Famiglia Fantasma

Milano-Teheran 1-1 (passando per Sofia)

Posted on: agosto 6, 2007

Un sindaco e un buffoneNon è in gioco solo la libertà d´espressione ma anche il rispetto per chi crede nei valori della famiglia e della religione, anch´essi da tutelare.” E ancora: “I milanesi non possono essere offesi da immagini blasfeme.
Queste le dichiarazioni della Sindaco protonazista Moratti a sigillo della sua decisione di censurare totalmente una mostra d’arte a Milano.

Pochi giorni dopo, a Theheran, sono stati arrestati i partecipanti ad una serata danzante. Le accuse? Incredibile. Le stesse, identiche motivazioni della Moratti. Con parole equivalenti. Leggete e notate l’assonanza: la musica che ascoltavano era “satanica”, gli abiti indossati dalle ragazze “osceni”, i cd “immorali”.
E’ facile andare al di là delle apparenti estreneità dei due eventi: da una parte centinaia di giovani arrestati e frustati (10 volte), dall’altra “solo” una mostra d’arte censurata. Ma in entrambi i casi sono state adottate misure antidemocratiche e limitative della libertà in nome del costume religioso, di valori non laici (islamici o cattolici che siano) che le istituzioni impongono ai cittadini di dover rispettare.

Non parlo di protonazismo a caso, anche perché il legame tra islamici e nazisti è sempre stato molto forte, quanto occulto. Entrambi odiano gli ebrei, passando per gli omosessuali.
E non a caso, l’Italia è quello stato “laico” in cui chi fa le leggi bussa prima ai palazzi dei vescovi per farsele approvare, quando contemporaneamente nasce una nuova moschea ogni 4 giorni (leggi l’articolo di Magdi Allam)

In uno stato civile prosperini sarebbe condannato in giudizioIn tutto questo, domani parto per la Bulgaria, e iniziano le vacanze. Io non ci pensavo, ma amici e parenti mi dicono tutti: “Attento laggiù, chissà come trattano male gli omosessuali“. All’inizio mi ero spaventato, poi ho capito che questo modo di dire tanto pregiudiziale è tipico di chi, vivendo male, si convince che tutti gli altri, per qualche motivo, vivano peggio.

Allora mi sono informato e ho scopeto che in Bulgaria non possono fare il gay pride, ma almeno c’è la legge contro le discriminazioni (quel famoso pacchetto antiviolenza che in Italia non passa ancora… ne riparleremo a settembre), vari siti gay, e molti gruppi sportivi.

Alla fine ho capito: devo stare attento, sì. Quando torno a Milano. Chissà che in areoporto non trovo ad accogliermi Prosperini con una bella Garrota tutta per me? In Bulgaria sarebbe già in Galera! In Italia, invece, fa ancora l’assessore allo sport per tutta la regione lombardia. Dov’è che non siamo tutelati, dunque? In Bulgaria, in Iran o in Italia?

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