxx Xxxxxxxxxx
Responsabile Area Stato Civile

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5 Risposte to "Alza la cornetta – Il comune di Genova ti aspetta"

Bravo… continua così… prima o poi qualcosa cambierà 😉

Complimenti per l’iniziativa!
E’ stato interessante ascoltare la telefonata e ancora di più è stato leggere il seguito.
Lorenzo

Ciao.

Ho trovato il tuo commento questa mattina e sto sotenendola tua iniziativa.

Complimenti e speriamo che vada a buon fine. Restiamo in contatto.

Cristina

Caro amico, mi complimento per la lucida contestazione prodotta; il sistema va combattuto e messo in scacco proprio grazie ed in base ai suoi principi fondativi.

Se facessimo sempre questo tipo di “guerriglia” amministrativa, nel senso di incessante questionare o contestare, le aperture culturali sarebbero favorite dalle brecce giuridiche o anche viceversa!

In questo paese, insomma, non è possibile vivere felicetti e contentetti.

Giacomo Grippa Uaar circolo di Lecce

Giacomo
hai colto nel segno. Qui l’importante è fare breccia nelle persone… SIamo predisposti a generalizzare e pensare che anche gli amministratori pubblici siano tutti cinici e ipocriti come i parlamentari.
Invece hanno un po’ di cuore in più: menefreghisti sempre (di solito) ma non cattivi come i nostri deputati. Con loro si può e si deve parlare.
Basta poco. Basta alzare la cornetta…

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