FAQ

PERCHE’ QUESTA FISSA DELLA BANDIERA?
Troppo spesso si confondono le istanze civili di dignità e di parità con discutibili lotte religiose di quartiere.
Laicità ha un significato ben preciso: aderenza alle istituzioni civili. Che ha poco a che vedere con l’anticlericalimso – piuttosto chi è laico non sopporta la complementare simonia dei nostri politici.
Meno si parla del papa e più si è laici.
Più si parla delle istituzioni e con le istituzioni, più si è laici.
L’istituzione per eccellenza è la nostra bandiera. Appropriamocene e facciamola nostra. Perché sia chiaro che chi mette in discussione la dignità degli omosessuali, mette in discussione l’autorità di governo dello stato italiano.
Inoltre oggigiorno sembra che amare la propria patria sia un privilegio delle destre. Io la credo una prerogativa dei cittadini. Chi comunque non riesce a staccarsi da questo pregiudizio, si rassegni al fatto che essere gay non significa essere di sinistra (soprattutto di questa sinistra).

Scrivere GAY sulla bandiera non è una provocazione, perché GAY non è una parolaccia. E’ un modo per comunicare la passione che ho verso la mia terra e la mia identità di uomo a cui piacciono gli uomini.
Questa bandiera, in una sola immagine, rompe una serie complessa e intricata di pregiudizi e tabù. Ecco perché mi piace che si diffonda. L’ho stampata sulle mie camice, e nelle occasioni importanti sventolo una bandiera italiana GAY.
 

MA IL MATRIMONIO E’ COSI’ IMPORTANTE?
Questo sito non è una elegia dell’istituto matrimoniale. In linea teorica ritengo sensato prevedere varie istituzioni per le diverse organizzazioni famigliari.
Inoltre, presi di per sè, la famiglia e il matrimonio non hanno una storia nè un presente limpido o idilliaco
Non punto al matrimonio per il desiderio di adeguarmi ad uno stato di cose che invidio poco agli eterosessuali. Anzi, sono convinto del contrario: quando gay e lesbiche potranno sposarsi, l’istituto matrimoniale riceverà una ventata di vita, sincerità e libertà che nell’Italia delle ipocrite convenzioni sociali è molto poco goduta.

E’ anche vero che l’istituzione matrimoniale è importante perché attesta più di ogni altra cosa l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla società e alla legge. Matrimonio significa parità di diritti. Detto in altre parole: il matrimonio non risolverà i problemi degli omosessuali. Solamente, renderà i loro problemi più simili a quelli di qualunque altra persona.

C’è anche un motivo pratico per cui parlo solo di matrimonio: è veramente la via più breve e più facile per il riconoscimento delle famiglie omosessuali. Ci sono veramente poche virgole o parole da cambiare in tutto il codice civile. La costituzione resta intaccata.
SPOSARSI TRA UOMINI O TRA DONNE E’ VERAMENTE POSSIBILE O E’ UNA TROVATA PUBBLICITARIA?
E’ vero che la legge non vieta i matrimoni omosessuali. Dunque, se si trovasse un sindaco disposto a compiere questo coraggioso atto di lealtà istituzionale (ovvero:sposarti con una persona del tuo stesso sesso), nessuno commetterebbe reati né illeciti.
 

CHE LEGAME C’E’ TRA MATRIMONIO E ADOZIONI?
Da un punto di vista legale le due cose sono totalmente disgiunte.
Prima di tutto matrimonio e adozioni sono regolate da leggi e gruppi di leggi totalmente distinte tra di loro. Quindi, una volta che gli omosessuali avranno il diritto al matrimonio, il loro dirittoad adottare non sarà aumentato di una virgola.
 

PERCHE’ GLI OMOSESSUALI NON VOGLIONO SPOSARSI?
I motivi possono essere tanti: prima di tutto perché non sanno come ci si sposa, ovvero cosa è necessario fare per sposarsi.
Gli omosessuali, infatti, sono tagliati fuori da qualsiasi circuito sociale che introduce a questo istituto (a cominciare dalla famiglia di origine).
Questo per vari motivi, non da ultimi il fatto che il passato storico (nonché il presente di molti stati da cui dipendiamo economicamente) gronda di sangue, ingiustizie e gravissime limitazioni della libertà nei confronti di gay e lesbiche.
In pratica, gli omosessuali stanno cercando, a stento, di riattivare la naturale fisiologia della titolarità al matrimonio e alla famiglia. Cosa difficile (e a volte penosa) dopo millenni di obbligata inattività.
Molti omosessuali hanno ancora negli occhi le gabbie del passato, anche se ormai certi vincoli non sussistono più. E quindi, pur essendo liberi cittadini si comportano ancora come quando, decenni o secoli fa, non si aveva diritto alla vita o alla identità sociale.
 

NON DOVREBBERE ESSERE LA SOCIETA’ A RISONOSCERE I DIRITTI DEGLI OMOSESSUALI? PERCHE’ DOVREBBERO RIVENDICARE?
Questo sarebbe giusto (e molto bello) in una società realmente laica, democratica e fondata su valori istituzionali.
Purtroppo l’Italia è guidata – ormai da decenni – verso un imbarbarimento ideologico. Quindi la scelta è quella di aspettare che la nostra politica cambi, oppure di prendere in mano i diritti che già abbiamo ed esercitarli, tutelati dalla nostra costituzione.
Io propendo per questa seconda opportunità.
 

NON C’E’ IL RISCHIO DI ROVINARE L’INTIMITA’ FAMILIARE PER DELLE RIVENDICAZIONI SOCIALI?
Questo sito non propone una lotta politica, né una rivendicazione sociale.
Semplicemente risveglia nelle persone l’orgoglio di essere pieni cittadini.
Da questo orgoglio scaturisce l’istinto ad esercitare i propri i diritti nella stessa misura con la quale si ottemperano i propri doveri.
E quindi è per passione e per istinto, e seguendo la propria personalissima iniziativa che ogni famiglia omosessuale dovrebbe recarsi nel proprio comune e richiedere la pubblicazione degli atti.
Si tratta di un gesto eroico di intimità, come andare mano nella mano per la strada. Una testimonianza pubblica di affetto e di amore.
Tutto questo è ben lontano dallo strumentalizzare i propri affetti per una disputa politica.
 

PERCHE’ CONCENTRI LA TUA STRATEGIA NEL CONTESTO DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI? 
Per vari motivi.  Ovviamente le strategie politiche di alto palazzo e quelle delle vie giudiziarie sono fondamentali.
Tuttavia in Italia questa opzione amministrativa è totalmente trascurata, ed è una ccasione perduta che vale la pena recuperare. Infatti, per introdurre in modo esplicito i matrimoni tra persone dello stesso in Italia basta modificare 10/20 parole in tutto il codice civile. Direi una azione irrisoria.
Perciò, se la legge non ci preclude il matrimonio, sta a noi sollecitare al buon governo chi è deputato ad esercitarla nelle comunità locali.

Se oggi non possiamo sposarci, è perché i Pubblici Ufficiali dello Stato Civile ci negano l’accesso a questa istituzione. Sono loro a dire di no a chi annuncia la sua volontà di sposarsi.
Dunque è nei confronti di queste persone che occorre sviluppare una strategia di comportamento.
Non si tratta di una lotta: l’atteggiamento delle pubbliche amministrazioni è comprensibile. Chi si prenderebbe la responsabilità di fare una cosa che, pur non essendo vietata dalla legge, è inusitata in Italia e per di più contro il comune sentire dei Parlamentari? (dei parlamentari, nota bene, non degli Italiani)

Si tratta piuttosto di educare noi stessi all’esercizio della nostra cittadinanza.
Ed educare anche i nostri Funzionari Pubblici. Fargli capire che siamo un popolo di persone che sanno cos’è il matrimonio e che desiderano sposarsi. Fargli capire che ci sentiamo cittadini al 100%.
 

TU SEI ANDATO A CHIEDERE LA PUBBLICAZIONE DEGLI ATTI?
Purtroppo non sono andato.
Il motivo è semplice: il mio uomo vive una dimensione degli affetti umani molto privata e intima. Lui non concepisce il matrimonio se non come atto semplice e “già pronto”.
Se fosse per mi sarei già recato all’ufficio matrimoni, ma, proprio per quello che ho risposto alla domanda precedente, non mi sento assolutamente di obbligare nessuno a compiere questo gesto, men che meno l’uomo che amo.
 

QUALCUNO IN ITALIA HA MAI CHIESTO LA PUBBLICAZIONE DEGLI ATTI?
Sì. Sono Matteo Pegoraro e Francesco Piomboni, due ragazzi di Firenze. Qui puoi sapere di più sulla loro storia. Questo è il loro sito.
Però c’è una cosa importante da dire: loro si sono recati al comune di Firenze affiancati da un avvocato, perché avevano già intenzione di impugnare l’atto di rifiuto alla pubblicazione. In questi casi, quindi, la presenza dell’avvocato non era necessario da un punto di vista amministrativo, ma era desiderabile per gestire al meglio le fasi successive del ricorso al Tribunale.
Quindi, è importante sottolinearlo, normalmente si va a chiedere la pubblicazione degli atti senza avvocato. D’altronde i tuoi genitori come sono andati in comune, con l’avvocato? E allora, se non è servito a loro, non deve servire nemmeno a te.

CHE SENSO HA CHIEDERE LA PUBBLICAZIONE DELGI ATTI SE GIA’ SO CHE MI VERRA’ RIFIUTATA?
Il senso è proprio quelle di accumulare un numero alto di sconfitte: tanti documenti di rifiuto della pubblicazione degli atti. Paradossalmente, possono rivelarsi un’arma a doppio taglio per le istituzioni Italiane.
Credo che sarebbe la prima volta nella storia che, un numero elevato di documenti, attesti nero su bianco, controfirmato da ufficiali dello stato civile, che lo Stato Italiano persegue, attraverso le sue amministrazioni, un’azione strutturata e organizzata di discriminazione dei cittadini basata sull’orientamento sessuale.
Per la prima volta le discriminazioni che riceviamo dallo stato avranno un corpo giuridico, saranno affiancate da elementi probatori e oggettivamente riscontrabili.
 

NON RITIENI IMBARAZZANTE ANDARE IN COMUNE A CHIEDERE l A PUBBLICAZIONE DEGLI ATTI?
Un gesto così carico e impegnativo è imbarazzante nella misura in cui non ne sei convinto.
Se tu e il tuo partner siete certi che quello che vi smuove è un principio che sentite irrinunciabile nel vostro cuore, sapete che non avete nulla da temere.
 

C’E’ IL RISCHIO DI INCONTRARE IMPIEGATI O UFFICIALI CHE CI MALTRATTINO?
Ho telefonato personalmente a diversi comuni italiani, chiedendo informazioni sulle procedurae per il matrimonio civile, dicendo chiaramente che mi sarei poi presentato con il mio uomo.
Ho fatto questo prima di tutto per rompere il ghiaccio, per diminuire la mia emozione, la sensazione che si può avere nel fare qualcosa di inusitato.
Ma l’ho fatto anche per saggiare il terreno.
Come avrebbero reagito dall’altro lato? Come sarei stato trattato? Ebbene, ho riscontrato un atteggiamento sempre cordiale, rispettoso della mia identità e della legge, comprensivo e a volte addirittura materno.
Tutti mi hanno negato la pubblicazione degli atti, ma tutti mi hanno assicurato la loro totale premura nel farmi avere il documento di rifiuto delle pubblicazioni nel caso che mi fossi recato di persona a richiederle.
Dunque nessuna paura: anzi, io considero questo fatto molto positivo segno che nei comuni c’è sì tanta ignoranza della legge, ma anche tanta disponibilità ad ascoltare e a rispettare le legittime aspirazioni dei cittadini.
 

SE VERAMENTE LA LEGGE NON VIETA I MATRIMONI OMOSESSUALI, CON QUALE MOTIVAZIONE FORMALE VIENE GIUSTIFICATO IL RIFIUTO ALLE PUBBLICAZIONI?
Questo documento, nell’ultima pagina, contiene le motivazioni che hanno ricevuto Matteo Pegoraro e Francesco Piomboni quando si sono visti rifiutare la loro pubblicazione degli atti.
Io stesso ho ricevuto una mail dal comune di Genova, nella quale sono elencate motivazioni simili, e che a breve pubblicherò.
Verbalmente e genericamente, ciò che più si sente dire è che il matrimonio tra persone dello stesso sesso “è vietato” oppure che “non è previsto“.
La prima affermazione è falsa. La seconda subdola, perché apparentemente riscontrabile: tuttavia è priva di fondamento giuridico e, soprattutto, contraddetta dalla Legge 1.12.1970 n° 898, modificata dalla legge 14.4.1982 n° 164: due persone dello stesso sesso possono restare unite in matrimonio.
Nei documenti scritti, invece, generalmente compaiono due motivazioni, entrambe confutabili da chiunque conosca la legge:
1) Dalla legge si evincerebbe la concezione del matrimonio come unione tra “lo sposo e la sposa” da una concorrenza di espressioni sparse in vari punti del codice (artt. 89 – 143  – 143 bis – 156 bis – 231 – 235 – 262)
2) Esiste una circolare che vieta il riconoscimento di matrimoni omosessuali avvenuti all’estero. Motivo? Ordine pubblico! Ed è qui che casca l’asino.

Ma per saperne di più, attendete il prossimo post.

Se avete altre domande, o volete risolvere alcuni dubbi, contattatemi. Farò del tutto per fornirvi ogni informazione corretta e supportata da avvocati con cui sono in contatto.

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