ONU, gay e disabili: la cultura della morte della Chiesa Cattolica

Dopo essersi allineata con gli stati che uccidono gli omosessuali, la Chiesa all’ONU nega i diritti dei disabili. La Madonna di Lourdes ringrazia. La cultura della morte della Chiesa, avanza.

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La Chiesa Cattolica, per i gay, ammette il boia. I reverberi dell’orrendo piacere che provavano gli inquisitori nel nuovo millennio risuonano attraverso i filtri mediatici dei mass media. Una volta le streghe bruciavano sui roghi cattolici in terra nostra, ora i gay si impiaccano su crode islamiche, tra il Tigri e l’Eufrate. Ma il piacere di avere potere sulla vita e sulla morte di persone innocenti è sempre lo stesso.

Ora nemmeno i disabili hanno diritti per la Chiesa. La Madonna di Lourdes ringrazia.
Motivo? Nella risoluzione ONU non viene vietato l’aborto, quindi la Chiesa nega tutti i diritti delle persone disabili. La Chiesa vuole che, in tutte le parti del mondo, anche in quelle più povere e disperate, si neghi esplicitamente il diritto ad abortire un figlio disabile. Così poi quando nasce quello che la cultura popolare chiamerà “un mostro” lo uccidono barbaramente, e magari uccidono anche la mamma dicendo che è una strega…

Questa è la cultura della morte della Chiesa. Cieca. Incapace di usare la diplomazia vera, fa uso solamente di veti, approfittando dei privilegi che si è fatta dare nel tempo. Infatti pochi si chiedono come mai, uno stato come il Vaticano, sia osservatore, e non uno stato vero e proprio come tutti gli altri. Eppure, al contrario degli altri osservatori, ha diritto di voto.

La cultura della morte della Chiesa.

4 Responses

  1. E’ la pura verità!

  2. Ma non dimentichiamo di manifestare anche contro quella ben più reale cultura di morte che è il fondamentalismo islamico! Sit-in anche all’ambasciata iraniana!

  3. Angy Ventura, quando vivrò in Iran, comincerò la mia lotta all’integralismo dall’islam.
    Dato che vivo in Italia, devo cominciare dalla chiesa integralista che più direttamente nuoce alla mia vita.
    Ricorderò sempre una vignetta di Ellekappa in cui una bambina diceva: “In Iran criticare gli imam è peccato” e la mamma rispondeva “Qui da noi invece si può”.
    E’ facile prendersela con gli integralisti altrui, qui dove essi non hanno alcun potere: cominciamo a fare pulizia in casa nostra.

  4. Lorenzo, mettiamola così: sicuramente è più urgente manifestare contro l’integralismo nostrano, ma senza dimenticare i nostri simili meno fortunati., che se potessero vivere in Italia ci farebbero la firma.
    Non dobbiamo commettere l’errore di quei cattolici che dicono di essere “perseguitati” in Europa (?) per poi tacere sui loro correligionari massacrati in India.

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