Famiglia Fantasma

Pigrizie e usucapione

Posted on: luglio 25, 2007

Il matrimonio solo eterosessuale, come tutti i monopoli, è garanzia di sottosviluppo socialeSe il diritto al matrimonio lo possediamo già in quanto cittadini, perché noi omosessuali non ci sposiamo?
Ho già spiegato che questo dipende dal fatto che non sappiamo come si fa e che puntiamo troppo al parlamento e poco alle amministrazioni pubbliche.
Ma c’è un terzo, grosso malinteso, che deriva da un passato in cui la fertilità era premessa insostituibile per un matrimonio e gli omosessuali non avevano il diritto alla vita, alla libertà e alla identità.
Dunque: per millenni gay e lesbiche sono stati esiliati dalla vita sociale e quindi anche dal matrimonio. O meglio, vi si introducevano obbligatoriamente camuffati da persone eterosessuali.

Ora tutte queste abominevoli premesse sono venute a mancare, ma non è così immediato trarne le conseguenze.
Nel frattempo , però, la società si è abituatata ad un concetto di matrimonio in cui si sposano solo persone di sesso differente. Per millenni gli eterosessuali si sono abituati a considerare come loro appannaggio esclusivo un diritto che appartiene a tutti i liberi cittadini. Ora alcuni italiani rivendicano una sorta di usucapione sul matrimonio, senza pensare che come ogni monopolio ne sancirà la morte.

La realtà dunque è che il diritto al matrimonio c’è già. Però non teniamo in debito conto che è necessario un certo sforzo per recuperare la fisiologicità di questi diritti.

Dobbiamo imparare a fare la pipì da soli, nel vasetto. All'inizio sembra più grande di noi, ma è iun cosa normale!Ancor più importante è capire che questo sforzo è in carico quasi esclusivamente a noi. Non possiamo attenderci che le cose cambino attraverso un radicale e clamoroso mutamento di mentalità della società. Siamo noi i primi a dover cambiare mentalità. Siamo noi quelli chiamati in causa, quelli che devono crederci. Sta a noi comportarci da cittadini liberi quali siamo.

Ecco allora quali sono i malintesi. Ci aspettiamo che siano gli altri a fare quello che dobbiamo fare noi.

E crediamo che il matrimonio sia una questione di riconoscimenti di principio. In realtà sotto c’è tanta pratica. Ci vogliono le famiglie di fatto, che vanno nei comuni e chiedono le pubblicazioni degli atti.
Ci vogliono persone che, prima ancora che qualcuno le autorizzi solennemente, vadano in massa a proclamare il loro amore, pretendendone un riconoscimento sociale.

Detto volgarmente, quando ero bambino (e molto pigro) mia zia mi diceva: “Mica posso andare a pisciare per te!“. Diritto alla famiglia e diritto al matrimonio sono diritti sacrosanti, ma, paradossalmente, finché non saremo noi ad iniziare a farne uso, per noi continueranno a non esistere.

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