Ordine Pubblico e Matrimoni – Ermafroditi e Transessuali

Una volta chiarito che problemi di ordine pubblico sono sinonimo di situazioni non disciplinate dall’ordinamento giuridico, è tempo di rispondere alle fatidiche domande: se anche i matrimoni gay fossero veramente ignorati dalla legge, ma è proprio vero che questo comporta, ipso facto, l’impossibilità di sposarsi?
Ho cercato, nella mia mente, dei casi in cui le persone possono sposarsi senza problemi anche quando non sono un uomo e una donna.
E questi casi esistono.
Supponiamo, infatti, che un ermafrodita chieda di sposarsi. A sentire le risposte che ho ricevuto dai comuni, la legge non disciplina i matrimoni in cui uno dei due coniugi sia ermafrodita, ma solo quelli in cui uno sia maschio e l’altro femmina. Dunque sorgerebbe un dilemma irrisolvibile: l’ermafrodita sarebbe il maschio oppure la femmina? Lo sposo o la sposa? Il marito oppure la moglie? Non ci è dato di sapere. Sappiamo solo che gli ermafroditi si sposano. E ci mancherebbe pure!
Dunque, questa storia dell’ordine pubblico è un’espdiente strumentale e arbitrario:viene posto come un problema insormontabile per gli omosessuali, ma non per gli ermafroditi.

Due transessuali che si sposano... e io non posso! Ma che roba!!!!Stessa cosa vale per i transessuali. Mi direte voi: i transessuali hanno comunque un sesso ben definito, dunque il problema non si pone. Già. Non si pone, se non fosse per la legge 6/3/87 numero 74 e la 1/12/70 numero 898.
Queste leggi, infatti, dicono che se uno dei coniugi cambia sesso, la coppia può rimanere sposata.
Marito e moglie hanno lo stesso sesso, ma la famiglia resta famiglia. Il matrimonio non è nullo!
Dunque, nero su bianco, i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono previsti e disciplinati dalla legge!
Altro che problema di ordine pubblico: il nostro ordinamento ritiene matrimonio famiglia e omosessualità compatibili per le persone che decidono di cambiare sesso: tanto più questa compatibilità varrà per quelli che il sesso con cui sono nati se lo tengono stretto!

Come ciliegina sulla torta, sappiate che la Corte Costituzionalesentenza 494 del 28 Novembre 2002 – ha espresso un chiaro principio:  il concetto di un “ordine pubblico familiare” è insostenibile giuridicamente in quanto suscettibile di conformare in senso limitativo i diritti della persona. In altri termini, non si può ricavare dalle disposizioni costituzionali l’idea di un interesse superiore della famiglia contrapposto a quello dei singoli.
E, per essere chiari, quando si parla di Matrimonio e di Famiglia, per la legge si parla di due individui che compiono una libera scelta, non di una nuova entità giuridica. I coniugi restano due persone distinte, le quali hanno deciso di dare delle conseguenze anche giuridiche alla loro unione.

Ecco dunque che tutte queste strampalate teorie sull’ordine pubblico sono infondate, completamente.
Perciò ancora una volta, a maggior ragione, vale la pena alzare la cornetta e telefonare al proprio comune: “Cosa devo fare per sposarmi con il mio uomo?” – oppure “Cosa devo fare per sposarmi con la mia donna?”, lunga vita alle lesbiche.

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