LA CHIESA E LA SINDROME DI STOCCOLMA (VITTIMA-COLPEVOLE) – 1 – CILICI E PSICO CILICI

Qualche giorno fa, discutendo con un mio amico psicologo, ho lette queste sue righe che mi hanno fatto molto riflettere: “La guarigione che questi signori propongono e l’uccisione di una parte preziosa del sè, che non fa riferimento esclusivamente alle preferenze sessuali. L’identità è un costrutto molto più vasto, collante e principio unificante la personalità nel suo complesso, nei suoi aspetti cognitivi, relazionali, affettivi, motivazionali… Chiedono sostanzialmente ai loro pazienti di giungere ad odiarsi, a considerarsi prodotti sfortunati della società, delle vittime … e nonostante tutto colpevoli.”

In primis ho avuto un bagliore di facile ironia, ricordando le pratiche di autoflagellazione tanto care a certa parte della chiesa e che, evidentemente cerca proseliti non solo nei corpi di frati potenti dell’Opus Dei e senatrici (altrettando potenti, sempre dell’Opus Dei), ma anche nella personalità di chi fa difficoltà ad accettarsi serenamente.

Si potrebbe dire che le terapie riparative siano un cilicio psichico, ancora più invisibile e doloroso di quello metallico della Binetti. E mentre il cilicio di ferro dalla coscia puoi sempre toglierlo, quello psicologico una volta messo, è veramente difficile liberarsene. Diventa una schiavitù!

Ma cosa c’entra la sindrome di stoccolma? Lo scopriremo domani.

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