Famiglia Fantasma

Viaggio nel Matrimonio Italiano – 3

Posted on: agosto 25, 2007

Vi ho già mostrato i siti internet dei comuni italiani, sto cercando in tutti i modi di farvi capire che il matrimonio è un istituto che ci appartiene in quanto cittadini .
Ho iniziato a dichiarare esplicitamente la mia strategia: focalizzarci nelle amministrazioni comunali e richiedere in massa la pubblicazione degli atti, dietro iniziativa personale.

O santa pupa di coccia! Questo vuole sposarsi con un uomo? E adesso che facciamo!Ma a questo punto, per essere credibile, ho voluto fare qualcosa di concreto. Ho alzato la cornetta e ho telefonato proprio a quei comuni di cui abbiamo analizzato i siti internet.
Dopo aver richiesto alcune informazioni generali, ho detto chiaramente che volevo sapere come ci si sposa, perché mi sarei presentato con il mio uomo. Sottolineando che il tutto era concertato in accordo con le nostre famiglie d’origine. Cosa che, volenti o nolenti, avviene in tutti i matrimoni: a maggior ragione non ho voluto far supporre il contrario proprio per le mie nozze.
E’ stata un’esperienza liberatrice e chiarificatrice, un vero godimento. Ogni volta che abbassavo la cornetta mi sembrava di avere abbattuto un muro odioso e avevo voglia di gridare “Yu-huuu”! E pensare che prima di cominciare avevo letteralmente paura: di essere insultato, di essere maltrattato o non capito. Avevo paura di sentirmi solo e contro tutti.

La realtà, come quasi sempre accade per gli omosessuali in Italia, è stata molto migliore delle lugubri aspettative.

Ho telefonato a quattro comuni diversi, chiedendo sempre le stesse informazioni. Ho sempre riscontrato un atteggiamento di sorpresa da parte dei miei interlocutori, inequivocabilmente colti impreparati di fronte alla mia notizia. Ma proprio per questo, dall’altro lato del telefono ho goduto di grande attenzione e considerazione. Non un accenno di disprezzo, né la tendenza a liquidare la mia richiesta come provocazione.
Un pizzico di imbarazzo qualcuno l’ha provato, istintivamente. Ma questo è niente: di fatto ho riscontrato un atteggiamento cordiale, rispettoso della mia identità e cittadinanza, comprensivo e a volte addirittura materno.
Non ho mai subito ostruzionismo: gli impiegati, dopo un cordiale colloquio, sono sempre stati solerti a passarmi i loro colleghi superiori in carica, più capaci di gestire situazioni non standard.

Tutti, come mi aspettavo, mi hanno negato la pubblicazione degli atti.
Ma tutti mi hanno assicurato la loro totale premura nel farmi avere il documento di rifiuto delle pubblicazioni nel caso che mi fossi recato di persona a richiederle.

Ascolta le telefonate ai comuni di Genova, Torino, Firenze.

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