Questa la sua domanda: «Come si può essere così ipocriti dal negarmi l’iniezione letale, e permettermi invece di rifiutare le medicine, i sedativi, l’alimentazione e l’idratazione artificiale, per morire in dieci-quindici ore, dopo un’agonia terribile per me e i miei figli?»
Questo il suo desiderio: «Io domando di essere accompagnata alla morte come se fosse un atto di amore. Vorrei morire nella mia casa, circondata dai miei figli. Non voglio smettere di respirare dentro una stanza anonima di un hotel di Zurigo, né voglio impiegare mezzi che possano mettere a repentaglio la vita di altre persone o traumatizzare la mia famiglia».
Ora Chantal è morta. Auguro ai suoi figli tutta la serenità possibile.

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Chissà, se il buon dio (ognuno scelga quello che vuole) mandasse una piaga analoga al suo sedicente rappresentante in terra, così attento all’estetica, forse questi farebbe delle riflessioni che lo potrebbero indurre a rivedere le sue posizioni in tantino oscurantiste e pseudo etiche…
non ci sono commenti. Solo un lungo silenzio di riflessione.
E’ difficile spiegare a parole il profondo senso di ingiustizia che provo di fronte a certi avvenimenti.
Mi viene da pensare che c’è solo da AGIRE, affinché tanto sofferenze non siano almeno state vane.
Il tuo breve articolo mi ha messo i brividi. Grazie per averlo postato, grazie per queste parole.
mi appoggio alle parole di Guido.
Abbraccio col pensiero questa coraggiosa donna.
ottimo il post ottimi i commenti li sottoscrivo tutti
mario
ipocrisìa e falsità, indifferenza ed insensibilità, cecità ed ottusità…ecc…. queste sono alcune delle riflessioni, che spesso mi colpiscono, maggiormente, assistendo a questi avvenimenti ed a molti altri, che spesso ci sforziamo di voler dimenticare.
ma per riallaciarmi ad alcune considerazioni, già fatte, malattìa, carestìa, sofferenza, dolore, dovrebbero essere elargiti gratuitamente, anche per brevissimo tempo, a coloro, i quali più fortunanati e soprattutto preposti alla tutela dei cittadini/umani, con a disposizione mezzi e fondi, struzzano, per non vedere e far finta che ciò non esista.
sono veramente amareggiato ( eufemismo)