Ricapitoliamo: alcune pratiche amministrative sono una sorta di riconoscimento in difetto dei diritti delle famiglie omosessuali, senza che sia direttamente voluto dallo Stato.
Tante leggi sono state previste per situazioni “para familiari” che, per “osmosi”, non possono escludere arbitrariamente il convivente aspirante coniuge dello stesso sesso. Le convivenze di un tempo non aspiravano ad essere famiglie. Quelle di oggi sì. Ecco il punto.
Per essere finalmente pratici, uno di questi strumenti, abbastanza noto, è lo stato di Famiglia Anagrafica. E’ possibile richiederlo nel comune in cui si risiede.
Ma cosa è una famiglia anagrafica? Leggo dal “REGOLAMENTO ANAGRAFICO DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE” (legge 24 Dicembre 1954, n. 1228 D.P.R. 30 Maggio 1989, n. 223) La “famiglia anagrafica” è quell’insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi che coabitano all’interno di una stessa unità immobiliare.
Lo stato di famiglia rispecchia la composizione della famiglia ai soli fini anagrafici: ovvero per registrare le persone residenti in un determinato Comune[…] in armonia con la funzione caratteristica dell’anagrafe che è quella di rispecchiare lo stato di fatto.
Dunque, se non si è parenti, si può essere iscritti presso lo stesso Stato di Famiglia solo se si hanno dei vincoli affettivi.
Ma chi può provare questi vincoli? Occorre andare davanti all’ufficiale e baciarsi in bocca e dirsi “Ti amo piccolo mio?”
La prova dei “vincoli affettivi”, di cui alla definizione della famiglia anagrafica, viene riconosciuta alla dichiarazione che gli interessati rendono al momento della costituzione o subentro nella famiglia. La dichiarazione già resa sull’esistenza dei vincoli affettivi non può essere soggetta a continui ripensamenti. I vincoli stessi sono da ritenersi cessati soltanto con il cessare della coabitazione.
Ovvero: ci si fida sulla parola. Ma poi non si può andare in comune e cambiare idea come una trottola. Mi sembra ragionevole.
Inoltre, una persona o famiglia che coabita nello stesso appartamento con altra persona o famiglia possono dar luogo a due distinte famiglie anagrafiche se tra i componenti delle due famiglie non vi sono i suddetti vincoli. E’ il caso dei maggiordomi, o dei cani e dei gatti di cui i teodem e i leghisti hanno tanta paura.
Dulcis in fundo: “Una famiglia anagrafica uò essere composta anche da una sola persona.”
Leggo da questo sito: Per quanto riguarda i diritti che la registrazione può dare, non sono né più né meno di quelli stabiliti dalla legge per le famiglie anagrafiche, come ad esempio la possibilità di partecipare al bando del Comune per il contributo dell’affitto delle fasce economicamente più deboli, riservato ai nuclei familiari, dove per nucleo familiare si intende anche quello per vincolo affettivo. Così come può costituire il presupposto per qualsiasi altra situazione in cui venga specificato il termine di famiglia anagrafica…
Effetti collaterali: si paga il doppio delle tasse comunali. Ma in fondo pagare le tasse è anche giusto, no? Ma questo è un altro discorso…
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La grande truffa della famiglia anagrafica per vincolo affettivo: in febbraio due omosessuali ricevono l’attestato dal Comune di Padova, fanno una festa nell’antico caffè Pedrocchi e la stampa lo riporta come se fosse un matrimonio, suscitando le ire della componente (ora Partito Democratico)che aveva approvato la Mozione, oltre alle ire del vescovo Mattiazzo sostenute sempre da quella stessa componente. Il vicesindaco ex Margherita Sinigaglia ora PD dichiara che la mozione della famiglia anagrafica (da lui sostenuta e approvata) è “una bufala”!
Come si fa a definire un vincolo affettivo? E’ possibile ascrivere tale vincolo solo a due persone? Nel matrimonio è scritto che devono essere due, ma nel vincolo affettivo dove è scritto il numero? Se il vincolo affettivo va solo dichiarato all’impiegato dell’anagrafe, come si fa a pesare tale vincolo? Due amici, due amiche, un amico e un’amica….ossia l’amicizia non è uno dei vincoli più forti ed intensi che sono il motore dell’Umanità?
Vincolo affettivo e coabitazione sono i due criteri per l’attestato di famiglia anagrafica per vincolo affettivo, generando una serie di equivoci e situazioni non sicuramente ascrivibili al rapporto gay.
Perchè allora la battaglia non diventa più chiara? Che paura ha quella parte politica che dice di essere d’accordo con i matrimoni gay (vedi il sindaco Zanonato durante la sua campagna elettorale che lo ha portato a Sindaco anche con i voti dei gay)e poi sostiene che è una bufala? E perchè chi è dalla parte dei diritti della famiglia estesi ai gay non fa una battaglia alla luce del sole invece di nascondersi dietro dico e non dico o dico poco che sono di una aberranza amministrativa senza pari?